Guida completa alla Rottamazione Quinquies: gestire le cartelle esattoriali e il bollo auto

La gestione dei debiti con il fisco rappresenta una sfida costante per milioni di cittadini. Dal 20 gennaio è possibile presentare la domanda per aderire alla rottamazione quinquies, ovvero la quinta pace fiscale, che permette di sistemare le pendenze con il fisco fino a fine 2023, senza pagare sanzioni e interessi. La cosiddetta rottamazione quinquies, il cui nome tecnico è definizione agevolata, è l’ennesima opportunità data agli italiani per estinguere i debiti da cartelle esattoriali del periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Come dice il nome stesso, si tratta della quinta pace fiscale, introdotta dal Governo Meloni, ma non riguarda tutti i debiti e non è automatica: per aderire servono requisiti precisi, una domanda formale e il rispetto delle scadenze di pagamento.

Ufficio dell'Agenzia delle Entrate Riscossione

Il funzionamento della Definizione Agevolata

La rottamazione quinquies, il cui nome tecnico è definizione agevolata, è uno strumento che permette di estinguere i debiti fiscali senza pagare sanzioni e interessi. Nella sua quinta versione rientrano i debiti derivanti da singoli carichi affidati all’agente della riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Il vantaggio principale della rottamazione quinquies è la possibilità di estinguere il debito senza dover versare le altre componenti della cartella esattoriale, che spesso con il tempo arrivano a cifre cospicue.

Il modo più sicuro per conoscere la propria posizione è richiedere il Prospetto Informativo sul sito dell’Agenzia delle entrate Riscossione. Questo documento elenca analiticamente le cartelle "rottamabili" e l'importo scontato da pagare. In alternativa si può accedere in area pubblica, compilando un form apposito e allegando un documento d’identità. Attenzione: decorsi i termini per aprire il link inviati, sia con accesso ad area pubblica che privata si dovrà presentare una nuova richiesta. Tramite la dichiarazione di adesione è possibile decidere di rottamare solo alcune cartelle. Infine, nella dichiarazione, bisogna indicare l'eventuale pendenza di giudizi relativi ai debiti da rottamare e rinunciarvi.

Procedura di adesione: Area Privata vs Area Pubblica

Se presenti la domanda in Area privata, devi loggarti con Spid, Cie o Cns e compilare il form. All’interno devi selezionare le cartelle di pagamento e gli avvisi di addebito dell'INPS che intendi inserire nella domanda di adesione. Se presenti la domanda in Area pubblica, devi compilare il form allegando un documento d’identità. In questo caso, il sistema ti mostra tutti i carichi pendenti, dovrai selezionare tu quelli che possono rientrare nella definizione agevolata e che intendi rottamare.

L’agenzia, sempre entro il 30 giugno, può comunicare l’eventuale diniego, indicando le motivazioni per le quali non è stata accolta la richiesta di rottamazione. La cartella si considera saldata al termine del pagamento delle rate scelte. L’Agenzia delle entrate Riscossione comunica entro il 30 giugno, oltre al totale complessivo dovuto, anche il piano rateale eventualmente richiesto in fase di presentazione della domanda. Si possono scegliere da un minimo di una rata a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, in pratica il debito viene spalmato su 9 anni.

Il pagamento delle somme dovute può essere fatto mediante domiciliazione sul conto corrente eventualmente indicato dal debitore o tramite moduli di pagamento precompilati, che l'agente della riscossione deve rendere disponibili sul proprio sito internet istituzionale. In questi casi i termini di prescrizione riprendono a decorrere, e i versamenti effettuati sono considerati a titolo di acconto sull'importo complessivamente dovuto in origine. Facciamo un esempio: se il contribuente versa la prima, la seconda e la quarta rata saltando la terza, al momento del versamento della quarta rata di fatto coprirà il debito della terza, senza che decada la rottamazione.

Infografica sulle scadenze dei pagamenti della rottamazione

Casi particolari: Tributi locali e multe

Alla rottamazione quinquies, si aggiunge la facoltà per i Comuni di emanare un proprio regolamento per permettere la rottamazione dei tributi locali di loro competenza, tra cui le multe stradali emesse dalla polizia municipale che sono escluse dalla definizione agevolata statale. Non è un segreto che le rottamazioni abbiano perso d’appeal e proprio per questo vengono rinnovate per spronare i debitori a versare quanto dovuto e non versato negli ultimi 25 anni.

