Le Truffe ai Distributori di Carburante: Come Riconoscerle e Difendersi

Il rapporto tra cliente e gestore alla pompa di benzina si basa quasi sempre sulla fiducia. Il contatore scorre, il carburante entra nel serbatoio e l’automobilista paga senza poter verificare molto. Nel nostro Paese il prezzo della benzina, uno dei più alti d’Europa, è soggetto non solo alle oscillazioni del mercato, ma anche a una pesante tassazione. Come se non bastasse, può capitare di imbattersi in gestori di pompe di benzina disonesti, che attraverso piccoli sotterfugi, fanno in modo di aumentare il loro margine di guadagno. La grande maggioranza dei gestori lavora regolarmente e in maniera onesta, ma le recenti cronache e le indagini della Guardia di Finanza ci fanno pensare che sia necessario imparare a difendersi. Esistono infatti metodi per truffare sulla benzina che, talvolta, vengono applicati.

Distributore di benzina con auto in rifornimento

Le Truffe Più Ricorrenti ai Distributori di Carburante

I metodi di raggiro possono essere diversi, e un benzinaio che si firma G.P., e che preferisce non rendere pubblico il proprio nome, ha raccontato come funzionano alcune pratiche scorrette diffuse nel settore, non parlando di casi isolati.

1. Manomissione dei Contatori e Mancata Azzeramento

Il sistema più semplice riguarda la manomissione dei contatori della pompa. La differenza è piccola, qualche punto percentuale. Secondo il racconto del gestore, se una pompa eroga il 3 o 4% in meno, su 100 litri venduti ne restano alcuni nel serbatoio della stazione di servizio. Su grandi volumi la differenza diventa economicamente rilevante, arrivando a guadagnare anche 5.000 euro al mese. Questo metodo coinvolge, oltre al proprietario della pompa di benzina, anche il tecnico della manutenzione.

Un altro sistema, più semplice e più difficile da notare, riguarda i momenti di grande affluenza, le cosiddette "ore di punta". Secondo il racconto del benzinaio, l’inserviente può lasciare il contatore della pompa già avviato dalla vettura precedente. Se l’auto precedente ha fatto un rifornimento da 10 euro e la successiva ne chiede 50, il contatore può partire da quella cifra già registrata. Il cliente paga 50 euro, ma 10 sono già stati incassati prima. In questo caso ci si approfitta della distrazione dei clienti. Dopo aver fatto rifornimento a un cliente per una cifra bassa, magari 10 o 20 euro, si mette un fermo alla pistola erogatrice, e si riparte con l’erogazione per il cliente successivo dalla cifra del cliente precedente, sottraendo in questo modo decine di euro agli automobilisti. Anche solo guardare lo schermo del cellulare potrebbe non farvi notare che il rifornimento non parte da zero, ma già da 5 o 10 euro, come sottolinea Silvia Bollani, esperta di Altroconsumo.

Nei giorni scorsi a Napoli sono stati individuati due impianti di rifornimento che con un trucchetto elettronico erogavano, con la benzina, anche un po’ di aria. Nel primo impianto, la Guardia di Finanza ha scoperto su una colonnina di distribuzione, ben nascosto, un apparato radio che veniva attivato tramite un telecomando e che bloccava l’erogazione del carburante, ma non il totalizzatore del prezzo che, al contrario, scorreva a gran velocità. In un tombino sotterraneo occulto del secondo impianto i finanziari hanno trovato anche una minuscola leva che faceva girare a vuoto il totalizzatore del prezzo sin dal momento in cui la pistola veniva estratta dalla colonnina, facendo così pagare all’ignaro cliente l’aria al prezzo del carburante.

la truffa dei nuovi contatori del gas elettronici che girano anche a fornelli spenti

2. Carburante Alterato o "Allungato"

Un'altra pratica citata riguarda il carburante alterato, anche se oggi è meno diffusa rispetto al passato. Un tempo però era molto diffuso. Si diluivano 500 litri di olio esausto in 10 mila litri di greggio per aumentare il margine di guadagno. Le auto moderne, però, hanno sistemi di controllo molto sensibili. Un carburante contaminato può causare guasti quasi immediati. È molto comune anche la miscela dei combustibili con altri liquidi meno costosi, che possono danneggiare il motore o comunque ridurre le prestazioni della vettura. Sono stati scoperti operatori che allungavano la benzina o il gasolio con olio motore di scarto (quello dei cambi olio), olio vegetale di recupero dalle friggitrici, gas di scarto nel GPL.

