Attraverso il Catinaccio: Un Viaggio verso il Rifugio Passo Principe e Oltre

Il Catinaccio, conosciuto in tedesco come Rosengarten, è un massiccio dolomitico di straordinaria bellezza, un vero e proprio scrigno di meraviglie naturali. Le sue cime maestose, le torri aguzze che sfidano il cielo, gli arditi pinnacoli che sembrano scolpiti da un artista divino e gli incredibili valloni rocciosi creano un paesaggio che lascia senza fiato, un vero e proprio spettacolo per gli occhi e per l'anima. In questo scenario incantevole, si snoda una fitta rete di sentieri, punteggiata da numerosi rifugi alpini, ognuno con il suo fascino unico. Tra questi, il Rifugio Passo Principe spicca per la sua posizione suggestiva e per l'esperienza indimenticabile che offre ai suoi visitatori. Raggiungere questo piccolo e splendido rifugio tramite un percorso di trekking e trascorrervi una notte è un'avventura da provare assolutamente, un'immersione totale nella maestosità delle Dolomiti.

Panorama del Catinaccio con le sue cime aguzze

L'Itinerario verso il Cuore del Catinaccio

L'escursione che porta al Rifugio Passo Principe è una delle grandi classiche del Gruppo del Catinaccio, un itinerario che permette di attraversare l'intero massiccio da sud a nord, toccando alcuni tra i rifugi più belli e significativi. Sebbene sia possibile percorrere questo splendido itinerario in giornata con il tempo a disposizione, scegliere di pernottare al Rifugio Passo Principe arricchisce l'esperienza con emozioni aggiuntive, permettendo di godere appieno della quiete e della magia della montagna al calar del sole e all'alba.

Il punto di partenza ideale per questa avventura è il Rifugio Gardeccia (1950m), una meta raggiungibile in diversi modi, offrendo flessibilità a seconda delle preferenze e delle energie. Da Pera di Fassa, è possibile usufruire di un comodo servizio di pullman navetta. In alternativa, da Vigo di Fassa, si può prendere la funivia del Ciampedie, da cui una semplice passeggiata di circa venti minuti conduce direttamente al Gardeccia. Per chi ama le risalite in quota, da Pera di Fassa sono disponibili tre tronconi di seggiovia, seguiti da una breve passeggiata semi-pianeggiante.

Una volta giunti al Rifugio Gardeccia, si imbocca il sentiero carrozzabile numero 546, che si snoda dietro il rifugio. Questo sentiero inizia con un dislivello di circa cento metri, caratterizzato da ripidi tornanti, per poi proseguire in modo più pianeggiante fino a raggiungere la base di un'imponente bastionata rocciosa. Sulla sua sommità si intravede il piccolo Rifugio Preuss (2243m). Il cammino prosegue su un sentiero ripido ma largo, con alcuni tornanti che tagliano i ghiaioni del Catinaccio. Dopo circa 45 minuti dalla partenza dal Rifugio Gardeccia, si giunge al Rifugio Preuss e al retrostante Rifugio Vajolet (2243m), situati all'ingresso delle suggestive Porte Negre.

Nei pressi del Rifugio Vajolet, si trova un importante punto di interesse storico e alpinistico: il monumento dedicato a Tita Piaz, noto come il "Diavolo delle Dolomiti". Questo alpinista fassano è stato una figura chiave nella promozione e nella fama mondiale di queste cime all'inizio del secolo scorso, lasciando un'impronta indelebile nella storia dell'alpinismo locale.

Superato il Rifugio Vajolet, si prende il sentiero numero 584. Inizialmente, questo sentiero sale piuttosto ripido, ma presto si apre su una zona pianeggiante che regala un panorama mozzafiato sull'intera Valle del Vajolet e sul Catinaccio d'Antermoia (3004m). Raggiunto il fondo della vallata, una serie di tornanti aiuta a recuperare quota, conducendo infine al Rifugio Passo Principe (2601m).

Sentiero che porta ai rifugi Vajolet e Preuss

L'Esperienza al Rifugio Passo Principe e la Proseguimento verso l'Antermoia

Arrivare al Rifugio Passo Principe è un momento di grande soddisfazione. Questo piccolo rifugio, incastonato in un ambiente spettacolare, offre un meritato riposo dopo la salita. Dal rifugio, è possibile proseguire lungo il sentiero numero 584, inizialmente in leggera salita, attraversando un ampio ghiaione. Successivamente, la pendenza aumenta e una serie di stretti tornanti permette di raggiungere, in circa 45 minuti, il Passo Antermoia, a 2769m.

Il Passo Antermoia offre una vista panoramica sull'intero gruppo del Catinaccio, un vero spettacolo che ripaga ogni sforzo. Da qui, inizia la discesa. Il primo tratto attraversa un piccolo ghiaione per poi perdere rapidamente quota con ripidi tornanti tra le rocce. In circa mezz'ora, si raggiunge l'ampia vallata dove sorge l'incantevole Lago d'Antermoia, con le sue acque di un blu cobalto intenso, che in alcuni periodi dell'anno si mescolano con il bianco delle distese di ghiaccio non ancora sciolto. Accanto al lago si trova il Rifugio Antermoia (2497m).

