Veicoli Militari Fiat: Un Patrimonio di Innovazione e Robustezza

La storia della Fiat è indissolubilmente legata allo sviluppo dei veicoli militari italiani, un percorso che abbraccia oltre un secolo di innovazione, robustezza e adattabilità. Dalle prime esigenze della Grande Guerra alle moderne operazioni di peacekeeping, i veicoli militari Fiat hanno rappresentato un pilastro fondamentale per le forze armate italiane, dimostrando una capacità produttiva e ingegneristica di prim'ordine.

Timeline evoluzione veicoli militari Fiat

Le Origini: Fiat 18 BL, la Spina Dorsale della Grande Guerra

Circa centodieci anni fa, alla vigilia della Grande Guerra, Fiat realizzò e produsse un innovativo camion "tuttofare" che svolse un ruolo determinante per la vittoria dell'Esercito italiano e che restò in servizio nelle forze armate fino agli Anni '40. Questo veicolo, inizialmente derivato dall'autocarro leggero Fiat 15, fu il modello 18 del 1911. Le successive versioni, la 18A e la 18M, ne rappresentarono l'evoluzione in termini di capacità di carico e prestazioni.

Agli inizi del 1914, questo veicolo divenne il Fiat 18 BL, assumendo con lo scoppio del conflitto il ruolo di "spina dorsale" della logistica militare italiana. Complessivamente, ne furono prodotti circa 20.000 esemplari, usciti sia dalla fabbrica del Lingotto che, negli anni della Prima Guerra Mondiale, dagli Stabilimenti Farina in corso Tortona a Torino.

Il Fiat 18 BL era dotato di un telaio a longheroni in acciaio e aveva la trazione posteriore. Utilizzava sospensioni a balestre semiellittiche e ruote in acciaio fuso con i cosiddetti semi-pneumatici in gomma piena. Lungo 3,5 metri e largo 1,75 metri, aveva una portata di ben 3,5 tonnellate. Caratterizzato da una cabina aperta, dove guidatore e passeggero erano protetti da una capote ripiegabile in tela impermeabile, il Fiat 18 BL vantava una carreggiata di soli 165 cm, con un raggio di sterzata di 6,8 m. Queste caratteristiche lo rendevano adatto anche alle strade e ai viottoli di montagna, un aspetto cruciale per i terreni impervi del fronte italiano. Dopo il conflitto, il Fiat 18 BL conobbe una larga diffusione anche nel mercato civile, diventando un diffuso autobus da 25 posti.

L'Intervallo tra le Guerre: Fiat 639, Robustezza e Affidabilità

Il FIAT 639 nasce negli anni '30 come autocarro destinato principalmente agli usi militari del Regio Esercito. In un periodo in cui la domanda di veicoli pesanti affidabili era in crescita, il modello si distinse subito per la sua robustezza e le capacità di trasporto. La serie FIAT 639 si posiziona come uno dei pilastri nella storia degli autocarri pesanti FIAT destinati al servizio militare.

Le caratteristiche distintive del FIAT 639 includono il motore diesel a 6 cilindri di grossa cilindrata, che garantiva la coppia necessaria per l'uso militare e la trazione anche in condizioni difficili. Il propulsore diesel da 6650 cm³ assicurava potenza e soprattutto elevata coppia ai bassi regimi, fondamentale per l'utilizzo logistico-militare su strade dissestate o in fuoristrada. La presenza di un cambio meccanico con rapporti supplementari offriva una maggiore flessibilità nell'affrontare pendenze e fuoristrada, permettendo di gestire situazioni di aderenza compromessa. La struttura massiccia del veicolo garantiva stabilità, ma influiva sulla maneggevolezza su percorsi tortuosi e in città.

L'allestimento del FIAT 639, coerentemente con la sua destinazione d'uso militare, era spartano: sedili e plancia erano progettati per la funzionalità. La carrozzeria robusta era caratterizzata da linee semplici e volumi squadrati. Alcune versioni potevano presentare dotazioni particolari come telai per coperture telonate o accessori per trasporto equipaggiamento. Non sono stati segnalati problemi strutturali particolarmente frequenti, ma gli acquirenti dovevano tenere conto dell'età e del possibile utilizzo intensivo come veicolo militare. Il FIAT 639 è un esempio unico di veicolo industriale storico, nato per esigenze militari e apprezzato ancora oggi per la sua robustezza e la sua disponibilità di varianti specifiche.

Schema tecnico Fiat 639

La Seconda Guerra Mondiale: Fiat 1100 Camioncino e il Trasporto Truppe 665NM

Durante la seconda guerra mondiale, la Fiat continuò a fornire un contributo significativo con una varietà di veicoli. La 1100 CAMIONCINO fu un veicolo militare leggero ampiamente impiegato dal Regio Esercito. Il telaio della Fiat 508C servì da base per la progettazione del Camioncino Fiat 1100 Militare. Furono realizzati due modelli successivi, il Musetto e il Musone, che avevano una griglia e un cofano diversi. L'esemplare qui proposto è un Musetto prodotto fino a subito dopo la guerra, immatricolato nel 1939.

