L'universo Opel Performance Center (OPC) rappresenta il culmine dell'ingegneria sportiva di Opel, offrendo veicoli con prestazioni elevate e un'estetica aggressiva. Tra questi spiccano modelli come l'Astra OPC e la Zafira OPC, quest'ultima un'interessante interpretazione della monovolume in chiave sportiva. La Svizzera, come altri mercati europei, ha un ruolo specifico nella distribuzione e nell'apprezzamento di questi modelli, sebbene con dinamiche che differiscono da paese a paese.

L'Essenza del Volante OPC: Design e Funzionalità
Il volante OPC è un elemento distintivo che esprime l'anima sportiva dei modelli Opel Performance Center. È presente come dotazione di serie su versioni ad alte prestazioni e, in molti casi, come opzione di personalizzazione per altri modelli. Ad esempio, si riscontra la sua presenza nel tuning di una Opel Astra H 1.7 CDTI 101cv 16v COSMO, dove è stato installato un volante OPC insieme a una pedaliera OPC in alluminio, un antennino in alluminio da 9 cm, scritte posteriori eliminate e una tendina scura sul lunotto. Questo evidenzia come il volante OPC non sia solo una questione estetica, ma un componente chiave per migliorare l'esperienza di guida, offrendo una presa più sportiva e un tocco di esclusività all'abitacolo. La sua natura sportiva è spesso associata a materiali di qualità e a un design ergonomico, pensato per un controllo ottimale durante la guida più dinamica.
La Zafira OPC: Una Monovolume dalle Prestazioni Sorprendenti
La Opel Zafira OPC si distingue per essere una monovolume sportiva dal comportamento molto dinamico. Non è solo una delle monovolume più veloci del mondo, ma offre anche una miscela senza pari di guida dinamica e flessibilità d'uso. Equipaggiata con un motore 2.000 turbo benzina da 240 CV (177 kW) abbinato a un cambio manuale a 6 marce, questa monovolume sportiva a trazione anteriore raggiunge i 100 km/h con partenza da fermo in 7.8 secondi e una velocità di 231 km/h. Questi dati la posizionano come una vettura in grado di offrire emozioni forti, pur mantenendo la praticità di una monovolume. La Zafira OPC è un esempio di come Opel abbia osato con esperimenti ad dir poco curiosi, come le monovolume ad alte prestazioni, replicando a un livello più abbordabile la strategia già applicata con successo da BMW, Mercedes e Audi con le loro gamme ad alte prestazioni. Michael F. Meyer, direttore Marketing Prodotto e capo del gruppo di lavoro Opel che segue le versioni OPC destinate all’impiego stradale, ha sottolineato come, nel caso di Zafira OPC, si pensasse a famiglie sportive ed invece è acquistata soprattutto da coppie che amano passare il tempo libero lontano dai figli e che spesso avevano automobili del segmento premium.

Il Contesto Svizzero per i Modelli OPC
La Svizzera rappresenta un mercato significativo per i modelli Opel OPC. Michael F. Meyer ha evidenziato come ci si aspetti che le maggiori richieste per la nuova Corsa OPC vengano da Germania, Gran Bretagna e Svizzera, a dimostrazione dell'interesse del pubblico elvetico per le vetture sportive del marchio. Sebbene non si abbia una specifica menzione del volante Zafira OPC in Svizzera, l'attenzione generale per i modelli OPC indica una potenziale domanda anche per accessori e componenti sportivi. È stato inoltre rilevato che in Svizzera, così come in altri paesi europei, la disponibilità di alcune motorizzazioni può variare. Ad esempio, è stato osservato che in Svizzera si stanno facendo fuori le scorte del 1.7, mentre in Germania l'Astra 1.7 non si può neanche più ordinare. Questo suggerisce una continua evoluzione dell'offerta Opel nel mercato svizzero, con una tendenza a privilegiare motorizzazioni più recenti e performanti.
