Nonostante i notevoli progressi nella tecnologia dei pneumatici, inclusa l'introduzione dei modelli runflat, la foratura di una gomma rimane un inconveniente ricorrente per l'automobilista. Questa problematica è spesso aggravata dal mancato rispetto della corretta pressione di gonfiaggio, un fattore che incrementa significativamente il rischio. Comprendere come riconoscere una foratura, come intervenire in sicurezza e quali sono le opzioni di prevenzione e riparazione è fondamentale per ogni conducente.
Riconoscere una Foratura Durante la Guida
Il primo passo per gestire una foratura è riconoscerla tempestivamente mentre si è al volante. Se si avverte una strana vibrazione al volante e l'auto tende a "tirare" da una parte invece di procedere diritto, è molto probabile che un oggetto tagliente o appuntito, come chiodi, viti o ritagli di lamiera, si sia frapposto tra il battistrada e l'asfalto. In questi casi, la sfortuna si manifesta in modo tangibile, compromettendo la stabilità e la sicurezza del veicolo.
La Sicurezza Prima di Tutto: Cosa Fare in Caso di Foratura
Una volta riconosciuta la foratura, la priorità assoluta è garantire la propria sicurezza e quella degli altri utenti della strada. È indispensabile fermare il veicolo in un punto sicuro, che non sia pericoloso o di intralcio per il traffico, e su un terreno piano e stabile - dunque non su terra, sabbia o neve. Prima di scendere dall'auto, è necessario indossare il giubbino catarifrangente e azionare le "quattro frecce" per segnalare la propria presenza. In caso di traffico particolarmente difficile o in situazioni di rischio elevato, specialmente in autostrada, è consigliabile chiamare l'assistenza stradale. Questa può segnalare adeguatamente la vostra presenza durante la sostituzione dello pneumatico o trasportarvi in un'area di sosta sicura dove effettuare il cambio della gomma.

Tempo, Costo e Difficoltà della Sostituzione dello Pneumatico
Sostituire una gomma è un'operazione mediamente semplice se si seguono alcuni accorgimenti. L'intervento richiede dai 15 ai 30 minuti e, come molti avranno scoperto se gli è già capitato, la maggior parte del tempo potrebbe essere impiegata a localizzare dove si trovano la ruota o il ruotino di scorta, gli attrezzi, il cric e il punto di sollevamento nella parte inferiore della scocca. Il primo consiglio è quindi quello di leggere almeno una volta tutte queste informazioni sul libretto di uso e manutenzione della vettura, per evitare di doverlo fare in condizioni scomode a patatrac avvenuto.
Di per sé, cambiare una gomma non ha un costo diretto. La spesa consiste piuttosto nella riparazione del pneumatico forato, operazione che presso i gommisti costa circa 10 euro. Già che ci si reca a far riparare la gomma forata, è opportuno approfittarne per fare eseguire convergenza ed equilibratura, operazioni che complessivamente costano circa altri 10 euro. Con questa piccola somma si avrà la certezza di guidare una vettura più stabile e comoda.
Come si cambia la ruota dell'auto
Guida Passo-Passo per la Sostituzione della Ruota
Prima di procedere alla sostituzione del pneumatico, è fondamentale seguire una serie di passaggi per garantire la sicurezza e l'efficacia dell'operazione.
- Immobilizzare il veicolo: Inserire il freno di stazionamento e assicurarsi che anche la prima marcia sia ingranata per prevenire movimenti accidentali dell'auto.
- Segnalazione: Azionare le quattro frecce, indossare il giubbino di sicurezza e posizionare il triangolo di segnalazione a 50 metri dall'auto (circa 70 passi), per avvisare gli altri veicoli.
- Preparazione degli attrezzi: Prendere gli attrezzi necessari per cambiare la ruota: guanti, cric e chiave inglese. La ruota di scorta o il ruotino di scorta si trovano solitamente nel portabagagli e per estrarli è necessario svitare la vite di sostegno.
- Allentamento dei bulloni: I bulloni vanno svitati - sempre in senso antiorario - con l'auto ancora non sollevata da terra. Per non sforzarsi troppo si può sfruttare il peso del corpo. Non estrarre i bulloni del tutto, ma allentarli solamente.
