Il nome di Antonio Confuorto, sebbene non immediatamente associato a un incidente specifico descritto come "SUV in fiamme", emerge da un complesso intreccio di notizie locali che abbracciano temi diversi, dalla cronaca giudiziaria alla cultura, dallo sport alla politica e all'ambiente. Questa frammentarietà, tipica del panorama informativo locale, rende la sua menzione un punto di partenza per esplorare come eventi apparentemente scollegati possano contribuire a un quadro più ampio della vita in determinate comunità.

Cronaca Giudiziaria: Il Clan dei Casalesi e le Infiltrazioni nel Veneto Orientale
Una parte significativa delle notizie riguarda le richieste di condanna per i presunti membri del clan dei Casalesi, accusati di essersi infiltrati nel Veneto orientale e di aver commesso una lunga serie di reati. Le pene complessive richieste ammontano a ben 170 anni di reclusione. Tra gli imputati spicca Antonio Basile, 60 anni, per il quale sono stati sollecitati 16 anni di reclusione. Egli è indicato come uno degli uomini più vicini al vertice dell'organizzazione, legato al boss Luciano Donadio. Quest'ultimo, a differenza di Basile, ha scelto di affrontare un dibattimento con rito ordinario.
Un aspetto interessante di questa vicenda è la posizione della Procura nei confronti di Christian Sgnaolin, 47 anni, ex braccio destro di Donadio. Sgnaolin ha collaborato attivamente con gli inquirenti per far luce sulle attività dell'organizzazione criminale, e per questo la pubblica accusa ha chiesto una pena più mite di 6 anni e 6 mesi di carcere. Allo stesso modo, per il pentito Girolamo Arena, 38 anni, sono stati chiesti 5 anni e 6 mesi.
Non meno rilevante è la richiesta di pena severa, sei anni di carcere, per Moreno Pasqual, 56 anni, ex poliziotto di Jesolo. Pasqual è accusato di essere stato al soldo del boss Donadio, fornendogli informazioni cruciali sulle indagini in corso. Anche l'ex sindaco di Eraclea, Graziano Teso, 72 anni, è coinvolto in questa indagine. Accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per aver agevolato l'organizzazione criminale grazie alla sua posizione di amministratore pubblico, la Procura ha chiesto per lui 4 anni di reclusione.
Le prossime tappe di questo complesso processo vedranno le parti civili costituite prendere la parola per ottenere il risarcimento dei danni subiti a causa delle attività criminali. Tali danni hanno colpito sia singole persone sia intere comunità, come quelle di Eraclea e del Veneto orientale. Successivamente, inizieranno le arringhe dei difensori, un momento cruciale per la difesa degli imputati.
CAMORRA IN VENETO ORIENTALE, AL VIA IL MAXI PROCESSO | 11/06/2020
Patrimonio Culturale e Artistico di Napoli: Tesori Sconosciuti e Storia Millenaria
Un salto tematico ci porta a Napoli, dove il complesso vescovile custodisce manufatti preziosi e ancora sconosciuti. Queste testimonianze inedite, sebbene frammentarie, offrono un contributo fondamentale alla comprensione dello sviluppo delle arti plastiche nell'Italia Meridionale e non solo. Permettono inoltre di approfondire la conoscenza dell'attività di artisti provenienti dall'Oriente, residenti in città e nei territori del ducato bizantino, e dei loro rapporti con Bisanzio e il mondo mediorientale (siro-palestinese, sasanide). Queste esperienze culturali e artistiche sono documentate a partire dal VII secolo e per tutto il periodo ducale napoletano.
Un esempio significativo è il prezioso antependium (frontale) dell'Altare della cappella di patronato della famiglia Capece-Minutolo. All'interno della cappella di San Lorenzo, Vescovo (VIII sec.) del duomo di Napoli, detta degli Illustrissimi preti di propaganda, sono stati oggetto di analisi due frammenti di una transenna, di cm. 35 x 60, riutilizzati come pedate di scalini, un pluteo di cm. 70 x 30 e un pilastrino, originariamente di sezione quadrata, ma tagliato nel riutilizzo nel senso della diagonale, di cm. Questi reperti offrono uno spaccato unico dell'arte e dell'architettura dell'epoca.
Un altro saggio si concentra su una lastra marmorea posizionata nella prima metà dell'800 sulla faccia interna del pilastro di destra che sostiene l'arco di accesso alla Cappella di Santa Susanna, detta Cappella Carbone. Fin dalla fondazione dell'edificio angioino, questa cappella fu concessa in patronato all'antica famiglia ascritta al Seggio di Capuana. Al suo interno, si può ancora ammirare il superbo monumento funebre di Francesco Carbone, Cardinale del Titolo romano di Santa Susanna (Napoli metà XIV sec.).
