L'Eleganza Intramontabile: L'Automobile in Legno nell'Inghilterra Moderna e le Innovazioni Future

L'industria automobilistica, fin dai suoi albori, ha cercato di bilanciare innovazione e tradizione, spesso spingendosi oltre i confini dei materiali convenzionali. In Inghilterra, questa dicotomia si manifesta in modo particolarmente affascinante, dove marchi storici continuano a valorizzare la lavorazione artigianale e l'uso del legno, mentre nuove scoperte tecnologiche promettono un futuro più leggero e sostenibile. Un esempio emblematico di questa tradizione è la Morgan Motor Company, un'azienda che da oltre un secolo incarna l'essenza delle auto sportive artigianali, mantenendo il legno come componente essenziale nella costruzione dei suoi veicoli.

Morgan: Un Secolo di Artigianalità e Tradizione in Legno e Metallo

La Morgan Motor Company, fondata nel 1910 da Henry Frederick Stanley Morgan, è un marchio speciale dell'auto inglese, da sempre sinonimo di auto sportive e costruite artigianalmente. Nata come una piccola, grande avventura, questa azienda di Malvern, in una cittadina di nemmeno 30 mila abitanti alle pendici delle colline, è un vero e proprio atelier automobilistico. Le sue creazioni sono uniche, quasi "confezionate come se fossero dei vestiti", e il processo produttivo è un tuffo nel passato, agli inizi del '900. Non esiste una linea di montaggio tradizionale; è l'uomo che gira attorno all'auto che prende forma nei reparti allestiti tra i bassi fabbricati in mattone, i primi realizzati nel 1914.

Interno della fabbrica Morgan con artigiani al lavoro

Per ben 84 anni, le Morgan sono state costruite sulla base di un telaio a longheroni, fatto di acciaio e legno, che aveva esordito nel lontano 1936. Questa architettura, la più longeva nella storia dell'automobile, ha caratterizzato gioielli come la Plus 4, Plus 8, 4 Seater, V6 Roadster e tante altre varianti. In totale sono stati realizzati circa 35mila esemplari di Morgan con il suddetto telaio, finiti in 65 paesi di tutto il mondo. L'ultima a beneficiarne è stata la Plus 4 70th Edition, edizione speciale realizzata in appena 20 esemplari e celebrativa dei 70 anni di produzione della Plus 4, nata nel 1950.

Steve Morris, Ceo di Morgan, ha sottolineato come "il feeling al volante unico restituito da questa particolare struttura, che ha caratterizzato la produzione Morgan per più di ottant'anni, continua ad affascinare gli amanti della guida senza filtri. La domanda di questi modelli è ancora molto forte". Tuttavia, la necessità di guardare al futuro e tenere conto dei cambiamenti ha portato l'azienda a una transizione. Il passaggio alla piattaforma in alluminio rappresenta un impegno importante per una piccola azienda come Morgan, che si adatta così alle crescenti esigenze dei clienti e ai futuri requisiti legislativi. Nonostante questo, "sulla nuova piattaforma delle nostre auto ci sarà sempre una struttura in legno, importantissima per il modo in cui le carrozziamo," ha spiegato Jonathan Wells, Head of Design alla Morgan Motor Company. Il legno di frassino, in particolare, è fondamentale non solo per plasmare le forme distintive delle Morgan, ma anche per le sue proprietà fonoassorbenti e antivibrazione, oltre a essere un materiale eccellente per battere a mano i pannelli in alluminio Superform.

Telaio in legno di frassino di una Morgan

Oggi, il telaio in tubi di acciaio ha lasciato lo spazio a più leggeri ed efficienti telai in alluminio che, dopo il matrimonio con le scocche, vengono completati e rivestiti dal legno, solo di frassino, uno dei componenti essenziali delle iconiche auto inglesi dalle linee retrò. Essenze che vengono piegate e tenute in forma come si faceva un tempo, levigate a mano per trovare la giusta curvatura e lucidate per cercare la corretta tonalità negli elementi interni dell'abitacolo, alla ricerca di uno stile retrò.

Nel 2019, Morgan ha celebrato i suoi 110 anni di attività, un secolo di auto interamente costruite a mano, rigorosamente nel Regno Unito. Questo anniversario è stato accompagnato da importanti novità, come la piattaforma CX Generation, una struttura in alluminio che, unita agli elementi in legno, rende l'auto due volte più rigida pur mantenendo un peso di soli 98 kg. La nuova Plus Six, presentata al GIMS 2019, incarna questa fusione di tradizione e tecnologia, con un motore BMW B58 da 3.0L a 6 cilindri in linea da 335 CV e un peso di soli 1075 kg. Anche se il cambio automatico BMW può sembrare una stonatura in un'auto così tradizionale, è una scelta dettata dalla partnership con BMW, garantendo efficienza e affidabilità.