- Posizionamento del cric: Preparare il cric e posizionarlo in posizione stabile sotto il montante della vettura, in prossimità del punto indicato sulla scocca dell'auto dalla casa costruttrice. Nel dubbio, controllare il libretto di uso e manutenzione per evitare danni.
- Sollevamento dell'auto: Alzare il cric, stando accorti che rimanga in posizione perpendicolare al terreno e che il sollevamento dell'autovettura avvenga in totale sicurezza. Se si nota instabilità, abbassare nuovamente l'autovettura e riposizionare il cric. Sollevare l'auto fino all'altezza che permetta di togliere la ruota forata con facilità e in sicurezza, lasciando circa 5 cm tra il battistrada e l'asfalto.
- Sostituzione della ruota: Sostituire la ruota forata con quella di scorta, assicurandosi che questa sia perfettamente combaciante con il mozzo.
- Serraggio dei bulloni: A questo punto si possono serrare i bulloni, seguendo il canonico ordine "a croce", un accorgimento che serve a distribuire le forze, evitando deformazioni al cerchio e ai bulloni stessi. Il serraggio si può completare dopo aver riportato l'auto a contatto con il suolo, aiutandosi, ma senza esagerare, ancora con il peso del corpo.

Consigli Utili per l'Automobilista
Per affrontare al meglio una foratura e prevenire problemi, è bene tenere a mente alcuni suggerimenti pratici:
- Controllo della ruota di scorta: Ricordarsi di controllare periodicamente anche la pressione della ruota o del ruotino di scorta. Scoprire che è sgonfio all'ultimo momento può essere una brutta sorpresa. È consigliabile gonfiare la ruota di scorta ad una pressione leggermente superiore, poiché non venendo utilizzata, tende a sgonfiarsi più rapidamente.
- Guanti da lavoro: Tenere sempre nel bagagliaio un paio di guanti da lavoro. Eviterà di sporcarsi e graffiarsi le mani e, nella stagione fredda, di congelarle a contatto con il metallo degli attrezzi e dei cerchi.
- Familiarità con il veicolo: Prima di guidare qualsiasi vettura, controllare sul libretto di uso e manutenzione dove si trova la ruota di scorta, spesso non è facile trovarla. I costruttori usano infatti collocazioni e meccanismi di sgancio differenti che a volte sono dei veri e propri rompicapo. Dare un'occhiata al libretto d'uso e manutenzione almeno una volta eviterà di perdere tempo in situazioni di emergenza.
Tipi di Danni agli Pneumatici e le Loro Cause
I danni agli pneumatici dovuti all'uso sono un problema che ogni automobilista, prima o poi, può trovarsi ad affrontare. Alcuni sono banali, mentre altri rappresentano un vero pericolo durante la guida. Fortunatamente, molti di essi possono essere evitati seguendo alcune regole di base. I danni da utilizzo degli pneumatici si verificano con l'uso dello pneumatico nel tempo e non sono il risultato di errori di fabbricazione, ma piuttosto di eventi occasionali durante la guida o dell'invecchiamento.
Le cause dei difetti possono essere molteplici:
- Sovraccarico del veicolo: Ogni pneumatico ha un proprio indice di carico. Il superamento di tale indice può causare gravi danni, fino allo scoppio dello pneumatico.
- Pressione non conforme: È una delle cause più comuni di danni derivanti dall'uso. Molti automobilisti non controllano regolarmente la pressione degli pneumatici, con conseguenti cali di pressione. Sia una pressione troppo bassa che un valore troppo alto possono causare difetti negli strati interni e gravi danni.
- Foratura causata da un chiodo o da un altro oggetto appuntito: Questa è una causa che spesso sfugge al controllo del conducente. L'oggetto può rimanere conficcato nello pneumatico senza causare una rapida perdita di pressione, rendendo difficile accorgersi subito del problema.
- Superamento brusco di un cordolo o di una buca: Il superamento di un cordolo ad alta velocità può causare il cedimento della parte interna dello pneumatico. Le elevate forze che agiscono sulla corda o sull'intreccio ne causano la deformazione. Anche il parcheggio in parallelo può provocare un taglio o un'abrasione.
- Montaggio errato: Uno pneumatico troppo grande o troppo piccolo non si appoggia correttamente sul cerchio. Anche qualora sia possibile montarlo, può causare una perdita di pressione e una rapida deformazione della struttura.