L'Oratorio di San Marciano, ora distrutto, ci è stato tramandato grazie a una dettagliata descrizione fornita da Alessio Simmaco Mazzocchi (1684-1771) in un testo del 1753, poco prima della sua definitiva demolizione. Questa descrizione, ripresa da V. Napoli, è una fonte preziosa per comprendere la storia architettonica della città.
La planimetria del blocco edilizio del Duomo di Napoli, ricostruita nel sec. XVI, evidenzia il sito dell'antica cappella di patronato della famiglia Filomarino, nel Titolo di San Nicola. Da qui proverrebbe una lastra marmorea, affiancata dalle due cappelle adiacenti: a sinistra quella dei Zurlo, intitolata alle Sante Caterina e Margherita, e a destra quella dei Cavaselice, intitolata a Santa Maria Sic Maris.
Lorenzo Loreto, nella sua "Guida per la sola Chiesa Metropolitana Cattedrale di Napoli" del 1849, descrive il bassorilievo nella Cappella di Santa Susanna, menzionando che "nel pilastro che sostiene l'arco della cappella, in cornu Epistolae nell'interno del muro, vi è incastrata una immagine di Maria SS."
In passato, la Basilica Cattedrale di Santa Restituta aveva due ingressi, uno dei quali fu murato al tempo del Cardinale Giuseppe Spinelli. Egli ricompose lungo la navatella il monumento funebre del Cardinale Alfonso Gesualdo, trasferendolo dalla tribuna, smembrandolo e utilizzando alcuni elementi della struttura per il nuovo portale di accesso alla Basilica. Ai lati dell'ingresso furono conservate le memorie di G.B.
La navatella del Salvatore, all'interno del Duomo di Napoli, ospita lo spazio della memoria della famiglia Filomarino. Qui si trovano: il IV pilastro della navata, ricostruito con il contributo della famiglia Baraballo dopo il terremoto del 1456 e dove nel '600 fu murata la lastra marmorea della Madonna col Bambino; la nuova cappella di patronato della famiglia Filomarino (dal 1600), ristrutturata e intitolata a Santa Maria Francesca delle Cinque piaghe di N.S.G.C. dalla seconda metà dell'800. All'interno di quest'ultima cappella si trova la lastra tombale di Gregorio Filomarino (+ 1 marzo 1324) e il fronte dello smembrato sarcofago del Canonico Capitolare di Santa Restituta, Matteo Filomarino, morto nel 1400. Entrambi i reperti provengono dalla diroccata antica cappella dei Filomarino nella navatella di Sant'Aspreno.
L'affresco dipinto sulla contro facciata della cappella detta degli Illustrissimi preti, nel duomo di Napoli, rappresenta un ALBERO DI JESSE, icona della tradizione orientale, che è la venerazione di Maria Santissima nella Concezione Verginale di Gesù, Figlio Unigenito del Dio Vivente (Mt. 16,16) nato da una donna, per opera dello Spirito Santo (Lc. 1,35), vero Dio e vero uomo, senza con ciò cessare di essere Dio, come ci insegna a confessare il Concilio di Calcedonia (451 circa) "…un solo e medesimo Figlio di Dio, il Signore nostro Gesù Cristo, perfetto nella sua divinità e perfetto nella sua umanità; vero Dio e vero uomo, composto di anima razionale e di corpo; consustanziale al Padre per la divinità, consustanziale a noi per l'umanità; simile in tutto a noi, fuorché nel peccato (Eb. 4, 15); generato dal Padre prima dei secoli secondo la divinità e in questi ultimi tempi, per noi e per la nostra salvezza nato da Maria Vergine, Madre di Dio, secondo l'umanità…" (cfr. Cat .Chiesa.).
Questo tema affonda le radici nel 2° Libro di Samuele (7,12-16), dove si legge: "…Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu giacerai con i tuoi padri, io assicurerò dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome ed io renderò stabile per sempre il suo regno. Io gli sarò Padre ed egli mi sarò Figlio." Questa promessa concerne la permanenza della dinastia davidica sul trono di Israele ed è il testo dell'Alleanza di JHWH con Davide e la dinastia, lasciando intravedere un discendente nel quale JHWH si compiacerà (cfr. BIBBIA DI GERUSALEMME, ed. 1974). La profezia è applicata da Isaia (Is. 7,14), Michea (Mi. 4,14) e Aggeo (Ag.). La stella, nell'antico Oriente, era segno di un dio e di conseguenza di un re divinizzato. La profezia è applicata al futuro Messia di Israele, legata, nello scettro, alla benedizione di Giacobbe a Giuda in Genesi 49,10 ed è applicata anche alla rinascita della Chiesa, sotto la guida di un grande Pastore (cfr. Sac. Dolindo Ruotolo, LA SACRA SCRITTURA, vol. I).
