L'Esclusione del DPF nei Motori VEA Volvo: Informazioni Approfondite e Considerazioni

Le moderne automobili diesel sono equipaggiate con un filtro antiparticolato (DPF), un componente cruciale progettato per migliorare l'efficacia della depurazione dei gas di scarico, riducendo le emissioni di polveri sottili (PM10). Questo sistema, sebbene fondamentale per la conformità alle normative ambientali, introduce dinamiche operative e potenziali problematiche che meritano un'analisi dettagliata, in particolare per i motori Volvo VEA.

schema funzionamento DPF

Il Funzionamento del Filtro Antiparticolato (DPF)

Durante il normale utilizzo del veicolo, le particelle di fuliggine contenute nei gas di scarico vengono catturate e accumulate all'interno del DPF. Per prevenire un intasamento eccessivo del filtro e mantenere la sua efficacia, si attiva periodicamente un processo chiamato "rigenerazione". La rigenerazione è un'operazione automatica che ha lo scopo di bruciare le particelle accumulate e svuotare il filtro.

Perché la rigenerazione avvenga correttamente, il motore deve aver raggiunto la sua normale temperatura di esercizio. In condizioni di guida normali, la rigenerazione si completa generalmente in 10-20 minuti. Tuttavia, se la velocità media è ridotta, il processo potrebbe richiedere più tempo. È importante notare che durante la rigenerazione, il consumo di carburante può aumentare leggermente. Si può anche avvertire una lieve riduzione temporanea della potenza del motore e, in alcuni casi, un odore di bruciato. Al termine della rigenerazione, i messaggi di avvertimento correlati vengono automaticamente cancellati.

Rigenerazione in Condizioni Climatiche Avverse o di Guida Particolare

Un fattore critico che influisce sulla capacità del DPF di rigenerarsi efficacemente è la temperatura del motore. Se l'automobile viene utilizzata frequentemente per brevi tragitti o in climi freddi, il motore potrebbe non raggiungere la temperatura di esercizio ottimale. In queste circostanze, la rigenerazione del filtro antiparticolato diesel potrebbe non attivarsi, portando a un progressivo accumulo di particelle e, di conseguenza, al mancato svuotamento del filtro.

Quando il filtro raggiunge circa l'80% della sua capacità di riempimento di particelle, il quadro comandi combinato visualizza un triangolo di avvertimento giallo e un messaggio informativo come "Filtro fuligg. pieno Vedere manuale". In questa situazione, per avviare la rigenerazione del filtro, è consigliabile guidare l'automobile, preferibilmente su una strada extraurbana o un'autostrada, fino a quando il motore non raggiunge la normale temperatura di esercizio. È fondamentale continuare a guidare l'automobile per almeno altri 20 minuti per consentire il completamento del ciclo di pulizia. L'utilizzo del riscaldatore di parcheggio può aiutare il motore a raggiungere più velocemente la temperatura di esercizio in climi freddi.

spia DPF accesa

È di vitale importanza prestare attenzione a questi segnali, poiché se il filtro si riempie completamente di particelle, può diventare difficile accendere il motore e il filtro smette di svolgere la sua funzione. In tali casi, la sostituzione del filtro potrebbe essere l'unica soluzione. Percorrere spesso tratti brevi a bassa velocità (o in climi freddi), senza che il motore raggiunga la normale temperatura di esercizio, può causare problemi che nel tempo possono provocare anomalie di funzionamento e un messaggio di avvertimento. Se un'automobile viene guidata principalmente nel traffico urbano, è importante guidare regolarmente anche a velocità più elevate per consentire la rigenerazione dell'impianto di depurazione dei gas di scarico.

Problematiche Comuni Relative al DPF e ai Motori VEA Volvo

Molti proprietari di veicoli diesel, inclusi i motori Volvo VEA, hanno segnalato problemi legati alla gestione del DPF. Uno dei problemi più frequentemente riscontrati è l'innalzamento del livello dell'olio motore, spesso osservato dopo un chilometraggio relativamente breve dal cambio dell'olio, ad esempio 3.000 km. Questo fenomeno è una diretta conseguenza delle post-iniezioni di gasolio effettuate dal motore durante le rigenerazioni. Parte di questo gasolio incombusto può finire nella coppa dell'olio, diluendolo.

Un altro sintomo di malfunzionamento può essere la frequenza eccessiva delle rigenerazioni. Monitorando il veicolo con strumenti diagnostici come Car Scanner, si può osservare che la macchina esegue rigenerazioni ogni 50-60 km, un intervallo molto più breve del normale. Questo può indicare un'inefficienza del sistema DPF o altri problemi sottostanti.

