Dacia Maraini, una delle voci più autorevoli e celebrate della letteratura italiana, continua a illuminare con la sua produzione letteraria, dedicando gran parte della sua ricerca a quelle voci femminili che per secoli sono rimaste ai margini, spesso silenziate. Il suo ultimo libro, edito da Rizzoli e intitolato «Scritture segrete. Le donne che hanno cambiato il mondo con la parola», pubblicato nel 2025, rappresenta un viaggio appassionato e profondo attraverso i secoli, alla scoperta delle scrittrici che hanno plasmato la sua immaginazione e il suo percorso intellettuale.

Questo saggio offre una rilettura della storia della letteratura da una prospettiva femminile, restituendo centralità e dignità a figure che hanno lottato per affermare la propria voce attraverso la scrittura. «Scritture Segrete» è più di un semplice elenco di nomi; è una mappa luminosa e appassionata che disegna, attraverso le loro storie e le loro parole, il coraggio e la tenacia di donne diverse per luoghi, periodi e vissuti, da Michela Murgia a Jane Austen, Karen Blixen e Natalia Ginzburg.
La Visione di Dacia Maraini sulla Condizione Femminile
Il punto di partenza della riflessione che anima "Scritture segrete" è una tela struggente di Frida Kahlo che mostra una cerva dalla faccia di donna, che corre in un bosco. Il corpo è trafitto da frecce, come un san Sebastiano ferito, ma non soggiogato, mentre sul fondo si intravvede un mare in tempesta. Quel dipinto per Dacia Maraini rappresenta idealmente la realtà degli abusi, dei femminicidi e più in generale la condizione di inferiorità cui le donne sono state condannate per troppo tempo.
«Private di libertà e sottomesse, le donne hanno spesso introiettato il loro stato di inadeguatezza arrivando a considerarlo un fatto biologico.» Questa affermazione sottolinea una delle radici più profonde della disuguaglianza di genere. L'autrice identifica le ragioni di questo scontro nel mondo patriarcale in cui siamo ancora immersi e in cui è montata una rabbia vendicativa, una voglia di riportare l’ordine colpendo chi ha preteso indipendenza, riconoscimenti professionali e prestigio. Maraini paragona questo percorso difficile e irto di ostacoli a quello che ha portato alla conquista della dignità sociale ed economica degli operai contro gli industriali, evidenziando la natura sistemica e storica di questa lotta per l'emancipazione.
Le Voci Nascoste e la Loro Forza
Nel corso dei secoli, alle donne è stato spesso impedito di scrivere o di pubblicare liberamente. Le loro voci sono rimaste ai margini, silenziate da una società dominata da figure maschili. Dacia Maraini, attraverso la sua ricerca e la sua scrittura, ha voluto dare spazio a queste figure, mostrandone il talento e la resilienza.

A lume di candela o su un prato fiorito, in cucina o - le più fortunate - in una stanza tutta per sé, le donne hanno sempre letto. E fintanto che i loro occhi si posavano su libri scelti dagli uomini, non hanno mai fatto troppa paura. Così, per secoli, le donne hanno conosciuto solo gli scritti dei padri, gli stessi che fin da bambina anche Dacia Maraini ha divorato, e che hanno nutrito la sua fantasia. Poi, da adolescente, con la curiosità ribelle di chi per leggere ha spesso rinunciato a giochi e gite in spiaggia, si è chiesta dove fossero i libri delle madri: perché faticava a trovarli in biblioteca? Perché la critica se ne occupava quasi con condiscendenza? Lo avrebbe scoperto presto, la ragazzina che sarebbe diventata scrittrice: le madri esistevano eccome e non avevano nulla da invidiare ai padri, ma la Storia le aveva dimenticate, censurate, o più spesso ignorate.
«Quello che accomuna queste donne sono le difficoltà che hanno incontrato nell’esprimere la loro creatività e la volontà che hanno usato per vincerle. Tutte loro sono uniche, non ho preferenze. Sono donne che ho incontrato attraverso le loro storie, i loro scritti e le ho amate per il loro coraggio, ma volta per volta, secondo i momenti e le esperienze diverse», afferma Maraini, esprimendo il profondo piacere di mostrare al mondo che ci sono donne di talento che non si sono arrese.
Tra le pagine di "Scritture segrete", Dacia Maraini racconta queste donne, disegnando attraverso le loro storie e le loro parole una mappa luminosa e appassionata delle scrittrici che hanno abitato la sua immaginazione, che ha amato, studiato o incontrato: dalle mistiche alle cortigiane, dalle monache disobbedienti alle rivoluzionarie, passando per le romanziere dell'Ottocento, le teoriche del femminismo novecentesco e le vincitrici di Premi Nobel. Questo approccio variegato e inclusivo evidenzia la ricchezza e la diversità del contributo femminile alla letteratura e alla società.