Un altro riferimento biblico, Genesi 3,15, "lascia intravvedere un primo barlume di salvezza per l'umanità attraverso una donna: "…perennemente nemica di satana perché Immacolata fin dal primo istante del suo concepimento…" Dio annunzia la donna che doveva essere nemica di satana e doveva dare alla luce il Figlio che doveva schiacciare il capo dell'infernale dragone. Il seme di satana sono i demoni, il seme della Donna Benedetta è il Redentore. Egli è chiamato con tutta ragione seme della Donna, perché Maria lo generò dal suo senza concorso di uomo…" (cfr Sac. Dolindo Ruotolo, LA SACRA SCRITTURA, Vol. II).
Presentando Giuseppe, termine della storia genealogica, paludato in un manto rosso simbolo di regalità, che conferma la sua ascendenza regale in Davide, anello di congiunzione indispensabile, per dimostrare la discendenza di Gesù dalla casa di Davide, si conferiscono al Figlio Eterno del Dio Vivente tutti i diritti ereditari derivanti dalla discendenza davidica, anche attraverso Maria che è al centro del nuovo evento creazionale. Nulla si sa relativamente alla sua ascendenza genealogica, ma la si suppone appartenente alla stessa stirpe davidica, perché a lui promessa in sposa, secondo l'usanza del tempo (Lc. 1,27).
Il tema della genealogia di Gesù, come riferimento alla genealogia dinastica, comincia ad apparire nella Francia nord-occidentale, anche sui portali delle cattedrali a partire dalla seconda metà del XII secolo, ma anche sulle vetrate dipinte e nei luoghi eretti come pantheon della casa regnante francese, come a Saint-Denis, come immagine della sacralizzazione dell'istituto monarchico, attraverso una successione dinastica genealogica legittimata e garantita da un preteso intervento divino: il sovrano felicemente regnante, sintesi di una successione dinastica, consolidata anche attraverso matrimoni e alleanze politiche, è il nuovo evento creazionale, apertura verso una nuova età dell'oro, inaugurata dalla nuova dinastia al potere, annunciato anche da Virgilio, sovente rappresentato insieme alla Sibilla Cumana fra i saggi e i profeti dipinti negli ALBERI DI JESSE, che certamente estranei alla genealogia di Gesù, sono citati in riferimento alla IV egloga delle Bucoliche: "…L'ultima epoca del responso di Cuma è finito; nasce da capo il gran ordine dei secoli." (Francia - Amiens - Cattedrale - Portale detto “Bibbia di Amiens” - Sec. XIII).

L'affresco, riunendo in un'unica scena dipinta, l'albero genealogico di Gesù, e il dogma del Suo Concepimento Verginale nel Seno di Maria, la Chiesa, recuperava il ruolo dei Libri Profetici dell'Antico Testamento, utilizzando un programma iconografico fortemente didattico e formativo, corollario alle BIBBIE DEI POVERI affrescate sulle pareti delle chiese romaniche e gotiche e tentava così di contrastare l'eresia catara: il mezzo di propaganda mediatico probabilmente si rivelò più raffinato ed efficace dell'attività inquisitoria della tortura e della repressione armata della crociata albigese (A. Barbero, 2010).
L'affresco è attribuito a Lellus, un artista di formazione romana per alcuni, orvietano per altri ed è più probabile, se si legge correttamente la iscrizione che reca la sua firma, al mosaico di Santa Maria del Principio, nella basilica Cattedrale detta di Santa Restituta, "Lellu…de Urb…e…", cioè Lello de Urbe, da Roma, identificato da F. Bologna con un tal Lello da Orvieto, attivo certamente fra Napoli e il Lazio nella prima metà del XIV secolo (cfr. V. Lucherini, 1313 - 1320: il così detto Lello da Orvieto, mosaicista e pittore a Napoli tra committenza episcopale e canonicale, Barcellona 2008) che la critica definisce erede del cavallinismo giottesco napoletano (cfr. F. Bologna; P. Leone De Castris; C. D'Alberto) e che fu l'autore, certamente per il duomo di Napoli, del citato mosaico absidale della cappella di Santa Maria del Principio, (2) e di alcune opere realizzate per la cappella funebre dell'Arcivescovo d'Ormont: l'affresco dell'ALBERO DI JESSE, il ritratto per il suo monumento funebre, ora esposto nel Museo Diocesano napoletano, un polittico di Santa Maria del Principio, utilizzato come pala d'Altare nella stessa Cappella, oggi presso la collezione Lorenzelli di Bergamo (cfr. AA.VV., L'arte a Napoli dal Duecento al Settecento).