Accanto ai veicoli leggeri, le esigenze del fronte africano spinsero allo sviluppo di mezzi corazzati per il trasporto truppe. Il mezzo di trasporto truppe 665NM fu sviluppato nel 1942 dall'Arsenale Regio Esercito di Torino in collaborazione con la Fiat Veicoli Industriali, in seguito alla richiesta dello stato maggiore per un trasporto truppe da assegnare alle divisioni corazzate. Ordinato in 300 esemplari, l'Armistizio di Cassibile fermò la produzione nel 1943 a 110 pezzi. A causa dei rovesci in Tunisia, questi veicoli non arrivarono mai sul fronte africano, ma vennero invece assegnati alla 154ª Divisione fanteria "Murge" e alla 13ª Divisione fanteria "Re" e impiegati nei Balcani nel contrasto alle forze partigiane.

Il mezzo era basato sull'autocarro pesante Fiat 665 diesel, versione a trazione integrale del Fiat 666. La meccanica restava pressoché invariata, mentre le modifiche riguardavano la corazzatura con lastre d'acciaio da 7,5 mm di spessore, che garantivano la protezione contro il fuoco delle armi leggere. La cabina era completamente blindata, con portelli blindati a protezione del radiatore e il parabrezza sostituito da scudature con feritoie, e ospitava il conduttore e il capomezzo. Il vano di combattimento posteriore conservava le sponde in legno del cassone dell'autocarro, che venivano blindate internamente, mentre la parte superiore era costituita da lamiere inclinate internamente e munite di otto feritoie per lato e due sul retro. Il cielo del vano di combattimento era aperto e vi si accedeva tramite una scaletta posteriore. Il vano poteva ospitare 20 militari, seduti su due panche disposte lungo le fiancate del cassone. Oltre all'armamento individuale dei fanti, utilizzabile dalle feritoie, generalmente ogni mezzo era dotato di un fucile mitragliatore Breda Mod.

L'ITALIA nella SECONDA GUERRA MONDIALE

Il Dopoguerra e l'Evoluzione dei Trasporti Pesanti: Fiat 6602

Il Fiat 6602 o ACP 62/70 era un autocarro militare pesante di fabbricazione italiana concepito per il trasporto di materiali pesanti o di personale militare. Le caratteristiche di questo automezzo erano la robustezza, l'adattabilità ai terreni più accidentati e la capacità di carico. Queste qualità portarono l'esercito italiano, la Marina militare e l'Aeronautica militare a impiegarlo presso tutte le loro unità logistiche. Era conosciuto anche come C.P. 70 - 4X4, "FIAT 6602 CM". Il Fiat 6602 rappresentava l'evoluzione dei veicoli da trasporto pesante, progettato per soddisfare le esigenze di mobilità e logistica delle forze armate in un contesto operativo sempre più complesso.

I Veicoli Blindati Anfibi: Fiat 6614

Il Fiat 6614 è un veicolo blindato che rappresenta un'evoluzione significativa nel panorama dei veicoli militari Fiat. Il primo prototipo del 6614 venne completato nel 1972 e 40 veicoli vennero successivamente ordinati dal governo italiano per la Polizia di Stato. Seguì un altro ordine per 110 esemplari per l'Aeronautica Militare, che li impiegò presso i reparti VAM a difesa degli aeroporti militari. Un certo numero di 6614 dell'Aeronautica fu poi ceduto, come misura d'urgenza, all'Esercito per le operazioni di peacekeeping, venendo assegnati a reparti di Cavalleria. Il 6614 fu estensivamente testato anche dalle truppe Alpine e ne fu ordinato un piccolo lotto di 14 esemplari che si andò ad aggiungere a quello ceduto dall'Aeronautica.

Lo scafo del 6614 è di acciaio saldato con uno spessore uniforme di 8 mm, garantendo una protezione efficace. Il posto del pilota è sul davanti del veicolo a sinistra ed è provvisto di iposcopi che consentono l'osservazione davanti e ai lati del veicolo. Il motore e la trasmissione sono situati nella parte frontale destra del mezzo, onde lasciare il maggior spazio possibile alla squadra di soldati trasportati nella parte posteriore, dotata di portellone per lo sbarco/imbarco rapido degli uomini.

La blindo è armata con una semplice torretta (abbattibile per facilitarne il trasporto strategico) ad azionamento manuale (la stessa del VCC-1 Camillino) dotata di mitragliatrice pesante da 12,7 mm. Presenta una botola sul cielo del mezzo e delle feritoie laterali e posteriori dotate di blindovetro con estrattore di fumi dal vano di combattimento che permettono l'utilizzo in sicurezza dell'armamento personale da parte del personale trasportato. Una particolare caratteristica che contraddistingue questo mezzo è la sua capacità di agire come mezzo anfibio. La spinta in acqua viene fornita dal movimento creato dalle ruote, mentre il galleggiamento è permesso grazie alla forma del mezzo e alle giunture per renderlo impermeabile. Il veicolo è stato prodotto con un discreto successo di vendite, considerando anche gli altri utilizzatori.

Dettaglio della capacità anfibia del Fiat 6614

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