Il Portogallo, ufficialmente Repubblica Portoghese, è uno Stato dell'Europa occidentale, membro dell'Unione europea. Situato nella parte più occidentale della penisola iberica, nell'Europa meridionale, affacciato sull'Oceano Atlantico con circa 830 chilometri di coste a sud e a ovest, confina solamente con la Spagna. Questa particolare posizione ha favorito, nel corso dei secoli, l'acquisizione di una notevole esperienza marinara che ha permesso al Regno del Portogallo di costruire un vasto dominio coloniale, con possedimenti in tutti i continenti, dissoltosi solo negli anni '70. Di esso rimangono i due arcipelaghi delle Azzorre e di Madera, che fanno parte del territorio nazionale come regioni autonome. Il nome del Portogallo, terra dei lusitani, deriva da Portus Cale, nome dell'antico insediamento situato alle foci del fiume Douro. In questo contesto di ricca storia e dinamismo contemporaneo, il marchio automobilistico Lexus si inserisce come simbolo di innovazione e lusso, trovando nel mercato portoghese un terreno fertile per le sue proposte di alta gamma.

Il Marchio Lexus: Nascita e Evoluzione nel Panorama Automobilistico
Il progetto Lexus venne lanciato nel 1983 da Eiji Toyoda con un obiettivo completamente nuovo rispetto ai canoni tipici della produzione Toyota: creare automobili di alta gamma. Il 2 gennaio 1988, dopo due anni di studio, il marchio Lexus venne presentato ufficialmente al Motor Show di Los Angeles, segnando l'inizio di una nuova era nel settore automobilistico di lusso. Nel 1987 fu avviata la fase produttiva e nel 1989 venne presentato il primo modello, la LS 400, che riscosse subito un enorme successo. La LS 400 fu equipaggiata con un potente e avanzato motore 4.0 litri V8 a trazione posteriore, appositamente studiato per questo modello, che rappresentò uno dei più elevati esempi del livello tecnologico e qualitativo dell'industria automobilistica giapponese. Per mantenere basso il peso totale furono utilizzate leghe d'alluminio leggero. L'ammiraglia giapponese è stata la prima auto al mondo a essere equipaggiata con un airbag per il conducente montato all'interno del volante, regolabile in altezza e profondità, e nel 1998 con il navigatore satellitare con schermo a colori di serie posto al centro della plancia.

Nel 1991 venne lanciata la coupé SC e nel 1993 debuttò la berlina sportiva a trazione posteriore denominata GS. Nel 2005 fece la propria comparsa, nel panorama delle auto di lusso, la prima motorizzazione full hybrid a bordo del SUV RX400h, tecnologia che negli anni seguenti venne applicata all'intera gamma Lexus andando ad affiancare, su alcuni modelli, le motorizzazioni tradizionali. La tecnologia full hybrid, della quale Lexus e la casa madre Toyota sono stati i pionieri, oltre a rappresentare nuovamente il livello di innovazione dell'industria giapponese, permise al marchio di diventare il riferimento nel panorama della mobilità sostenibile votata alla silenziosità, comodità e fluidità di marcia. Il sistema gestisce autonomamente l'attivazione di tutti i motori, sia singolarmente che in collaborazione per migliorare efficienza e consumi, e permette di recuperare parte dell'energia della frenata, che sarebbe altrimenti dispersa in calore. La batteria, oltre a essere ricaricata in fase di frenata, viene ricaricata dal motore termico stesso quando entra in funzione e per questo, a differenza delle auto elettriche e delle ibride plug-in, non è necessaria la ricarica attraverso la presa della corrente elettrica.
Al Salone di Tokyo del 2009 venne presentata l'esclusiva supercar Lexus LFA, prodotta per soli due anni in 500 esemplari, dal costo di 300.000 euro, che vennero tutti pre-ordinati in meno di 3 mesi. Venne prodotta infine una serie limitata di 50 esemplari, denominata Nürburgring Edition, che sul celebre tracciato, nel 2011, fece segnare il tempo record di allora in 7:14.64. Nel 2021 all'asta ne venne venduta un esemplare al prezzo di 1.600.000 dollari. La LFA vede ancora oggi il riconoscimento nell'opinione pubblica di avere il sound tra i migliori di sempre nell'intero panorama motoristico, un sound dagli scarichi realizzato grazie alla collaborazione con Yamaha Corporation.