Il citato polittico di Santa Maria del Principio, potrebbe essere quello che Franco Strazzullo (cfr. F. Strazzullo, La Cattedrale di Napoli, Napoli 1978) riferisce con certezza essere stato posto sulla mensa dell'Altare del Rosario, cappella di patronato della famiglia Caracciolo di Brienza. Questo Altare si trovava nei pressi dell'antica scala di accesso alla cripta di San Gennaro, accanto all'ingresso della cappella del Salvatore Vetere e di Sant'Atanasio I: F. Napoli, Duomo - Cappella di San Lorenzo Vescovo - Interno.
Nella Basilica dell'Ostia Santa detta di Santa Chiara, a Napoli, nel Coro delle monache, si trova un Cristo in gloria tra santi francescani e i reali angioini attribuito al Magister Lellus de Urbe (da Orvieto?). La cappella che Umberto d'Ormont fece edificare nel transetto del duomo, dedicandola a San Lorenzo, nelle Costituzioni Orsiniane (1330) è denominata cappella S. Laurentii de Monte Aurio. Negli Atti della Santa Visita del Cardinale Alfonso Carafa (1557-1565) del 1557, essa appare identificata come cappella di San Paolo de Umbertis e non se conosce la ragione, e nemmeno Alessio Simmaco Mazzocchi (1684-1771) storico, filologo, archeologo, Canonico Capitolare napoletano individuò l'origine della sua nuova identificazione, forse già comune al tempo del Carafa: "…utrum quod Humbertum Archiep. Neap. illius fundator fuerit, vel potius nomen de Umbertis traxerit illud beneficii, cuius tunc temporis fuit patronus. (A.S.Mazzocchi, De S. Neapolitanae Ecclesiae Episcopis, Napoli 1753).
Fu intitolata a San Lorenzo Vescovo di Napoli nell'VIII secolo, titolo che le fu attribuito alla cappella per trasferimento di quello di una antica basilica paleocristiana, diroccata per far posto al costruendo duomo e che era nell'area del seminario sersaliano e i cui resti furono osservati da L. Loreto (cfr. L. Loreto, Guida per la sola Chiesa Metropolitana Cattedrale di Napoli, Napoli 1849). Il sepolcro che al suo interno contiene ancora i resti mortali del Pontefice (cfr. L.Loreto, Op. cit.), secondo B. Chioccarelli (Op.cit.) fu quello del Vescovo Ayglerio (1288-1300). L'epitaffio funebre è riportato dal Chioccarelli (Op.Cit.); per il monumento funebre di Ayglerio, Cfr. Stefano de Normandis dei Conti (1894), I monumenti sepolcrali dei Vescovi di Napoli.
Una lapide ricorda la data di morte dell'Arcivescovo: ANNO DOMINI 1320 III IND. DIE 13 IULIJ OBIJT DOMINUS UMBERTUS DE MONTEAUREO NATIONE BURGUNDUS VENERAB. NEAP. ARCHIEPISCOPUS, QUI SEDIS ANNOS XI I MENS, I I I XXVII I (cfr. E. Mazzocchi, De S. Neapolitanae Ecclesiae Episcopis). Successivamente lo stesso di Capua, trasformando la cappella di San Ludovico in sagrestia del duomo, assegnò il sacello al seminario: "..fuit per dominum Annibalem Archiepiscopum concessa preditta familiae de Loffredo. Ibidem per prius semper excerbatur offiocium sacristiae. (A.S. Mazzocchi, Op. Cit.). Nel metà del '600 nella cappella fu posto sull'Altare, realizzato assemblando marmi di risulta da smembrati arredi, ed eretto in una absidiola affrescata da Giovanni Balducci detto il Cosci (1560-1631) ricavata scavando un vano nella muratura, il trittico di G. Napoli -.
La cappella fu concessa nel 1646 dal Cardinale Ascanio Filomarino (1641-1666) alla Congregazione della Apostoliche Missioni (gli Illustrissimi Preti) fondata dal Sac. Sansone Carnevale, che morto di peste nel 1656, fu posto in una sepoltura terragna al centro della cappella (cfr. F. Strazzullo, Op. Cit.). La sua lapide recita: D.O.M. / G. SAMPSONI CARNEVALIO / DOMO NEAP. / PRINCIPIS HUIUS ECCLESIAE CAN THEOL. / DOCTORI CONG. / MISSIONARIORUM INSTITUTORI / AB ASCANIO CARD. / FILOMARINO ARCHIEP. / AD SAC. ORDINEM / PROMOTUM / MORTE PRÆMATURA / ANNO SALUTIS / 1656 / ÆTATIS SUÆ 45 / OBIJT / AMICI / POSUERUNT. Il titolo per tutto il Seicento rimase quello di San Paolo de Umbertis, come si legge negli Atti della Santa Visita del Cardinale Decio Carafa (1613-1626) del 1615: "..ad idem altare est translatum beneficium sub S. Pauli de Umbertis." Franco Strazzullo riferisce un istrumento datato 24 maggio 1792 con il quale il Cantelmo concedeva ancora alla Congregazione della Apostoliche Missioni il semplice uso della antica cappella del detto seminario sotto il titolo di S. Paolo de Umbertis.