Per chi desidera continuare l'avventura, dal Rifugio Passo Principe è possibile raggiungere una splendida e scenografica conca rocciosa mozzafiato, dirigendosi verso i Rifugi Bergamo e il Rifugio Alpe di Tires.

La mattina seguente, dopo aver trascorso una notte rigenerante al Rifugio Passo Principe, si può proseguire il cammino lungo un classico itinerario che conduce in salita al Passo Antermoia. Questo tratto, sebbene non eccessivamente faticoso, presenta alcune insidie che richiedono attenzione. Dal Passo Antermoia, si scende verso l'incantevole Lago d'Antermoia.

Lago d'Antermoia con il rifugio

Dettagli Tecnici e Considerazioni sul Percorso

L'intero itinerario presenta un dislivello considerevole. La salita totale ammonta a circa 975 metri, suddivisi in 680 metri il primo giorno e 295 metri il secondo giorno. Altrettanti sono i metri di discesa. Se si sceglie di salire a Ciampedie senza l'ausilio di funivia o seggiovia, è necessario aggiungere altri 570 metri di salita, portando il totale a 1.545 metri di salita e discesa.

La distanza complessiva del percorso è di circa 19 chilometri. Il tempo di percorrenza totale è di circa 7 ore e mezza, escludendo le soste. Se si desidera evitare le funivie e le seggiovie all'inizio, si devono calcolare circa 1 ora e mezza aggiuntiva per la salita iniziale, portando il totale a 9 ore di cammino effettivo, che, come suggerito, è ideale dividere in due giorni per godere appieno dell'esperienza e pernottare al Rifugio Passo Principe.

La difficoltà generale del percorso è considerata lunga ma estremamente remunerativa in termini paesaggistici. Il tratto principale che presenta qualche insidia è la salita dal Passo Principe al Passo Antermoia, che risulta molto ripida e con alcuni passaggi esposti. È necessaria una certa dimestichezza su sentieri rocciosi e molto ripidi. Pertanto, questo itinerario è sconsigliato a chi soffre di vertigini.

Rifugio Passo PRINCIPE - Un giro nel CATINACCIO - [Dolomiti Ep#2]

Il Catinaccio: Terra di Miti e Leggende

Il Catinaccio non è solo un paradiso per gli escursionisti, ma anche una terra intrisa di storia, miti e leggende. È uno tra i più conosciuti massicci delle Dolomiti, culla di antiche storie che sono diventate simbolo di queste vallate. La più celebre è senza dubbio la leggenda di Re Laurino e del suo Giardino delle Rose, una storia che affonda le sue radici proprio tra queste maestose rocce. La bellezza selvaggia e quasi surreale del paesaggio ha alimentato per secoli l'immaginario collettivo, dando vita a racconti affascinanti che si fondono con la realtà dell'ambiente circostante.

Opzioni di Proseguimento e Ritorno

Dal Rifugio Vajolet, esiste un secondo percorso che conduce direttamente al Passo Principe (2.600 m) e al suo rifugio omonimo. Questo sentiero è di difficoltà mediamente facile, con poche insidie fino a questo punto. Dal Passo Principe, come già descritto, si può proseguire verso il Passo Antermoia (2.770 m). Giunti fino a qui, si scende verso la conca dell'Antermoia, il lago di Antermoia, per raggiungere il Rifugio Antermoia (2.497 m). L'intero tragitto da Vajolet al Rifugio Antermoia, escludendo le soste, richiede circa 2 ore e 15 minuti di cammino (1 ora per Vajolet-Principe, 1 ora e 15 minuti per Principe-Rifugio Antermoia). Complessivamente, dal Ciampedie fino al Rifugio Antermoia, si calcolano circa 4 ore di cammino senza soste.

Dal Rifugio Antermoia, si hanno diverse opzioni: si può tornare indietro ripercorrendo il sentiero dell'andata, oppure scendere verso Campitello di Fassa attraverso la Val Duron, un percorso che richiede altre 3 ore di cammino per raggiungere Campitello. Questo itinerario, pur essendo uno dei più suggestivi del Gruppo del Catinaccio, è impegnativo sia in termini di tempo che di preparazione escursionistica, considerando le 7-8 ore di cammino totali.

Un altro possibile proseguimento, una volta raggiunto il Passo Antermoia, consiste nel risalire per circa cinque minuti fino alla stazione a monte della teleferica del rifugio, nei pressi del Pas de Dona (2516m). Da qui, si inizia la discesa su un grande ghiaione attraverso un sentiero a tornanti ben tracciato e segnalato. Terminata la zona ghiaiosa, si tiene la sinistra superando il bivio per la Val di Dona e la Val Udai, fino al Passo Ciarègole (2282m), che offre uno splendido panorama sugli immensi prati dell'alta Val di Dona. Da qui, si scende attraverso un sentiero ripido ma privo di particolari difficoltà grazie al fondo recentemente sistemato. Attraversando rovi e una vegetazione piuttosto fitta, si giunge sulla strada della Val Duron, a circa un quarto d'ora dalla Baita Lino Brach (1900m).

La scelta del percorso e la decisione di pernottare in uno dei rifugi dipendono dal tempo a disposizione, dal livello di preparazione fisica e dal desiderio di immergersi completamente nella bellezza e nella tranquillità delle Dolomiti. Ogni tappa di questo viaggio nel Catinaccio promette paesaggi indimenticabili e un profondo senso di connessione con la natura.

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