2006 Opel Zafira OPC [2.0 240HP] |0-100 | POV Test Drive #1204 Joe Black
L'Evoluzione delle Motorizzazioni Opel e l'Influenza sui Modelli Sportivi
La scelta del motore è sempre stata un punto cruciale per gli acquirenti Opel, soprattutto per chi cerca prestazioni. Ad esempio, alcuni utenti hanno preferito il motore 1.9 120 cv per due motivi: i 20 cv in più che su una macchina come l'Astra non fanno mai male e il fatto che il motore multijet, essendo quello più tecnologicamente evoluto, dava maggiore sicurezza, visto che ormai tante case lo adottano (vedi Saab ecc..). Altri hanno puntato al 1.9 solo per il 150cv, ritenendo che la differenza tra il 101cv e il 120cv non fosse molta e preferendo il 101cv per sfruttare i costi di gestione (bollo e assicurazione) più bassi, anche se comunque la differenza è poca.
Si è discusso anche della "fregatura" del 120 cv, in quanto i primi erano identici ai 150 cv con 16 valvole ecc., ma "depotenziati" (si parlava solo di mappatura di centralina diversa). Successivamente, per questioni di costi di produzione, hanno rimontato la testata del 115 cv jtd a 8 valvole cambiando la tecnologia di iniezione, praticamente il multijet. La discussione sulla scelta del motore riflette la complessità del mercato e delle esigenze personali. Il 2000 DTI che montava l'Astra G era un 101 cv con intercooler, ma era in commercio (fino al 2000 di sicuro) anche lo stesso motore da 82 cv SENZA intercooler. Lo stesso valeva per il 1.7: c'era quello da 68 che poi è diventato 75 ed era SENZA intercooler, parlando sempre del 2000. Questa evoluzione delle motorizzazioni ha ovviamente influenzato anche lo sviluppo dei modelli OPC, che richiedono propulsori potenti e affidabili per garantire le prestazioni attese.
L'Importanza dell'Assetto Sportivo e i Controlli Elettronici
Per modelli come la Zafira OPC, l'assetto sportivo gioca un ruolo fondamentale. L'assetto è studiato per garantire la massima precisione di guida ed è abbassato rispetto a quello delle altre versioni della gamma. Contribuiscono inoltre le ruote da 17 pollici equipaggiate con pneumatici ribassati da 205/45, la taratura del servosterzo che assicura una notevole precisione e il potente impianto frenante per una decelerazione ottimale.
Per l'Astra OPC, l'aggettivo "altamente tecnologico" vale anche per l'autotelaio. La dotazione di serie comprende il sistema IDSPlus che collega in rete e coordina il funzionamento di dispositivi elettronici di assistenza alla guida come il controllo della tenuta di strada (ESPPlus), il controllo di trazione (TCPlus) e diverse funzioni dell’impianto frenante. Un importante elemento di questa rete di sistemi elettronici è la taratura continua degli ammortizzatori (CDC) che ne regola automaticamente e continuamente il funzionamento in funzione delle condizioni stradali, dei movimenti della vettura e del modo di guidare del conducente. Quest’ultimo può inoltre selezionare una regolazione più sportiva premendo il pulsante SportSwitch. Il sistema ESP (Electronic Stability Program) è spesso una dotazione di serie in modelli con caratteristiche sportive, come un'Astra SuperWagon cdti 120 cv 8V o un'Astra H 1.7 CDTI 101cv 16v COSMO, a testimonianza dell'importanza della sicurezza attiva in veicoli con potenze elevate.
La Storia e la Tradizione dei Modelli GSi e OPC
I modelli sportivi GSi sono frutto della tradizione Opel: nel 1984, Manta GSi e Kadett GSi con il potente motore da 1,8 litri e 115 CV garantivano già una strepitosa dose di adrenalina. Appena quattro anni più tardi, il testimone sportivo passò alla Kadett 2.0 16V GSi da 150 CV e doppio albero a camme in testa. Il primo germoglio della famiglia Corsa GSi crebbe nel 1988 sotto le sembianze della Corsa A da 100 CV che ancora oggi è un classico molto ricercato. Dopo la Corsa D GSi presentata nell’autunno del 2012, i modelli GSi versatili e compatti sono usciti di scena, fino all'arrivo della nuova Opel Corsa GSi.