Cause e Soluzioni per i Problemi del DPF

Prima di concentrarsi direttamente sul DPF, è essenziale escludere altre potenziali cause di malfunzionamento. È consigliabile far controllare e pulire i sensori MAF (Mass Air Flow) e MAP (Manifold Absolute Pressure), verificando i contatti e l'assenza di malfunzionamenti. Anche i manicotti di mandata e uscita del turbo/intercooler dovrebbero essere ispezionati per eventuali fessurazioni, che a lungo andare possono comparire sotto forma di micro fessure difficili da individuare e che potrebbero alterare i parametri di funzionamento del motore. La pulizia del corpo farfallato è un altro intervento utile.

Una volta eliminate queste potenziali cause o se l'errore persiste, l'attenzione si sposta sul DPF. Le opzioni per la risoluzione dei problemi del DPF includono:

  • Pulizia forzata: Esistono attrezzature, come quelle della Wynn's, che permettono una pulizia forzata del DPF senza smontarlo dall'auto. Questa procedura prevede la scollegamento delle sonde di ingresso e uscita e l'utilizzo di tre prodotti specifici in sequenza. I parametri vengono misurati prima e dopo il trattamento per verificarne l'efficacia. Il costo di questa operazione si aggira intorno ai 200 euro e richiede circa tre ore di lavorazione.
  • Pulizia a "cuore aperto" o sostituzione: L'alternativa più radicale consiste nello smontaggio del DPF dall'auto (spesso un'operazione complessa data la sua posizione) e nel portarlo a un centro specializzato in rigenerazione DPF. Questa soluzione può costare circa 500 euro e richiede un fermo auto di circa tre giorni. In alcuni casi, la sostituzione del filtro con uno nuovo o rigenerato è inevitabile.

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È fondamentale indagare il motivo della frequente rigenerazione. Domande cruciali da porsi sono: la differenza di pressione tra ingresso e uscita del DPF è accettabile? La percentuale di intasamento residuo è accettabile? Esistono valori di riferimento della casa madre per questi parametri che possono essere verificati con strumenti diagnostici come Car Scanner. L'impostazione corretta dei parametri di configurazione di Car Scanner permette di visualizzare il dato della percentuale di riempimento del DPF.

Problemi con la Valvola EGR e Aggiornamenti Software

Il problema della valvola EGR (Exhaust Gas Recirculation) è fin troppo conosciuto sui nuovi motori D2 VEA di Volvo. Alcuni proprietari hanno riscontrato il problema intorno ai 11.000 km, inizialmente risolto con un semplice aggiornamento software. Tuttavia, la spia "check" può riaccendersi a causa del radiatore EGR. In questi casi, la sostituzione del radiatore EGR e dei relativi tubi, insieme a un nuovo aggiornamento software, viene proposta come soluzione definitiva. Alcuni utenti, tuttavia, esprimono dubbi sulla conformità di questi aggiornamenti ai parametri di omologazione originale, paventando un possibile "downgrade" a un "Euro 5 e 1/2".

La Questione della Diluizione dell'Olio Motore e l'Intervallo di Cambio

La diluizione dell'olio motore con gasolio, causata dalle post-iniezioni durante la rigenerazione del DPF, è un aspetto critico. Quando la diluizione dell'olio motore raggiunge una determinata percentuale (generalmente tra il 7% e il 10%), si accende una spia che indica la necessità di cambiare l'olio, spesso ben prima del raggiungimento del chilometraggio previsto dalla manutenzione programmata.

Questo solleva interrogativi sugli intervalli di cambio olio raccomandati dalle case automobilistiche. Sebbene 8-10.000 km per la sostituzione dell'olio possano sembrare pochi o tanti, ogni motore ha una storia a sé. Le variabili sono numerose: la qualità del carburante, lo stile di guida, il contesto operativo (percorsi e luoghi di stazionamento), il clima, le temperature e persino lo stato dell'olio precedente. Se l'olio precedente era molto sporco, la semplice aggiunta di olio nuovo in un ambiente contaminato potrebbe non essere sufficiente senza idonei lavaggi con prodotti specifici.

È un dato di fatto che un olio pulito è fondamentale per la longevità del motore, come il sangue buono per il nostro organismo. L'efficienza di un motore diesel, ad oggi, rimane inarrivabile da qualsiasi altra configurazione, ma richiede una gestione attenta del sistema di depurazione.