Immagine di carburante alterato in un campione

3. La Questione della Temperatura del Carburante

Esiste una questione più tecnica che riguarda la temperatura del carburante. Benzina e gasolio vengono venduti a volume, non a peso. Il cliente paga comunque il volume indicato dalla pompa. Questo significa che il rendimento reale può variare a seconda della temperatura del carburante. Una truffa, soprattutto estiva, che nel 2016 è stata denunciata anche dal programma televisivo Le Iene, riguarda la temperatura del carburante. Quando la temperatura è più alta, il carburante si espande. Il cliente paga lo stesso volume, ma la resa può cambiare leggermente. Non è una truffa diretta, è una caratteristica fisica del prodotto. Per questo motivo, sappiamo tutti che il nostro carburante è stoccato sottoterra. Quello che forse dobbiamo ancora imparare è che la mattina, quando la temperatura è più bassa, la densità dei liquidi sarà minore.

4. Il Carburante Pagato "In Nero"

È il sistema più complesso, poiché sono coinvolti non solo il benzinaio, ma anche il manutentore e alcune persone che lavorano presso la società che rifornisce la pompa, manomettendo e falsificando i registri. Si pagano migliaia di litri di benzina in nero, evitando in questo modo le imposte.

5. La "Tattica dei 5 Euro" e Truffe Simili

Esiste anche una truffa più personale e diretta. Lo schema è semplice, proprio per questo funziona. Un uomo o una donna si avvicina mentre si sta facendo rifornimento. Il copione è sempre simile: niente carta, niente contanti, auto quasi a secco. Il truffatore propone uno “scambio” veloce: un biglietto da 5 euro in cambio di qualche litro di carburante pagato con la carta della vittima. Un favore, nulla di più. A questo punto entrano in scena, in molti casi, uno o più complici. Si avvicinano all’auto della vittima, la circondano o le si pongono molto vicino, creando un clima di pressione. Chi ha raccontato di essere caduto nella trappola parla di importi finali ben lontani dalla piccola somma inizialmente concordata. La vittima, spesso sola in una stazione semideserta, si trova davanti a un bivio: interrompere il rifornimento e affrontare un gruppo che la sta intimidendo, oppure lasciare scorrere la pompa e sperare che tutto finisca presto. Spesso la persona truffata si accorge solo a pagamento effettuato di quanto abbia realmente speso. Il fenomeno è stato segnalato in varie città francesi, con casi ripetuti in grandi aree urbane come Nantes e dintorni. La “tattica dei 5 euro” rappresenta solo una delle molte truffe che orbitano attorno ai distributori. Esistono anche casi di pseudo stazioni di servizio improvvisate in aree industriali o parcheggi poco controllati, con carburante venduto a prezzi stracciati da soggetti non autorizzati.

Infografica sulle truffe più comuni ai distributori

Come Difendersi e Risparmiare

Per l’automobilista la difesa resta soprattutto una questione di attenzione. Ci sono alcune buone pratiche da utilizzare per evitare di farsi raggirare e per ottimizzare il rifornimento.