Il fattore umano è ciò che fa ancora la differenza in Morgan. In questa fabbrica, dove i dipendenti salutano e parlano cordialmente con chiunque entri, si sentono rumori che si sono persi in una fabbrica di automobili moderna, come quello delle macchine da cucire mosse rigorosamente a mano per lavorare le pelli che andranno a comporre i sedili e gli interni. A Malvern, qualsiasi passaggio è artigianale. Le lavorazioni automatiche vengono eseguite all'esterno, mentre gli operai Morgan si occupano di assemblare il tutto a mano e di lavorare le lamiere per ottenere le curve e le linee dei modelli.

Con l'avvento del fondo Investindustrial di Andrea Bonomi nel 2019 e la nomina di Massimo Fumarola come CEO da aprile 2022, si è aperta una nuova fase per Morgan. Fumarola, ex Lamborghini, vede Morgan come un produttore minore di auto di qualità, fatte a mano, senza tempo, non convenzionali e divertenti da guidare. L'obiettivo non è il mercato di massa, ma un volume sostenibile di 1.500 macchine all'anno. "Siamo i custodi dello slow-motoring", afferma Fumarola, cercando un equilibrio tra tradizione e innovazione per appassionare un pubblico più giovane, raffinato e internazionale, pur mantenendo il Regno Unito come mercato di riferimento.

Rolls-Royce: Lusso e Artigianato nell'Era Moderna

Se Morgan rappresenta l'essenza dell'artigianato automobilistico, Rolls-Royce incarna il lusso più sfrenato, anch'esso con un profondo rispetto per la tradizione e i materiali pregiati. La fabbrica Rolls-Royce a Goodwood, in Inghilterra, è uno dei posti più esclusivi al mondo, accessibile solo a personale altamente specializzato, clienti milionari o pochi giornalisti selezionati.

Esterno della fabbrica Rolls-Royce a Goodwood

Fondata qui dopo l'acquisizione del marchio inglese da parte di BMW, la Home of Rolls-Royce è operativa dal 2003, anno in cui è iniziata la produzione dell'iconica Phantom VII. Il progetto architettonico della fabbrica ha seguito linee precise, fondendosi con l'ambiente circostante: i suoi 17 ettari includono 400.000 alberi, arbusti e piante, diventando persino un rifugio per la fauna selvatica. Allo stesso tempo, la struttura rispecchia i valori e lo status del brand, con un ampio cortile anteriore che offre ispirazione ai designer e spazio ai fotografi per immortalare le auto, ciascuna delle quali un esemplare unico, prima della consegna ai clienti.

All'interno, la prima cosa che si nota è l'elegante reception, con l'ultima incarnazione della Phantom in bella mostra. Nel 2003, 200 persone producevano una sola vettura al giorno, la Phantom VII. Oggi, tutti i modelli Rolls-Royce, inclusa la Spectre elettrica, condividono la stessa linea produttiva. Ci sono 42 stazioni di lavoro, ognuna con un monitor che dettaglia le caratteristiche dell'auto in assemblaggio. Alcuni operatori sono veri e propri artigiani, oserei dire artisti, che seguono un percorso di crescita di 3 o 4 anni in diverse aree, imparando a operare in tutte le fasi della lavorazione. Di robot, in questa fabbrica, ce ne sono pochissimi.

Un elemento che risalta è il deposito dove sono conservati, a temperatura e umidità controllate, migliaia di pannelli di legno provenienti da tutte le parti del mondo, in attesa di essere lavorati. Questo testimonia l'importanza dei materiali naturali e dell'artigianato nella produzione di Rolls-Royce. La complessità e l'unicità di ogni modello rendono difficile stabilire il tempo di produzione, ma possono essere necessarie fino a 450 ore di lavoro, con clienti che possono attendere dai 6 mesi fino a 4 o persino 5 anni per la loro auto personalizzata.

La crescente domanda di veicoli personalizzati, unita alla complessità dei modelli e alla volontà di focalizzarsi sui veicoli elettrici, ha portato l'azienda a pianificare un ampliamento della sede, con lavori che inizieranno nel 2025 e nuove aree operative dal 2027. Dal 2030, tutte le Rolls-Royce saranno elettriche. Questa transizione è vista con favore dalla clientela Rolls-Royce, che oggi ha un'età media di 42 anni ed è più aperta all'elettrificazione. Inoltre, un cliente tipo percorre meno di 5.000 km annui con la propria auto, e una Rolls-Royce, per sua natura, si presta alla perfezione alla trazione elettrica, grazie alla sua silenziosità e fluidità.

Interno di una Rolls-Royce con finiture in legno pregiato

Il Super Legno: Una Rivoluzione nei Materiali Automobilistici

Parallelamente all'uso tradizionale del legno, il mondo dell'automotive sta esplorando nuove frontiere con materiali innovativi, tra cui il "super legno" giapponese, la nanofibra di cellulosa a base vegetale (CNF). Questa scoperta made in Japan promette di essere una svolta importante nella tecnologia dei veicoli elettrici, grazie alla sua leggerezza e resistenza.