Le Forme Sottili del Silenziamento Contemporaneo
Sebbene oggi la situazione sia cambiata e le donne abbiano conquistato la libertà di esprimersi pubblicamente in professioni un tempo interdette, Dacia Maraini sottolinea che persistono ancora delle discriminazioni, spesso in forme più sottili. «Oggi le donne hanno conquistato la libertà di esprimersi pubblicamente in professioni interdette per secoli al mondo femminile, ma ci sono ancora delle discriminazioni. Prendiamo il caso delle scrittrici che oggi pubblicano liberamente e riempiono i mercati. Ma quando andiamo a vedere i luoghi in cui si stabiliscono i modelli per le prossime generazioni, le donne scompaiono, oppure ne troviamo una su venti. Quello che manca alle figure femminili che si esprimono pubblicamente è il prestigio, l’esemplarità.»
Questo punto è cruciale per comprendere come, nonostante i progressi, le donne debbano ancora lottare per ottenere un riconoscimento e un prestigio pari a quello maschile, specialmente nei contesti che definiscono i canoni e i modelli culturali. La sfida non è più solo la libertà di espressione, ma la piena equiparazione nel valore e nell'influenza.
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Il Potere Trasformativo della Parola e la Responsabilità dello Scrittore
Maraini riflette sul potere della parola, e in particolare di quella scritta, come strumento per generare cambiamento. «No, le parole non possono cambiare il mondo, quello è un compito che spetta alla politica e all’economia. Ma le parole possono creare consapevolezza e responsabilità, cose che a lungo andare cambiano davvero il mondo.» Questa visione pragmatica e profonda attribuisce alla parola un ruolo fondamentale nel plasmare la coscienza collettiva, che a sua volta può ispirare e guidare azioni politiche ed economiche verso un futuro più equo.
Il tema della libertà di stampa è altrettanto attuale e preoccupa la scrittrice, che ha sempre difeso la libertà di espressione. «Mi preoccupa moltissimo questa pratica politica di denigrare, denunciare, silenziare la stampa, tipiche preoccupazioni dei regimi autoritari.» In un momento storico in cui si è tornati a parlare di democrazia, libertà di stampa e informazione, Dacia Maraini sottolinea la responsabilità di chi scrive e racconta il mondo, siano essi scrittori oppure giornalisti. «La responsabilità di chi ha familiarità con il pensiero e la parola è di rimanere fedele alla verità.» Questo imperativo etico è la base per la costruzione di una società informata e consapevole.
Il Contesto Biografico e la Carriera di Dacia Maraini
La carriera di Dacia Maraini è profondamente radicata in un contesto ricco di stimoli culturali, influenzata dalla sua formazione e dalle sue esperienze di vita. Nata in una famiglia di intellettuali - la madre, Topazia, era pittrice e apparteneva a un’antica famiglia siciliana; il padre, Fosco Maraini, era un etnologo - Dacia ha sviluppato fin da giovane una passione per la scrittura.
Nel 1938, il padre trasferisce la famiglia in Giappone per uno studio sugli Hainu. Tuttavia, nel 1943, il governo giapponese chiese ai coniugi Maraini di firmare l’adesione alla Repubblica di Salò; al loro rifiuto, furono internati insieme alle tre figlie in un campo di concentramento a Tokyo, dove patirono la fame. La futura scrittrice racconterà delle atroci privazioni e sofferenze di quegli anni nella sua collezione di poesie Mangiami pure (1978) e rievocherà l'esperienza infantile della prigionia in Giappone nel libro La nave per Kobe (2001).
Rientrata in Italia, la famiglia Maraini si trasferisce in Sicilia. Quando Dacia diventa maggiorenne decide di andare a vivere a Roma con il padre, dove si mantiene come archivista, segretaria e giornalista, e comincia a collaborare con diverse testate quali «Paragone», «Nuovi Argomenti», «Il Mondo».
Nel 1962, pubblica il suo primo romanzo, La vacanza, cui seguono l'anno successivo L’etica del malessere (con cui ottiene il Premio Internazionale degli Editori Formentor) e A memoria (1967). Comincia ad occuparsi anche di teatro fondando, insieme ad altri scrittori, il Teatro del Porcospino, in cui si rappresentano solo novità italiane. Dal 1965, lei stessa scriverà molti testi teatrali, tra i quali Maria Stuarda. A Roma incontra Alberto Moravia, che nel 1962 lascerà la moglie e scrittrice Elsa Morante per lei. Nel 1973, fonda, con Lù Leone, Francesca Pansa, Maricla Boggio e altre, il Teatro della Maddalena, gestito e diretto solamente da donne. Il teatro, infatti, è sempre per Dacia Maraini anche un luogo per informare il pubblico di specifici problemi sociali e politici.