- Danni dovuti all'invecchiamento: Con il tempo, la gomma perde le sue proprietà. Si degrada e diventa più fragile, causando la comparsa delle cosiddette crepe da invecchiamento.
I Danni Più Comuni: Dal Chiodo alla Bolla
Esistono molti difetti che possono comparire sulla gomma durante l'uso. Alcuni sono innocui, mentre altri, come i rigonfiamenti sullo pneumatico, rendono la gomma inutilizzabile. È importante conoscere le potenziali conseguenze dei danni per reagire tempestivamente ed evitare rischi inutili.
Un Chiodo Nello Pneumatico: Le Classiche Forature
Capita spesso che, durante la guida, un automobilista non si accorga di un chiodo o di un altro oggetto appuntito. Un chiodo conficcato nella gomma, di solito, non provoca un'improvvisa perdita di pressione, quindi in un primo momento è difficile accorgersi della presenza di un corpo estraneo nel battistrada. Tuttavia, si può notare che lo pneumatico perde aria un po' più velocemente del solito. Questo tipo di danno, fortunatamente, non è solito provocare un indebolimento significativo della struttura della gomma, a meno che non venga ignorato. A volte capita che l'elemento appuntito non rimanga all'interno dello pneumatico, causando una perdita d'aria molto più rapida. In questo caso risultano utili i kit di riparazione, che possono aiutare a risolvere i danni minori allo pneumatico e a raggiungere il gommista più vicino.
Non vi sono dubbi sul fatto che gli oggetti metallici più grandi, compresi i chiodi, devono essere rimossi presso un'officina di vulcanizzazione. Dopo la loro estrazione, solitamente, l'aria comincia a fuoriuscire dallo pneumatico. Il gommista provvederà a riparare immediatamente la gomma. L'intervento, infatti, è quasi sempre possibile e non rappresenta un grosso problema per un professionista esperto. Il servizio non è costoso, quindi non vale la pena di lesinare risorse. Cercando di rimuovere da soli il "corpo estraneo" e di pompare l'aria in una gomma che non tiene, si rischia di danneggiare la struttura dello pneumatico. Ciò, a sua volta, renderà impossibile la riparazione futura.
Lasciare oggetti metallici (ad es. chiodi) nella gomma per un lungo periodo può essere molto pericoloso. Durante una brusca frenata, possono impigliarsi in un avvallamento del manto stradale e bloccare per qualche istante la ruota (nonostante il sistema ABS sia in funzione). Il risultato è uno pneumatico "appiattito" e non più utilizzabile. Raggiungere l'officina più vicina con una gomma così danneggiata è molto problematico. Per questo motivo, è meglio passare subito alla ruota di scorta e, se questa manca, guidare molto lentamente. La guida a 50 km/h con uno pneumatico danneggiato in tal modo risulta già molto gravosa. A 90 km/h, l'auto può essere trascinata bruscamente verso un lato (come in una sbandata sul ghiaccio), con il rischio di un incidente dagli effetti potenzialmente tragici.
Danneggiamento Laterale dello Pneumatico (Cordolo)
Il fianco dello pneumatico è un'area particolarmente sensibile. Per questa ragione, il suo danneggiamento rende spesso necessaria la sostituzione della gomma. Non vale la pena aspettare, perché un ritardo può causare lo scoppio dello pneumatico, con la conseguente perdita di controllo ad alta velocità.
- Pneumatico danneggiato lateralmente (taglio): Si verifica quando il fianco dello pneumatico entra in contatto con un oggetto tagliente, nella maggior parte dei casi il bordo di un cordolo o di un'altra superficie. Questo tipo di danno può essere riparato solo se è molto superficiale e deve essere effettuato da un professionista esperto. Uno pneumatico con il fianco tagliato non dovrebbe più essere utilizzato.
- Abrasione laterale dello pneumatico: Come nel caso di un taglio, la causa più comune di abrasione è il contatto tra lo pneumatico e un cordolo, solitamente durante un parcheggio parallelo. Per fortuna, nella maggioranza dei casi, le abrasioni non sono pericolose e, se di lieve entità, non dovrebbero costituire un rischio. Tuttavia, vale la pena di controllarle.