La Corsa GSi, prodotta a Rüsselsheim, è alimentata da un potente motore a benzina turbo da 1,4 litri e 110 kW/150 CV che eroga una coppia di 220 Nm. La potenza del motore consente al bolide di passare da 0 a 100 km/h in soli 8,9 secondi e vanta sorprendenti valori di elasticità. In quinta marcia, la Corsa GSi passa da 80 a 120 km/h in appena 9,9 secondi e raggiunge una velocità massima di 207 km/h. Il telaio OPC ad altissima precisione garantisce manovre esemplari e spazi di frenata brevissimi. Il telaio OPC e i freni dotati di pinze rosse sono stati messi a punto sulla leggendaria “Nordschleife” del Nürburgring da Volker Strycek, direttore Opel Performance Cars e Motorsport.
La prima serie di Astra OPC, primo modello di questa linea di vetture sportive, è stata lanciata nel 1999. In Europa, dal 1999 alla fine del 2006, sono state vendute complessivamente 30.000 automobili OPC. Il modello più venduto in quel periodo era Astra OPC, di cui, nel solo 2006, sono stati consegnati quasi 4.500 esemplari. Questo dimostra il successo commerciale della linea OPC e l'apprezzamento dei clienti per vetture molto bene equipaggiate. Circa il 60% dei clienti di Vectra OPC ha richiesto, ad esempio, la presenza di un navigatore satellitare. Lo stesso discorso vale per i fari anteriori adattabili (AFL) e per i rivestimenti interni in pelle, che sono stati richiesti rispettivamente dal 30% e dal 40% circa dei clienti. Quasi il 50% di coloro che hanno acquistato le versioni OPC di Meriva, Astra, Zafira e Vectra le ha richieste di colore blu, un colore iconico per il marchio.

Il Ruolo del Nürburgring nello Sviluppo OPC
Il “Ring”, che per molti appassionati è sinonimo di competizioni motoristiche e di corse divenute leggendarie, ha avuto un ruolo altrettanto importante nello sviluppo delle sospensioni e della tenuta di strada delle automobili che Opel costruisce in serie. Dal 1960 la Casa tedesca del gruppo General Motors vi ha svolto numerosi collaudi, percorrendovi con le sue vetture qualcosa come quattro milioni di chilometri. Il tracciato che per 20,800 chilometri si snoda con curve mozzafiato in mezzo ai boschi delle colline dell’Eifel (il cosiddetto ”inferno verde”) presenta un’escursione altimetrica di 290 metri e ha visto portare ai loro limiti modelli Opel divenuti poi “un classico” come la prima GT e la Commodore GS/E.

La sua combinazione di curve, pendenze e fondi stradali differenti riproduce la realtà della guida meglio di qualsiasi altro circuito del mondo. Per questo motivo rappresenta il completamento ideale dei centri prova di Dudenhofen e Pferdsfeld, così come dei laboratori del Centro Internazionale Ricerche Tecniche di Rüsselsheim. Sulla Nordschelife del Nürburgring è possibile collaudare ogni aspetto immaginabile del comportamento su strada: tenuta e stabilità in frenata sono portate al limite, così come il rollio ed il beccheggio, le caratteristiche dei pneumatici e molto altro ancora. Il “Ring” ha un’inesorabile capacità di mettere a nudo le caratteristiche di fondo di ogni autotelaio in ogni dettaglio. Da questo punto di vista è davvero insostituibile.
Molti tratti del circuito permettono di collaudare il comportamento dell’autotelaio in condizioni limite. Alla Schwedenkreuz, ad esempio, i collaudatori studiano il comportamento autosterzante alle alte velocità ed alla successiva curva di Aremberg quello nelle curve strette. Tratti come quelli di Metzgesfeld, Wehrseifen e Schwalbenschwanz permettono invece di mettere in evidenza le reazioni dello sterzo in condizioni limite. I tratti di Fuchsröhre e di Tiergarten vedono le automobili lanciarsi ad alta velocità in una vallata, dove le sospensioni sono compresse al massimo. L’esatto opposto del salto del Pflanzengarten dove le sospensioni si alleggeriscono, le automobili si sollevano per poi atterrare violentemente sull’asfalto. Infine, c’è il lungo rettilineo finale del Döttinger Höhe, la zona preferita per provare come le vetture affrontano un improvviso cambiamento di traiettoria ad alta velocità.