Il CNF è leggero quanto un quinto del peso dell'acciaio, risultando cinque volte più resistente. Processato a partire dalla cippatura o dalla polpa di legno, la fibra di legno viene defibrata al livello nanoscopico, con dimensioni di alcune centinaia di micron. È il materiale ottenuto da biomassa più avanzato al mondo, derivato da fibre vegetali, con un impatto ambientale limitato nella sua produzione e smaltimento.

Le sue caratteristiche eccezionali includono un modulo elastico ad alta resistenza, paragonabile a quello della fibra aramidica (il Kevlar), una dilatazione termica pari a quella del vetro e un'elevata impermeabilità nei confronti dei gas. Inoltre, il super legno può essere stampato ad iniezione, come la plastica, per realizzare forme complesse. Secondo il ministero dell'ambiente giapponese, l'utilizzo di questo materiale ridurrà il peso delle automobili, i consumi e le emissioni di CO2 nell'ambiente.

Un progetto intrapreso in collaborazione con l'Università di Kyoto ha già realizzato un prototipo di supercar caratterizzato da superfici stealth e linee angolate, utilizzando il CNF nei pannelli della carrozzeria e negli interni. Questo prototipo di supercar di legno pesa il 10% in meno, dimostrando il potenziale di questo materiale per vetture più resistenti e leggere, eliminando importanti quantitativi di GHG (gas a effetto serra) dal ciclo di vita dell'auto.

Altri Esempi di Legno e Innovazione nel Regno Unito

L'interesse per il legno in ambito automobilistico non si limita alle auto di serie o ai prototipi futuristici. Joe Harmon, un industrial designer del North Carolina, si è ispirato al DH.98 Mosquito, un biposto multi-ruolo usato dall'aviazione inglese durante la Seconda Guerra Mondiale, per creare la prima e unica supercar di legno: "Splinter". Questa coupé a due posti, sebbene un magistrale esercizio di raffinatissimo artigianato, è dotata di un motore V8 da 600 cavalli che, sulla carta, le garantirebbe una velocità massima di addirittura 386 km/h.

Il telaio della Splinter è composto di sezioni tagliate singolarmente su misura e unite con rivetti. La carrozzeria, invece, è stata realizzata con una tecnica derivata dall'impiallacciatura, unendo più fogli in una sorta di tessuto sagomato, sufficientemente resistente e compatto da costituire la copertura esterna dell'abitacolo. Sebbene la Splinter sia un progetto unico, testimonia la versatilità e il fascino del legno come materiale per la costruzione automobilistica, spingendosi oltre i confini della produzione di massa per celebrare l'arte e l'ingegneria.

Il Fascino delle Auto Inglesi e il Ruolo del Legno

Il Regno Unito vanta una ricca tradizione automobilistica, con marchi che, pur evolvendosi, mantengono un forte legame con il passato e l'artigianato. Oltre a Morgan e Rolls-Royce, altri marchi storici come Austin Healey hanno fatto un uso significativo del legno nei loro interni, contribuendo all'eleganza e allo stile distintivo delle auto inglesi. Gianni Bondavalli, artista mantovano e appassionato di auto inglesi, descrive le Austin Healey come "capolavori assoluti" per la loro eleganza, stile e prestazioni, apprezzando in particolare il cruscotto di legno della sua MkIII.

Interni di una Austin Healey con cruscotto in legno

La storia della Austin Healey, a partire dalla collaborazione di Donald Healey con Austin negli anni '50, ha visto l'evoluzione di modelli che combinavano un design accattivante, come quello della Healey 100, con prestazioni sportive, grazie anche all'uso di materiali e tecniche all'avanguardia per l'epoca. Sebbene le modifiche nel tempo abbiano riguardato principalmente la meccanica, l'attenzione ai dettagli e all'eleganza degli interni, spesso impreziositi dal legno, è rimasta un tratto distintivo di molte auto sportive inglesi.

Marchi come Bentley, fondata nel 1919 e distintasi inizialmente per le performance a Le Mans, hanno poi abbracciato il settore del lusso, con limousine e grandi auto che spesso incorporano finiture in legno pregiato, sinonimo di raffinatezza e artigianalità. Anche Aston Martin, icona delle auto sportive legata a James Bond, e Lotus, famosa per la leggerezza e le prestazioni d'élite, pur non facendo un uso strutturale del legno come Morgan, valorizzano l'artigianato e l'attenzione ai dettagli che caratterizzano l'industria automobilistica britannica.

In un'epoca di crescente digitalizzazione ed elettrificazione, la capacità di marchi come Morgan e Rolls-Royce di mantenere vive le tradizioni artigianali, inclusa l'utilizzo del legno, pur abbracciando l'innovazione, rappresenta un unicum nel panorama automobilistico mondiale. Questo approccio non solo preserva un patrimonio culturale, ma offre ai clienti un'esperienza di guida e di possesso che va oltre il semplice mezzo di trasporto, trasformando l'auto in un'opera d'arte, un pezzo di storia su ruote.

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