Un danno che può verificarsi anche sul fianco della gomma è il caratteristico rigonfiamento. Anche se la pressione interna viene mantenuta, questo difetto è uno dei più pericolosi. In caso di foratura improvvisa del rigonfiamento, lo pneumatico può scoppiare. Questo fenomeno, estremamente pericoloso, porta spesso alla perdita improvvisa del controllo del mezzo. Pertanto, questo tipo di danno rende la gomma inutilizzabile. Tanto più che uno pneumatico con un rigonfiamento anomalo non è riparabile.
Danni al Battistrada e Crepe da Invecchiamento
Il battistrada è la parte dello pneumatico più esposta alle sollecitazioni. Per questa ragione, con il tempo, si consuma naturalmente, diventa sempre più sottile, e non offre più le prestazioni che aveva subito dopo l'acquisto. A volte, però, si verificano danni anomali, come una lacerazione della gomma. Queste situazioni si verificano, ad esempio, quando si montano pneumatici invernali a mescola morbida e il conducente guida ad alta velocità su percorsi con curve strette. Questi tipi di difetti, tuttavia, non causano grandi pericoli.
Anche l'età gioca un ruolo importante. Con il passare degli anni, la gomma marcisce, causando la comparsa delle cosiddette crepe da invecchiamento dello pneumatico. Si tratta di piccole fessurazioni che compaiono sul fianco o sulla superficie del battistrada. La struttura diventa sempre più debole, fino a costituire un fattore di rischio per la guida. Per questa ragione, è consigliabile sostituire gli pneumatici ogni 5 anni circa. Anche uno pneumatico crepato rappresenta un grave problema. In questo caso, però, tutto dipende dall'entità del danno. Un danno lieve non è un problema grave, ma un danno più esteso rende necessario l'acquisto di un nuovo pneumatico.
Prevenzione dei Danni agli Pneumatici
La prevenzione dei danni agli pneumatici consiste nell'utilizzarli correttamente e nel prestare la dovuta attenzione alla guida. Seguendo le regole, si riduce notevolmente il rischio di danneggiare gli pneumatici e di doverli sostituire con gomme nuove, anche se il battistrada è ancora in buone condizioni. Ovviamente, nessuno è del tutto immune alla sfortuna, e, nonostante l'attenzione al volante, può sempre capitare di passare su un chiodo con una traiettoria tale da forare il fianco dello pneumatico. Tuttavia, ci sono diversi fattori che dipendono esclusivamente dal guidatore.
Uno dei fattori chiave da considerare è la corretta pressione degli pneumatici. Sia una pressione troppo bassa che un valore troppo alto possono causare danni agli pneumatici. Pertanto, è sempre consigliabile controllare regolarmente la quantità d'aria, preferibilmente con manometri (ad esempio presso i compressori delle stazioni di servizio). Lo stile di guida e le condizioni stradali hanno un grande impatto sulla durata delle gomme. Gli automobilisti non hanno alcuna influenza sulle condizioni del manto stradale, ma possono cercare di evitare le aree danneggiate e le irregolarità. Se una buca è inevitabile, si può attraversarla a bassa velocità. Entrando in una buca è molto più facile danneggiare i fianchi che la superficie del battistrada, con il risultato di un anomalo rigonfiamento laterale, tale da rendere la gomma inutilizzabile.

Ricordarsi di fare attenzione ai cordoli! È meglio non parcheggiare mai sul marciapiede e, se non c'è un'alternativa, si dovrà salirci sopra delicatamente con tutta la superficie frontale delle ruote. L'impatto dei cordoli è più dannoso per la struttura dello pneumatico di quanto possa sembrare a prima vista, come dimostrato dalle immagini radiografiche. Per questo motivo i danni agli pneumatici, in molti casi, non sono immediatamente visibili. Si manifestano solo quando si guida ad alta velocità.
Lo stato delle gomme deve essere controllato regolarmente per verificare la presenza di danni, crepe e rigonfiamenti. È buona norma rimuovere regolarmente sassolini e altri piccoli oggetti rimasti intrappolati nelle scanalature del battistrada. Per eseguire quest'operazione, non utilizzare oggetti affilati come coltelli o cacciaviti, perché potrebbero danneggiare la gomma. Gli utensili smussati in legno e plastica sono i più adatti a quest'operazione.