Nella cappella funebre realizzata dal d'Ormont non furono sepolti i Vescovi francesi suoi successori: Bertrand I de Meissenier (o Meyshones) (1358-1362), fu posto provvisoriamente in una cassa di legno nell'abside, dove era ancora al tempo dei lavori disposti dal Cardinale Alfonso Gesualdo (1596-1603), dove poi fu risistemata al termine dei lavori di consolidamento dell'abside, (cfr. Relazione dello stato della Chiesa Metropolitana….Redatta nel 1743 dal Can. Economo e Tesoriere del duomo - Ms. Napoli, Archivio Storico Diocesano). Ipotesi quella del pantheon reale, non confermata e che la moderna storiografia ritiene poco attendibile, considerando la Cappella di San Ludovico (1274-1297) solo come monumento celebrativo del Santo, canonizzato nel 1317 e non come cenotafio reale: un pantheon non più realizzato forse anche per i gravi problemi statici che si verificarono all'intera struttura della fabbrica angioina, mentre erano ancora in corso i lavori di costruzione con crolli e cedimenti dovuti alla inadeguatezza delle fondazioni e all'utilizzo di materiali scadenti, tanto che l'Arcivescovo Giovanni III Orsini (1327-1358) dovette chiedere aiuti economici al Pontefice Clemente VI (1342-1352) che risiedeva i…
Notizie da Pescate: Rimuovere il Decoro Urbano Abbandonato
A Pescate, l'attenzione si è concentrata sulla rimozione di veicoli abbandonati. Il primo cittadino ha spiegato che "Tutte le auto erano parcheggiate su aree private ma aperte al pubblico e quindi in base alla nuova normativa necessitavano di essere assicurate." Tre di queste, "autentici rottami", erano state lasciate in una traversa di via Promessi Sposi, in località Pescalina, una frazione dove solo pochi giorni prima erano già state rimosse altre tre autovetture da parcheggi pubblici. L'altra auto, priva di revisione e assicurazione, era parcheggiata nel parcheggio a lago del supermercato Conad. È stato proprio un dipendente del supermercato ad avvisare il sindaco mentre faceva la spesa.
Il sindaco ha sottolineato che "Le rimozioni di autoveicoli in area privata sono possibili in base ad una recente sentenza della Corte Costituzionale ma soprattutto alla modifica codice delle assicurazioni private del dicembre 2023 che abbiamo voluto prendere a riferimento, perché notoriamente siamo un paese in cui decoro, ordine e pulizia vengono ai primi posti e la relativa tolleranza zero è nota a tutti." Questa iniziativa riflette un impegno concreto per il mantenimento del decoro urbano e la legalità.
Contrattazione Sociale Territoriale: Migliorare le Condizioni di Vita
Le Organizzazioni Sindacali territoriali (CGIL, CISL e UIL) e le relative categorie dei pensionati hanno illustrato lo scopo, il metodo e i temi della Contrattazione Sociale Territoriale. Il loro obiettivo è chiaro: "In una società in cui i bisogni sono sempre più numerosi e diversificati, sentiamo l'esigenza di concorrere al miglioramento delle condizioni di vita delle persone." La Contrattazione Sociale Territoriale è definita uno "strumento importante per l'azione delle Organizzazioni Sindacali, perché i lavoratori sono anche cittadini ed è quindi necessario tutelare i loro diritti anche al di fuori del luogo di lavoro."
Negli anni 2022 e 2023, la priorità è stata data ai 18 comuni con più di 5mila abitanti. Sono stati realizzati incontri in nove Amministrazioni comunali (Casatenovo, Oggiono, Merate, Olgiate Molgora, Bellano, Calolziocorte, Mandello, Valmadrera, Barzanò), raggiungendo più di 41.000 cittadini della Provincia di Lecco. Questo dimostra un impegno capillare sul territorio per affrontare le esigenze dei cittadini.
Artemisia Gentileschi a Mandello del Lario: Un Simbolo di Forza e Talento
A Mandello del Lario, un incontro ha celebrato la figura di "Artemisia Gentileschi. Passione e Coraggio". Luca Frigerio, editore con Àncora di diversi libri d'arte, tra cui "Caravaggio. La luce e le tenebre" (2018), "Cene Ultime. Dai mosaici di Ravenna al Cenacolo di Leonardo" (2021) e "Bosch. Uomini Angeli Demoni" (2017), ha introdotto al pubblico la pittrice caravaggesca. Frigerio ha anche pubblicato con Centro Ambrosiano un libro sulle rappresentazioni artistiche di Sant'Ambrogio.