Le versioni OPC nascono anche dalle conoscenze e dall’esperienza di due ex-piloti ufficiali Opel, che sono stati tra i migliori piloti europei di automobili da corsa derivate dalla produzione di serie. Manuel Reuter e Joachim Winkelhock conoscono molto bene il circuito del Nürburgring e fanno parte del gruppo di lavoro che si occupa della messa a punto finale delle automobili Opel. Su questo circuito, nell’Ottobre 2005, Manuel Reuter stabilì il nuovo record per le vetture fino a 2.000 cc, percorrendo un giro dell’”inferno verde” in appena 8’35”93 al volante di una Opel Astra OPC. Nel Maggio dell’anno seguente con una Opel Zafira OPC stabilì invece il record per le monovolume girando in 8’54”38.
OPC Performance Training: Migliorare la Guida Sportiva
Da Ottobre 2006, Opel offre il programma OPC Performance Training per la cui supervisione si è assicurata i servizi di un istruttore davvero famoso: Manuel Reuter. Nelle prime sei settimane di attività più di 500 persone - molte delle quali proprietarie di una vettura OPC - hanno partecipato ai corsi OPC Performance Training presso il centro prove Opel di Dudenhofen, restando tutte pienamente soddisfatte dell’esperienza.

Con un costo di 480 Euro, OPC Performance Training non è solo uno dei corsi economicamente più convenienti del suo genere, ma offre anche molto di più rispetto ai classici programmi di guida sicura. Con un investimento di circa mezzo milione di Euro, è stato realizzato nel bel mezzo del centro prove un apposito tracciato per il training lungo quasi un chilometro. Qui vengono effettuati gli esercizi finali, preceduti da esercizi sul comportamento in frenata, sulle manovre di emergenza, sulla percorrenza delle curve e sui cambiamenti di corsia ad alta velocità.
Lo speciale GPS montato sulle vetture permette ai partecipanti di scoprire come hanno gestito la potenza delle loro Astra OPC o Vectra OPC oppure quanto siano ancora lontani dal limite. Nella fase finale del corso ogni accelerazione e frenata viene registrata. I dati raccolti mostrano l’esatta distanza dai birilli che delimitano il percorso. Questa informazione viene poi confrontata con un giro fatto da Manuel Reuter la mattina dello stesso giorno in modo che non ci siano differenze ambientali. Prima di lasciare il centro prove, c’è un’ultima attrazione: la possibilità di guidare ad alta velocità su una pista circolare sopraelevata lunga quasi 5 chilometri dove ci si può spingere fino a 225 km/h senza avvertire la forza centrifuga. Il corso Performance Training punta soprattutto a migliorare la sicurezza e le capacità di guida, ma il divertimento ed il piacere di guidare contano quanto l’aspetto pratico. I partecipanti fanno conoscenza con gli elevati contenuti tecnologici dei modelli OPC e possono apprezzare appieno il potenziale di queste vetture.
La Connettività e i Comandi al Volante: Un Dettaglio Importante
La questione dei comandi al volante e della loro connettività con l'autoradio è un tema ricorrente per gli appassionati. Alcuni utenti si chiedono come collegare i comandi al volante all'autoradio cinese con i famosi 3 cavi senza utilizzare il can bus. Su Astra G, i comandi al volante non sono su canale bus, il che semplifica alcune operazioni di personalizzazione. La possibilità di utilizzare i comandi al volante senza canbus è un'esigenza sentita da molti, dimostrando come anche i dettagli della connettività e dell'interfaccia utente siano importanti per l'esperienza di guida complessiva.
I vetri posteriori elettrici, la ruota di scorta normale, il clima manuale, il Security Lock5, la radio Sony 6000 mp3 o il Pack17, sono tutti esempi di equipaggiamenti che contribuiscono al comfort e alla funzionalità del veicolo. Per i modelli più sportivi, come l'OPEL ASTRA H 1.7 CDTI 101cv 16v COSMO, si trovano dotazioni come i sedili sportivi pelle/tessuto, i cerchi da 17" 5 razze Sport 225/45-R17, il Cruise Control, il QHS, la RADIO CD30 MP3, il GID, il computer di bordo, il check control e il clima elettronico automatico, che arricchiscono ulteriormente l'esperienza di guida e l'ambiente interno.