La Frequenza delle Forature e le Loro Cause
Nonostante l'evoluzione tecnica nella progettazione e nella produzione degli pneumatici, che ha portato a mescole e disegni del battistrada sempre più efficienti, la foratura delle gomme resta uno degli incubi, anche se non il peggiore, degli automobilisti. Un'indagine Ipsos, commissionata da Nokian Tyres, ha preso in esame un campione di automobilisti europei nell'arco di 5 anni e quello che è emerso è che almeno 4 su 10 hanno forato un minimo di 1 o 2 volte. Se bucare uno pneumatico è un evento che si verifica con la stessa diffusione in quasi tutti i paesi, gli automobilisti tedeschi sono quelli più "fortunati": ben il 69% non ha mai forato. Merito forse delle strade più pulite e più controllate? O di un utilizzo più oculato del veicolo e di una più attenta manutenzione quotidiana dell'auto e, più nello specifico, dello pneumatico dell'auto?
Infatti, se è vero che anche le gomme nuove possono bucarsi, a causa di oggetti affilati che si conficcano all'interno della scanalatura e spingono attraverso il belt package, è altrettanto vero che, a prescindere dall'età dello pneumatico, è la bassa pressione ad incrementare il rischio di foratura, soprattutto per gli impatti sul fianco della gomma stessa. In generale si può dire che gli automobilisti europei sono poco attenti allo stato delle gomme: mediamente solo uno su tre nel corso dell'anno procede con regolarità al controllo della pressione degli pneumatici e solo uno su quattro si ricorda di verificare lo stato degli pneumatici dell'auto prima di affrontare un lungo viaggio.
Senza necessità di scomodare l'Ipsos, è sotto gli occhi di tutti che la maggiore frequenza di forature si ha quando piove (semplice sfortuna che si accanisce contro l'automobilista qualunque) e in estate. Verrebbe da chiedersi se sia il caldo ad aumentare il rischio. Se da un lato l'aumento della temperatura può essere all'origine di uno sgonfiamento della gomma (che a sua volta, come appena detto, rende più facile la foratura), dall'altra è altrettanto vero che durante i mesi estivi si percorrono molti più km, in meno tempo, rispetto al resto dell'anno e, allo stesso tempo, su strade e autostrade c'è una maggiore concentrazione di lavori di manutenzione del fondo stradale (con conseguente abbandono, accidentale di detriti sull'asfalto).
Limitare i Danni: Guida Attenta e Manutenzione
Vista così, sembra che sia impossibile evitare del tutto le forature degli pneumatici dell'auto. Ed effettivamente questo è innegabile. L'automobilista, tuttavia, può cercare di minimizzare i rischi, tramite una guida più attenta, soprattutto in prossimità dei cantieri stradali o in prossimità di cordoli e marciapiedi e grazie ad una manutenzione periodica delle gomme. A questo proposito basta ricordare che una pressione dello pneumatico più bassa del 20% accorcia la vita dello stesso del 50%. Chi non monta le gomme quattro stagioni, dovrebbe portare la pressione degli invernali più alta di 0,2 - 0,3 bar rispetto a quella degli estivi (prendendo come punto di riferimento le indicazioni fornite dalla casa costruttrice e indicate nel libretto di manutenzione del veicolo). A prescindere dalla stagionalità della gomma, poi, la pressione va incrementata all'aumentare del carico del veicolo. Diversamente, infatti, il fianco dello pneumatico dell'auto tenderà a curvarsi verso l'esterno, il che lo renderà più suscettibile ai danneggiamenti. Per chi abbia acquistato un veicolo di recente, un aiuto in questo senso verrà dal sistema Tyre Pressure Monitoring System (TPMS), che avviserà l'automobilista nel momento in cui la pressione dovesse scendere al di sotto della soglia di sicurezza.
Tecnologie Anti-Foratura e Soluzioni Future
In attesa del debutto sul mercato di pneumatici che siano effettivamente "impossibili da bucare", al momento non esistono coperture totalmente immuni alle forature per via della loro stessa conformazione, ma soltanto soluzioni in grado di "gestire" le forature, che sono più o meno inevitabili per gomme che contengono aria al loro interno.
Si può puntare ad esempio su pneumatici rinforzati, in maniera particolare gli automobilisti che percorrono con una certa frequenza tratti off-road nei quali i rischi di foratura sono più frequenti, in cui i fianchi sono maggiormente robusti, ma la copertura nel suo insieme non può certo definirsi immune alle forature.