1. Attenzione al Contatore e ai Prezzi

Innanzitutto controllate sempre che il prezzo esposto sui cartelloni visibili dalla sede stradale corrispondano con quelli visualizzati sulla colonnina. Sembra banale, ma può capitare che siano differenti. «Attenzione alle distrazioni: soprattutto se ci sono molte auto in fila e se vi viene proposto qualche servizio, come il lavaggio del vetro, il cambio delle spazzole o dell’olio. Anche solo guardare lo schermo del cellulare potrebbe non farvi notare che il rifornimento non parte da zero, ma già da 5 o 10 euro» dice Silvia Bollani, esperta di Altroconsumo. Guardare il display prima che parta il rifornimento. Verificare che sia a zero. È poi opportuno calcolare sempre quanti litri immettiamo nel serbatoio, facendo il calcolo di quanto ci sia costato il carburante. Un altro consiglio intuitivo, ma a volte sottovalutato è quello di controllare il resto che si riceve, che spesso non è corretto. Tenete traccia del pagamento, pagando con il bancomat o con la carta di credito.

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2. Accorgimenti per un Rifornimento Ottimale

Oltre a prestare attenzione nel momento in cui procediamo con il rifornimento della nostra auto, è utile mettere in campo alcuni accorgimenti con l’obiettivo di risparmiare e avere nel serbatoio il carburante effettivamente acquistato.

  • Evitare di rifornirsi mentre ricaricano i serbatoi dell’area di servizio: Mentre si conduce questa operazione il liquido presente nel serbatoio viene rimestato, facendo affiorare tutto il materiale sedimentato sul fondo, che potrebbe quindi finire nella nostra automobile.
  • Gestire l'aria nel serbatoio: Sarebbe più opportuno fermarsi a fare rifornimento prima che il serbatoio sia svuotato della metà rispetto alla sua capienza totale. Più aria c’è, più facilmente evapora il combustibile. Non trascurate il quadrante in cui è segnalato il livello del carburante.
  • Portare pazienza durante l'erogazione: Schiacciare completamente la leva dell’erogatore vi farà risparmiare tempo, ma si perde parte del carburante che si sta pagando: più lentamente il liquido entra nel serbatoio, meno vapore si crea, consentendoci di riempirlo completamente.
  • Rifornirsi al mattino: Sappiamo tutti che il nostro carburante è stoccato sottoterra. Quello che forse dobbiamo ancora imparare è che la mattina, quando la temperatura è più bassa, la densità dei liquidi sarà minore, il che significa che a parità di volume si ottiene più carburante.

Diagramma che spiega la densità del carburante in base alla temperatura

3. In Caso di Sospetto o Truffa

Se vi rendete conto che c’è una manomissione della pompa di benzina o che vi è stato erogato carburante alterato, non esitate a chiamare le forze dell’ordine. Molti automobilisti, presi tra paura e imbarazzo, scelgono di non raccontare l’accaduto. Anche una semplice telefonata per segnalare movimenti sospetti in un determinato distributore può contribuire a far concentrare eventuali controlli su quell’area. Nel caso notaste guasti al motore, rivolgetevi a un’officina per valutare se il danno sia stato causato dal carburante contraffatto. La prima difesa contro la "tattica dei 5 euro" resta il rifiuto netto di qualunque “scambio” di carburante con sconosciuti. Se ci si accorge che la situazione sta degenerando, conta più la sicurezza personale del denaro perso.

Chi viaggia spesso può ridurre i rischi usando alcune funzioni già presenti sullo smartphone: app che indicano distributori affidabili, recensioni di altri utenti, mappe con foto aggiornate delle stazioni. Un altro aspetto da considerare riguarda i limiti di spesa impostabili sulla carta: alcune banche permettono di stabilire un tetto per i pagamenti ai distributori automatici.

Il racconto del gestore anonimo offre anche un altro punto di vista. Il settore dei distributori di carburante ha margini molto bassi. Secondo chi lavora nel settore, su mille litri di carburante venduti il margine può aggirarsi intorno a poche decine di euro. I costi operativi sono elevati: dipendenti, forniture, anticipo dei carburanti e manutenzione degli impianti. Questo non giustifica le truffe, ma aiuta a comprendere il contesto in cui operano alcuni "furbetti". La categoria dei gestori delle aree di rifornimento è costituita da persone oneste che svolgono un lavoro importante e faticoso, e che spesso sono d’aiuto agli automobilisti in panne. Ma come in tutte le categorie, anche qui si possono annidare i furbetti. Quindi fiducia, ma attenzione.

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