Doriana Pachera ha evidenziato che Artemisia, prima di sei fratelli maschi, iniziò a dipingere dopo essere stata a Roma e aver conosciuto Caravaggio, secondo il critico d'arte Longhi. Come lui, usava modelli reali, evidenziandone la drammaticità. Il padre, orgoglioso del suo talento, la pose a bottega da Agostino Tassi, un personaggio talentuoso ma ambiguo. Durante un'assenza del padre, Tassi violentò Artemisia in modo brutale, come emerge dalla sua "cruda e molto forte testimonianza". Negli anni settanta del secolo scorso, Artemisia, a partire dalla notorietà assunta dal processo per stupro da essa intentato, divenne un simbolo del femminismo internazionale, con numerose associazioni e circoli a lei intitolati. La sua storia è un potente esempio di resilienza e affermazione femminile.
Sport Locali: Dalla Pallamano alla Pallavolo e al Calcio
Il panorama sportivo locale offre risultati contrastanti e nuove sfide.
Pallamano: Sconfitta per il Salumificio Riva Molteno
La squadra di pallamano Salumificio Riva Molteno ha subito una sconfitta per 27-29 (primo tempo 14-15) contro Chiaravalle. Il mister Gagliardi ha commentato una partita dai due volti. Nel primo tempo, dopo un iniziale vantaggio del Molteno, l'espulsione di Riccardo Bonanomi per un fallo in difesa ha ribaltato la situazione, portando Chiaravalle in vantaggio. Nella ripresa, gli ospiti hanno mantenuto un ritmo elevato, allungando il risultato fino al 23-28. Solo nel finale, con le reti di Colombo, Garroni e De Angelis, il Molteno è riuscito ad accorciare le distanze.
Il team ha espresso delusione, riconoscendo il merito degli avversari: "Abbiamo purtroppo perso lo scontro diretto contro Chiaravalle, ma bisogna affermare che la vittoria è meritata per la formazione ospite. Siamo partiti bene e tutto sembrava che la partita fosse indirizzata dalla nostra parte. Poi c'è stata l'espulsione di Bonanomi, fallo su Castillo, e loro hanno trovato coraggio, mentre noi ci siamo innervositi, causa anche qualche decisione arbitrale che non ci ha favorito. Nella ripresa Chiaravalle è scesa in campo in maniera decisa. Noi abbiamo fatto fatica e solo nel finale siamo riusciti a metterli in difficoltà, sbagliando qualcosa di troppo."
Pallavolo Serie A2: Vittoria dell'Orocash Picco Lecco
Nel campionato di pallavolo Serie A2, l'Orocash Picco Lecco ha ottenuto una vittoria per 3-2 contro VTB FCRedil Bologna al Pala Marani. Le rossoblù hanno dominato il primo set, ma le lecchesi hanno risposto con determinazione, imponendosi nei successivi due set. Nonostante un tentativo di rimonta delle ragazze di coach Alberti, che hanno agguantato la frazione di gioco successiva, il tie-break ha decretato la vittoria del Lecco.
L'allenatore ha commentato: "Dopo la matematica salvezza ottenuta la scorsa domenica contro la Sirdeco Volley Pescara, avevamo bisogno di crearci nuovi obiettivi. L'idea di terminare la striscia in maniera positiva era molto allettante ed è diventato il nostro proposito finale. Non potevamo permetterci il lusso e la dimenticanza di avere di fronte squadre che sono alla ricerca di punti preziosi per la salvezza e quindi sminuire il valore dei punti in palio. Dovevamo dare sempre il massimo, come abbiamo fatto finora e come continueremo a fare."
Le statistiche della partita: VTB FCREDIL BOLOGNA: Ristori 12, Neriotti 7, Tellaroli 21, Lotti 10, Tresoldi 11, Saccani 3, Laporta (L), Bovolo 5, Rossi 2, Taiani (L), Fiore. OROCASH PICCO LECCO: Kadyrova 17, Piacentini 14, Conti 17, Nardelli 15, Caneva 7, Sassolini 1, Barbagallo (L), Zojzi 3, Morandi 1, Frigerio, Invernizzi. Non entrate: Badalamenti, Mainetti (L), Cantaluppi. All. Milano. ARBITRI: Cavicchi, Toni. NOTE - Durata set: 23′, 22′, 24′, 31′, 23′; Tot: 123′.