Pneumatici Runflat
I pneumatici runflat sono quelli in grado di resistere alle forature: la perdita di pressione interna viene compensata dalla robustezza delle spalle della gomma che sorreggono il veicolo. Per tale ragione, è limitato a 80 il numero di chilometri che si possono percorrere con una foratura in atto - così come la velocità massima, 80 km/h - tuttavia sufficienti per raggiungere la propria officina di fiducia ed evitare di rimanere fermi a bordo strada aspettando i soccorsi.
Sistema Seal Inside di Pirelli
Diverso il funzionamento del sistema Seal Inside, brevettato da Pirelli, che in sostanza ripara la foratura dall'interno a seguito della penetrazione di un corpo estraneo nella gomma, grazie a uno strato di mastice sigillante collocato al di sotto del battistrada.
Le gomme runflat o con tecnologia Seal Inside sono sicuramente un valido supporto, ma non mettono del tutto al riparo l'automobilista in caso di forature. Ecco perché alla fine la soluzione più funzionale è rappresentata dal ruotino di scorta, che con una spesa contenuta - al contrario di prodotti tecnologicamente evoluti come i seal inside o i runflat, che richiedono un esborso importante - permette di avere un dispositivo che può essere sempre usato, e pure riutilizzato, nell'eventualità di una foratura, eliminando il rischio di dover rimanere fermi poiché il danno alla gomma è notevole e l'unica strada percorribile è la sua sostituzione. In molte auto, oggi, non c'è più il ruotino, bensì il kit di riparazione: estremamente più comodo, necessita però di un po' di pratica. Meglio quindi non farsi trovare impreparati e provarlo a casa, prima di affrontare il viaggio.
Il Pneumatico Uptis di Michelin: Una Rivoluzione Senza Aria
La rivoluzione nel settore degli pneumatici, come spesso accade, l'ha portata Michelin presentando nel 2019 un prodotto avveniristico: il pneumatico Uptis, senza aria al suo interno, e perciò impossibile da bucare. Nel corso del 2021 sono iniziati i test su strada, un passo avanti importante nello sviluppo della gomma, anche se al momento non è possibile fornire informazioni certe circa il suo lancio ufficiale sul mercato.
Ma come funziona il rivoluzionario Uptis? La sua caratteristica peculiare si può evincere già dal nome, che è l'acronimo di Unique Puncture-proof tyre system, ovvero una gomma a prova di foratura poiché non contiene aria al suo interno. Uptis di Michelin si presenta come una gomma "vuota", infatti non contiene aria e a sorreggerla sono semplicemente i materiali di cui è composta (altamente resistenti) e il design con cui è realizzata, attraverso la stampa in 3D, studiato per garantire aderenza pur non adottando le soluzioni classiche che contraddistinguono gli attuali pneumatici.
Al momento siamo davanti ad un prototipo che nel corso di quest'anno ha affrontato i primi test in strada, tuttavia appare chiaro che lo sviluppo tecnologico porterà sempre più a soluzioni di questo tipo, abbandonando le gomme auto come le abbiamo conosciute fino ad oggi. Secondo la road map tracciata da Michelin, entro il 2024 il suo Uptis dovrà diventare un dispositivo standard, utilizzabile su larga scala per le automobili di tutti i giorni.
Al momento non è possibile fare previsioni, tuttavia Michelin punta a sostituire l'attuale generazione di pneumatici con questo modello rivoluzionario, per cui un suo impiego su larga scala presuppone un contenimento del costo finale. Infatti, sebbene i materiali adottati siano all'avanguardia e altamente tecnologici, sono anche riciclabili per cui al termine del ciclo vitale della gomma possono essere riutilizzati. Questo permette non solo una riduzione dei costi di lavorazione, ma anche un minor ricorso alle materie prime e in ultima analisi una diminuzione dei pneumatici giunti a fine vita da smaltire, per cui un prezioso vantaggio pure a livello ambientale. I risultati dei primi test sul nuovo pneumatico Uptis sono stati decisamente incoraggianti, dato che le performance sono già paragonabili a quelle delle coperture ora in uso, ma con il vantaggio che non può essere forato ed è capace di garantire una longevità decisamente superiore. Non solo, sono già disponibili anche i primi video su questo rivoluzionario prodotto utilizzato sulle normali strade, quindi dovendo fare i conti con buche e soprattutto coi bordi dei marciapiedi. Il principale aspetto negativo emerso finora è che, almeno allo stato attuale delle cose, non è possibile sostituire il cerchio fornito in dotazione con il pneumatico, per cui si dovrà acquistare la ruota completa (gomma più cerchione, appunto) e sono azzerate le opzioni di personalizzazione.