Le sue prime opere riflettono il desiderio di raccontare storie che parlano di donne, di memoria e di appartenenza, temi che ricorrono frequentemente nella sua narrativa. Un altro romanzo viene pubblicato nel 1972, Memorie di una ladra: Monica Vitti ne ricava uno dei suoi film più riusciti. L’anno successivo esce Donna in guerra, poi tradotto, come quasi tutti i suoi libri, in molte lingue. Nel 1980 è la volta di Storia di Piera, scritto in collaborazione con Piera degli Esposti: Marco Ferreri ne ricava un fortunato film con Marcello Mastroianni.
Sempre degli anni Ottanta sono i romanzi Il treno per Helsinki (1984), sulla nostalgica ricerca degli entusiasmi del passato, e Isolina (1985), la storia toccante di una ragazza a cavallo tra Otto e Novecento. Ma la consacrazione letteraria avviene nel 1990, quando esce La lunga vita di Marianna Ucrìa, accolto molto positivamente dalla critica e dal pubblico e vincitore del premio Supercampiello. Nel 1993 viene pubblicato Bagheria, un appassionante viaggio autobiografico nei luoghi d’infanzia; e Cercando Emma, che ripercorre la vicenda del romanzo Madame Bovary di Flaubert. Nel 1994 lo scritto Voci, anch’esso vincitore di molti premi letterari, offre una nuova interpretazione sul tema della violenza sulle donne.
I grandi temi sociali, la vita delle donne, i problemi dell'infanzia sono ancora al centro delle sue opere successive: il breve saggio sulla modernità e sull’aborto Un clandestino a bordo (1996) e il libro-intervista E tu chi eri? (1998). Del 1999 è il libro di racconti Buio, che narra la violenza sull'infanzia in dodici toccanti storie: riceve il premio Strega. Da segnalare anche il romanzo del 1997 Dolce per te, in cui una donna matura e giramondo scrive ad una bambina per evocare i ricordi del suo amore per un giovane violinista, descrivere viaggi, concerti, aneddoti familiari. Infine, Se amando troppo (1998) raccoglie le poesie di Dacia Maraini scritte tra 1966 e il 1998.
Tra il 2000 e il 2001 vengono pubblicati: Amata scrittura (in cui svela con passione e umiltà i segreti del mestiere di scrittore), Fare teatro 1966-2000 (che raccoglie quasi tutte le sue opere teatrali) e La nave per Kobe. La letteratura, la famiglia e il mistero del corpo sono i temi principali di Colomba (2004). Degli ultimi anni sono invece la raccolta di articoli I giorni di Antigone (2006) e il saggio Il gioco dell'universo (2007) di cui è coautrice insieme al padre.
Ancora estremamente prolifica, Dacia Maraini viaggia attraverso il mondo partecipando a conferenze e prime dei suoi spettacoli. Nel 2008 ha pubblicato il romanzo Il treno dell'ultima notte, nel 2009 la raccolta di racconti La ragazza di via Maqueda, nel 2010 La seduzione dell'altrove, nel 2011 La grande festa, nel 2012 L'amore rubato. Del 2014 è Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza (Rizzoli); del 2015 La bambina e il sognatore (Rizzoli), mentre è del 2016 Se un personaggio bussa alla mia porta (Rai Eri). Altri suoi libri: Tre donne. Seguini Corpo felice (Rizzoli, 2018), Trio (Rizzoli, 2020), Una rivoluzione gentile (Rizzoli, 2021), Vita mia. Giappone, 1943. Memorie di una bambina italiana in un campo di prigionia (Rizzoli, 2023), Diario degli anni difficili. Con le donne di ieri, oggi e domani (Solferino, 2024).
Lo Stile e i Temi Ricorrenti
La scrittura di Dacia Maraini si distingue per il suo carattere evocativo e la tendenza a una profonda introspezione psicologica. Le sue opere sono un viaggio attraverso la memoria e l’identità, esplorando le dinamiche delle relazioni umane e le sfide sociali. L’autrice si distingue per la sua capacità di mescolare fiction e realtà, creando racconti che risuonano con il lettore. La sua narrativa è una testimonianza della storia italiana, delle lotte delle donne e delle trasformazioni culturali della società contemporanea.
Dacia Maraini è anche un’autrice di saggi e opere teatrali che affrontano questioni di grande rilevanza sociale, come il femminismo, l’identità e la memoria collettiva. Le sue opere non solo intrattengono, ma invitano anche alla riflessione e al dibattito, rendendola una voce fondamentale nella critica letteraria contemporanea. I suoi editori di riferimento sono Rizzoli e Einaudi.

Il suo ultimo libro, "Scritture segrete", si inserisce perfettamente in questo percorso, consolidando la sua posizione di intellettuale impegnata che, attraverso la letteratura, continua a interrogarsi sul ruolo delle donne nella storia e nella società, e sull'importanza della parola come strumento di emancipazione e consapevolezza. Il suo lavoro è un costante invito a non dimenticare le voci che hanno lottato per farsi sentire e a continuare a lottare per un mondo più giusto e paritario.