È possibile effettuare anche il pagamento parziale della cartella di pagamento presso gli sportelli dell’Agente della riscossione e gli uffici postali oppure utilizzando i servizi di home banking della propria banca (se disponibili), previa compilazione in ogni sua parte del bollettino Mod. con bonifico sul conto corrente bancario intestato all’Agente della riscossione con indicazione obbligatoria, nella causale del pagamento, del numero della cartella di pagamento e del codice fiscale del debitore.

Focus: Il bollo auto e la sua gestione

Se anche tu in questi mesi hai ricevuto una cartella di pagamento Equitalia per il bollo auto non pagato, allora non puoi non leggere questo approfondimento. Cosa fare dopo che hai ricevuto la cartella di pagamento? Quando si prescrive il bollo auto? La prima cosa da fare se hai ricevuto una cartella di pagamento Equitalia per il bollo auto non pagato è verificare se effettivamente non hai pagato l’imposta richiesta e se la stessa è già prescritta.

Devi sapere che la prescrizione del bollo auto è più breve di quella degli altri tributi. In particolare, il bollo auto si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento. Perché si possa compiere la prescrizione, è necessario che l’Agenzia delle Entrate (o Equitalia) non abbia notificato al contribuente alcuna richiesta di pagamento. Altra cosa importante da sapere: il bollo auto non è più dovuto se è caduto in prescrizione.

Ma cosa fare se il bollo auto non è prescritto? Il suddetto decreto legge ha infatti previsto che è possibile procedere con la domanda di condono su interessi e sanzioni in tutte le regioni d’Italia. I contribuenti che decideranno di rottamare il bollo auto presentando l’apposita domanda a Equitalia potranno così godere dello stralcio di sanzioni e interessi di mora. La domanda per chiedere la rottamazione del bollo auto dovrà essere presentata con le modalità operative previste da Equitalia.

Documento di notifica cartella esattoriale

Strategie di pagamento e precedenti normativi

Chi intende aderire alla definizione agevolata pagherà l’importo residuo delle somme inizialmente richieste senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. È possibile quindi effettuare la scelta fra il pagamento in un’unica soluzione oppure quello dilazionato, barrando l’apposita casella. È prevista anche l’opzione di indicare il numero di rate prescelto, fino a un massimo di quattro, a seconda del decreto specifico di riferimento.

Ricordiamo che potranno aderire alla sanatoria anche i contribuenti che stanno usufruendo della rateizzazione a condizione però che le rate in scadenza vengano pagate. Coloro i quali hanno cartelle Equitalia a cui è stata accordata la rateizzazione, devono comunque pagare tutte le rate sino alla scadenza prevista. Una volta ottenuta da Equitalia la scaletta dei pagamenti da rispettare ci si concentrerà su quelli che si ritiene di poter sostenere abbandonando gli altri. In linea di principio si suggerisce di dare priorità all’IVA e alle ritenute d’acconto. Resta il fatto che occorrerà chiarire se l’abbandono di un ruolo per il quale si è chiesto il condono comporti anche la decadenza dalla precedente dilazione accordata.

Storicamente, il Decreto Legge n. 34/2019 (“Decreto Crescita”), convertito con modificazioni dalla L n. 58/2019, ha riaperto i termini per aderire alla Rottamazione-ter, fissando la scadenza per presentare la domanda di adesione. L’agevolazione ha interessato solo i debiti non ricompresi nelle dichiarazioni di adesione alla Rottamazione-ter già presentate. A seguire, il "Decreto Sostegni" (DL n. 41/2021), convertito con modificazioni, ha introdotto nuove misure. Tra i debiti oggetto dello “Stralcio” sono compresi anche quelli eventualmente presenti nei piani di pagamento della “Rottamazione-ter” di cui all’art. 3 DL n. 119/2018, all’art. 16-bis del DL n. 34/2019 e all’art. 1, commi da 184 a 198, della legge n. 145/2018. Queste evoluzioni normative dimostrano come il legislatore cerchi costantemente di bilanciare le esigenze di cassa dello Stato con la capacità contributiva dei cittadini, offrendo finestre temporali specifiche per regolarizzare posizioni debitorie pregresse.

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