Pneumatici Danneggiati dalle Buche Stradali e il Risarcimento
In molti territori del nostro Paese le strade sono purtroppo molto dissestate, tanto da far pensare a uno scenario di guerra nei casi peggiori. In molte zone, i Comuni hanno preferito ovviare a questo problema abbassando notevolmente i limiti di velocità "per strada dissestata", invece che riparare il problema: una soluzione decisamente più economica, ma che comunque non basta a evitare incidenti e danni alle auto. Il danno a gomme, cerchi o sospensioni per buca stradale è un caso più frequente di quanto si pensi, e soprattutto è un caso in cui si può chiedere il risarcimento. Oltre a questo, la buca può provocare danni seri alle sospensioni: finalizzate ad attutire gli impatti e a rendere il più possibile agevole la guida, potrebbero venire disallineate da un duro colpo e quindi non assorbire più gli urti e i rimbalzi, rendendo la guida molto meno confortevole.
Come abbiamo anticipato, se la gomma della nostra auto è danneggiata da una buca stradale si può chiedere il risarcimento. Il testo di riferimento è l'articolo 2051 del Codice Civile, che recita quanto segue: "Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito". La custodia si definisce in base al potere di vigilanza e controllo esercitato sulla cosa, che può essere sia diritto, ma anche solo di fatto. Restando sempre in tema normativo, un altro testo a cui bisogna fare riferimento è il Codice della Strada. Quando guidiamo, dobbiamo prestare molta attenzione al tratto stradale percorso, alla segnaletica e ai limiti di velocità. Infatti, è possibile che la gomma della nostra vettura si danneggi se, saltando su un dosso, un chiodo di fissaggio rialzato squarcia lo pneumatico. Più evidente è l'eventualità di una gomma bucata perché è "precipitata" in una buca stradale. In genere, visto il rumore e lo sbalzo che faremmo, di questo incidente ce ne si accorge subito.
Abbiamo detto che l'onere della prova spetta al conducente dell'auto, anche se l'articolo 2051 del Codice Civile spiega bene che "ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito". Insomma, la normativa imputa la responsabilità oggettiva al custode della cosa, in questo caso il custode della strada, ma all'automobilista che ha bucato per causa di quella cosa mal custodita spetta l'onere della prova. È un paradosso? Abbiamo detto che il conducente ha bisogno di prove e indizi per chiedere il risarcimento del danno causato dalla buca stradale. Abbiamo anche citato più volte cosa dice l'articolo 2051 del Codice Civile, per il quale la responsabilità oggettiva decade nel momento in cui si prova il caso fortuito. Ma cosa s'intende per caso fortuito?
Ora, a chi spetta la dimostrazione di questo "caso fortuito"? Tuttavia, secondo alcune sentenze della Corte di Cassazione risalenti al 2015 (nn. 4661 e 18865), l'automobilista è tenuto a prestare attenzione alla strada e alle sue condizioni e quindi sarebbe lui stesso il principale responsabile del danno subito per buca stradale, a causa della sua inavvedutezza. Allo stesso tempo, un'ulteriore sentenza della Suprema Corte risalente al 2018 ha ribadito la complessità di queste situazioni.
Conservazione e Manutenzione degli Pneumatici
Quando si cambiano le gomme a ogni cambio di stagione, bisogna prestare la necessaria attenzione alla conservazione degli pneumatici, non mantenerli in verticale e poggiati sullo stesso punto, né conservarli in luoghi umidi o notevolmente luminosi. Il modo migliore per conservare i pneumatici è quello di tenerli in posizione orizzontale, oppure, se possibile, appesi al muro, in un luogo con scarsa luminosità, asciutto ed efficacemente ventilato. Certamente, i consigli sopra riportati possono aumentare l'efficacia e il livello di resistenza delle gomme che cambiamo ogni 6 mesi, ma non possono fare miracoli. Infine, ogni volta che prendiamo una buca, sarebbe bene fermarsi dove possibile per controllare se l'impatto abbia avuto delle conseguenze. In caso affermativo, bisognerà valutare la possibilità di richiedere il risarcimento del danno ed eseguire la procedura indicata.
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