Calcio Promozione: Successo del Dolzago e Difficoltà per Colico Derviese
Nel calcio Promozione, la squadra di Dolzago ha abbandonato le zone basse della classifica, raggiungendo il nono posto grazie a due vittorie consecutive (3-1 con Biassono e contro Costa). Il successo nel derby è stato siglato da una doppietta di Lozza e un autogol degli avversari. Il team manager, Francesco Crippa, ha commentato: "Abbiamo avuto una grande settimana, due vittorie e un pareggio, che ci ha permesso di essere sopra alla zona play-out grazie e soprattutto ad un ottimo girone di ritorno. Oggi il nostro campo era mal messo, all'inizio siamo andati sotto su una loro punizione poi siamo venuti fuori noi e l'abbiamo pareggiata prima della fine del tempo con Lozza, in anticipo su difensori ospiti insaccando un cross dalla destra. Nella ripresa azione simile ma gol questa volta Lozza è andato di testa e siamo andati in vantaggio e poi c'è stato il loro autogol."
La Colico Derviese, invece, continua a precipitare in classifica, mancando ancora una volta la vittoria e ottenendo il terzo pareggio consecutivo (0-0 contro Cavenago). Infine, la Luciano Manara ha ritrovato il successo, rifilando 5 reti alla Giovanile Canzese dopo la sconfitta infrasettimanale contro la Concorezzese.
Calcio Eccellenza: Un Passo Avanti per la Brianza Olginatese
Nella 28^ giornata del campionato d'Eccellenza, la Brianza Olginatese ha ottenuto un successo che la porta a quota 29 punti, a un passo dall'uscire dalla zona playout. Il match contro la Trevigliese si disputerà in un'altra data. Il mister Daniele Perego ha lodato la prestazione dei suoi: "Oggi ha fatto una grande doppietta Sare e nella ripresa ci hanno pure annullato un gol per fuorigioco di Barillà mentre, loro hanno sbagliato un rigore calciato alto. Finora nel girone di ritorno abbiamo fatto 18 punti e dobbiamo continuare così, sarà fondamentale il recupero con la Sorerinese che ci permetterebbe, vincendo, di essere matematicamente fuori dai playout. Inoltre, sono contento di quello che siamo facendo calcolando che a fine girone d'andata eravamo ultimi ad 11 punti e ci davano per spacciati."
Calcio Serie D: Un Pareggio Sudato per la Casatese
In Serie D, la Casatese di Joey Commisso è tornata a fare punti dopo la sconfitta esterna contro la Caratese. Davanti al proprio pubblico, la formazione lecchese ha dimostrato grande spirito di squadra, ottenendo un sudato e meritato pareggio contro l'Arconatese, quinta forza del campionato, nonostante giocasse in nove. Nel primo tempo, ci sono state diverse occasioni da gol per i lecchesi, come racconta il team manager, Danilo Didoni: "Ma non siamo riusciti a concretizzare. Al 10' del secondo tempo sia…"

Clima e Ambiente: Lecco al 98° Posto nella Classifica del Benessere Climatico
La classifica elaborata dal Sole 24 Ore, basata su dati di 3B Meteo, ha analizzato il benessere climatico in 112 capoluoghi italiani, utilizzando 10 parametri meteo relativi al periodo 2013-2023. Bari è risultata la città con il miglior clima in Italia, conquistando il primo posto nella nuova edizione dell'indice del clima del Sole 24 Ore. La città pugliese vanta otto ore e mezza di sole al giorno, solo nove giorni di precipitazioni estreme all'anno e settantaquattro giorni di pioggia su 365. Inoltre, presenta solo 158 giornate all'anno fuori dal comfort climatico (umidità relativa superiore al 70% o inferiore al 30%) e una brezza estiva di 7,2 nodi medi giornalieri.
E Lecco? La città si trova nelle ultime dieci posizioni, precisamente al 98° posto. Belluno chiude la classifica al 107° posto. Per la prima volta, un territorio del Mezzogiorno conquista il primato in un indice sintetico tematico della Qualità della vita, superando Imperia - ora seconda - che aveva dominato le edizioni precedenti. Oltre a Bari, altre sei città del Sud popolano la top ten del benessere climatico: Barletta-Andria-Trani (3^), Catania (4^), Pescara (5^), Chieti (7^), Brindisi (8^), Agrigento (9^), Cagliari (10^). Lecco, pur con la sua bellezza paesaggistica, si conferma quindi tra le città con un clima meno favorevole secondo questi parametri.
Politica Locale: Elezioni e Cambiamenti Amministrativi
Il panorama politico locale è caratterizzato da annunci di ricandidature e passaggi di testimone.
Montevecchia: Soluzioni per la Scuola
A Montevecchia, la scuola potrebbe essere trasferita a Missaglia, ma non solo. Le richieste non si limitano a desiderata, ma cercano soluzioni alternative da condividere con la scuola e il Comune. Si valuta l'installazione di strutture provvisorie e dignitose, come container, negli ampi spazi del centro sportivo di via del Fontanile, oppure l'utilizzo di una parte del complesso dell'oratorio di via Belvedere 36.