DPF: Benefici Ambientali e Controversie

Indubbiamente, il DPF abbatte le emissioni inquinanti delle polveri sottili (PM10) prodotte dai motori diesel, intrappolandole al suo interno. Tuttavia, il filtro deve essere periodicamente pulito tramite il processo di rigenerazione, che brucia le polveri sottili ad alte temperature. Questo processo, però, produce delle nano-particelle molto più dannose delle PM10, poiché maggiormente assimilabili dalle vie respiratorie.

Per questa ragione sono nate diverse controversie circa l'effettiva utilità del filtro antiparticolato. Si può infatti supporre che il DPF riduca l'emissione di polveri sottili, ma la sua rigenerazione può produrre un danno maggiore di quello per cui è stato progettato.

confronto emissioni DPF

L'Esclusione del DPF: Un Dibattito Complesso

L'esclusione del DPF, spesso accompagnata dalla chiusura della valvola EGR e da una rimappatura della centralina, è un'opzione considerata da alcuni proprietari per risolvere in modo "definitivo" i problemi legati a questi sistemi. Questa pratica, sebbene tecnicamente possibile, solleva questioni legali, etiche ed ecologiche significative.

L'Iter dell'Esclusione: L'intervento di esclusione del DPF prevede la modifica del software della centralina motore per consentire la gestione di un filtro non originale o di un filtro originale modificato nel funzionamento. Ciò può essere accompagnato da un intervento meccanico sul filtro, ad esempio aprendolo e inserendo un tubo per bypassarne la funzione, lasciando però il catalizzatore. Per le auto Euro 6 e quelle con AdBlue, alcuni propongono l'uso di emulatori per il FAP/DPF e per l'AdBlue, al fine di evitare problemi durante la revisione.

Vantaggi Percepiti dell'Esclusione:

  • Niente più accensione di spie di avaria legate al DPF.
  • Nessuna diluizione dell'olio motore con gasolio.
  • Potenziale aumento della longevità del motore.
  • Recupero delle prestazioni del motore (il DPF viene percepito come un "tappo mangiacavalli").
  • Risparmio sui costi di un pezzo originale e sulla manutenzione del DPF.

Rischi e Controindicazioni dell'Esclusione:

  • Illegalità: Rimuovere il DPF o modificarne il funzionamento è un'operazione illegale. In caso di controlli, il veicolo potrebbe essere sequestrato e si potrebbero incorrere in sanzioni significative.
  • Problemi alla revisione: Sebbene alcuni preparatori affermino di poter aggirare i controlli della revisione, i sistemi di controllo delle emissioni sono in continua evoluzione e sempre più sofisticati.
  • Complessità tecnica: Trovare un operatore serio e competente che riesca a ottenere una taratura ad hoc dei vari elementi (immissione gasolio, aria, azione turbina) è difficilissimo. Un lavoro mal fatto può portare a grossi vuoti di potenza, problemi di recovery e persino a danni al motore.
  • Impatto ambientale: Nonostante le controversie sulle nano-particelle, la rimozione del DPF annulla completamente i benefici ambientali per cui è stato progettato, aumentando drasticamente le emissioni di PM10.
  • Esperienze negative: Alcuni utenti hanno riportato esperienze negative dopo il "defap", con auto che presentavano problemi di potenza e andavano in recovery senza dare errori in centralina, rendendo difficile la diagnosi e la risoluzione.

Evoluzione dei Sistemi Antiparticolato

Con l'avvento dell'Euro 4 e l'introduzione del filtro antiparticolato, i costruttori hanno esplorato un mondo nuovo, e la sperimentazione è stata spesso fatta sulle spalle degli utenti, che si sono trovati ad affrontare spese considerevoli per problemi fino ad allora sconosciuti. Con l'Euro 5, il sistema si è tecnicamente evoluto. In questo contesto, i filtri sono diventati leggermente più efficaci grazie a soluzioni migliorate e meno costose, e sono cambiate le valvole EGR e le impostazioni delle centraline per la gestione delle temperature di scarico e la rigenerazione deNOX.

differenze normative Euro

I proprietari più "evoluti" hanno imparato che il diesel non è la scelta migliore per brevi tragitti in città e si sono dotati di sistemi di rilevamento dei cicli di rigenerazione, utilizzando i diesel con maggiore efficacia. Con l'Euro 6, gli impianti di scarico sono stati ulteriormente rivoluzionati, con un'attenzione ancora maggiore alla riduzione delle emissioni inquinanti. Tuttavia, la gestione di questi sistemi rimane complessa, e la consapevolezza da parte dell'utente è fondamentale per prevenire problemi e garantire la longevità del veicolo.

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