Lomagna: Cristina Citterio si Ricandida
A Lomagna, la sindaca uscente Cristina Citterio è pronta a ricandidarsi per un secondo mandato alla guida dell'attuale lista di maggioranza "Impegno civico". Dalla lista precisano: "Siamo certi che valga la pena rimetterSi con competenza a disposizione di un progetto più grande e più ampio, ognuno con le proprie proposte, il proprio sapere, il proprio voler fare e il proprio tempo. Diciamo sì perché il gruppo mantiene componenti storici, ma è arricchito e stimolato da persone nuove ed entusiaste, disponibili a far parte della squadra. procede oltre gli ostacoli. Diciamo sì perché mettiamo un si riflessivo in tante azioni che vogliamo per il paese: una Lomagna che prima di tutto si vuole bene, si valorizza, si conosce, si riconosce, si sorride e si cura delle persone e degli spazi, per conservarli e per migliorarli." Il manifesto elettorale nasce dall'analisi del recente passato: "In questi ultimi 20 anni abbiamo vissuto Lomagna come gruppo consiliare; gli ultimi cinque anni di Amministrazione si sono caratterizzati per particolari emergenze e situazioni imprevedibili."
Lierna: Silvano Stefanoni Lascia il Testimone
A Lierna, il sindaco uscente Silvano Stefanoni non si ricandiderà alle prossime elezioni comunali dell'8-9 giugno, lasciando il testimone alla sua attuale vice, Simonetta Costantini. Stefanoni ha annunciato la sua decisione con una nota stampa: "Ho deciso di passare il testimone dopo 15 anni di servizio dedicati alla mia amata comunità, cinque come consigliere, altrettanti come vicesindaco e gli ultimi cinque da sindaco. La mia decisione di non ricandidarmi non è un segno di delusione verso la politica o le istituzioni, ma piuttosto una volontà di chiudere questa parentesi con serenità."
Stefanoni ha ripercorso il suo operato: "È stato un viaggio gratificante, reso possibile grazie al supporto del mio gruppo e di tutti i cittadini di Lierna. Credo fermamente che l'amministrazione richieda una mente serena, e al momento sento il bisogno di staccare per consentire a nuove energie di guidare il destino della nostra comunità. È importante che chi verrà dopo di me abbia la libertà di agire secondo le proprie idee e di portare avanti scelte che possano essere diverse o anche opposte, nel rispetto del processo democratico."
Durante il suo mandato, ha affrontato molteplici sfide: "dalle guerre alle siccità, dagli sversamenti alle frane. Tuttavia, nulla ha segnato la nostra comunità quanto la pandemia da COVID-19." Tra le opere realizzate, "la creazione di Piazza IV Novembre rappresenta un momento speciale." Stefanoni si è detto fiero di aver completato la progettazione e l'appalto per il chiosco sulla spiaggia di Grumo, anche se non avrà l'opportunità di vederlo realizzato. Ha rivolto un pensiero anche alle opposizioni: "Sono l'organo di controllo e servono per stimolare la maggioranza, ma quelle fatte con l'intento di bloccare gli uffici a discapito dei servizi per i cittadini non giovano al paese. Inoltre, l'attacco alla persona anziché all'attività è veramente becero. Saranno gli elettori nelle urne a dare il responso. Lierna è la mia casa, il luogo in cui sono nato e cresciuto, e rimarrò sempre disponibile per contribuire al suo progresso, voglio bene a tutti e ringrazio per gli anni trascorsi come Sindaco."
CAMORRA IN VENETO ORIENTALE, AL VIA IL MAXI PROCESSO | 11/06/2020
Società Escursionisti Lecchesi (SEL): Attività e Festeggiamenti
Sabato scorso, 23 marzo, si è tenuta l'assemblea annuale della Società Escursionisti Lecchesi (SEL) presso la Casa della Carità di Lecco. I rifugi rappresentano un capitolo sempre molto importante per la SEL, che ne possiede ben quattro: Azzoni al Resegone, Rocca-Locatelli ai Resinelli, Grassi al passo del Camisolo e Sassi-Castelli ad Artavaggio. Per questi rifugi sono stati eseguiti lavori per 48.000 euro, con un contributo di 14.000 euro da parte di tre sostenitori.
Nel corso del 2023, 610 soci hanno aderito alle gite, sempre molto partecipate, proposte dal Camminasel. In occasione del tradizionale Assalto al Resegone, la prima domenica di luglio, la SEL festeggerà il suo 125° anniversario di fondazione, un traguardo significativo per l'associazione.