Nel 2013 arrivò anche la IS 300h, il modello IS era l'unico della gamma a non disporre ancora della tecnologia Full-Hybrid. Nel 2014 iniziò la produzione della coupé sportiva Lexus RC, seguita da una versione ad alte prestazioni: la RC-F. Nel 2022 viene presentata la Lexus RZ, un nuovo SUV compatto e 100% elettrico, caratterizzato per essere la prima auto di serie al mondo ad avere un innovativo volante a cloche abbinato a un sistema steer-by-wire. Lo sterzo lavora elettronicamente grazie a una centralina che invia gli input di sterzata direttamente alle ruote. Fin dalla nascita del marchio i principali centri di produzione sono locati in Giappone, nelle regioni del Chūbu e del Kyūshū. Lexus impiega pregiati legni e realizzazioni del famoso mastro vetraio Kiriko, oltre a collaborare con Yamaha nell'utilizzo di un processo di incisione al laser per la realizzazione degli interni.
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Affidabilità e Riconoscimenti di Lexus
L'impegno di Lexus per la qualità e l'innovazione si riflette nei numerosi riconoscimenti ottenuti. Nel 2021, per la nona volta consecutiva in 10 anni, Lexus ha ottenuto il primo posto nell'affidabilità generale secondo lo studio della società di analisi J.D. Questi risultati sono stati confermati anche dagli studi J.D. del 2023 e 2024, che hanno nuovamente posizionato Lexus al primo posto per l'affidabilità generale. La rivista inglese "What Car?" ha inoltre conferito a Lexus il "Reliability Award" per gli anni 2017, 2018, 2019, 2020, 2021, 2022 e 2023, consolidando la reputazione del marchio come leader indiscusso in termini di robustezza e durabilità dei veicoli. Questi premi sottolineano l'eccellenza ingegneristica e l'attenzione ai dettagli che caratterizzano ogni modello Lexus.
Il Portale MyLexus e i Servizi Connessi
Per offrire un'esperienza di guida ancora più sicura, consapevole e dedicata, il Portale MyLexus è uno spazio in cui ogni automobilista può sentirsi sempre aggiornato e in pieno controllo della propria auto. Con il Portale MyLexus è possibile prenotare online il prossimo tagliando o un intervento presso il proprio Concessionario Lexus. Grazie ai dati analitici della guida, accessibili tramite l'App Lexus Link+, è possibile tenere traccia dei percorsi, scoprire il proprio stile di guida e registrare i viaggi di lavoro. È importante notare che la disponibilità di questi servizi dipende dal modello e dall'allestimento della vettura. Questi strumenti digitali riflettono l'approccio di Lexus nel fornire non solo veicoli di alta qualità, ma anche un ecosistema di servizi che migliorano l'esperienza del cliente.
Consumo Energetico e Normative Ambientali
Il consumo energetico è una preoccupazione crescente nel settore automobilistico. Il Portogallo, con un consumo energetico di 4822 kWh/ab, come molti altri paesi europei, è attento alle normative sulle emissioni e sui consumi. Dal 1980, le prove per misurare le emissioni e il consumo di carburante delle nuove vetture omologate in Europa sono state condotte utilizzando la procedura NEDC (New European Driving Cycle). Questa prova durava 30 minuti, 10 minuti in più rispetto a prima, con misurazioni eseguite a 23°C invece che in un range tra i 20°-30° come previsto in precedenza. Tra settembre 2017 e settembre 2018, tutte le nuove autovetture hanno dovuto conformarsi alla procedura di prova WLTP (Worldwide Harmonised Light Vehicle Test Procedure), mentre i veicoli commerciali leggeri hanno avuto un anno di tempo in più. Lexus, con la sua leadership nella tecnologia full hybrid, si posiziona favorevolmente rispetto a queste normative, offrendo veicoli che combinano prestazioni elevate con un'attenzione significativa all'efficienza dei consumi e alla riduzione delle emissioni.
Il Portogallo: Una Nazione di Tradizioni e Bellezze Naturali
Il Portogallo è un paese di forti tradizioni e dal popolo orgoglioso e nostalgico, capace di affascinare scrittori e registi famosi come Lord Byron, Wim Wenders e Antonio Tabucchi, nonché un crescente numero di turisti. Città romantiche come Lisbona, Porto e Coimbra incantano i visitatori con la loro bellezza e la loro atmosfera fuori dal tempo, mentre le struggenti note del fado, la musica tradizionale portoghese, si imprimono indelebili nella memoria di ogni ascoltatore.
Il mare è il grande protagonista di ogni vacanza in Portogallo, con il turismo balneare concentrato in Algarve, ma non vanno disdegnate altre zone come il litorale tra Cascais ed Estoril o la Costa Verde. Per un Portogallo più autentico, lontano dalle rotte turistiche più battute, è consigliabile visitare le regioni dell'entroterra: sono una miniera di attrazioni da scoprire, con castelli, città medievali, cammini religiosi, parchi naturali, vitigni e cantine. C'è anche un Portogallo giovane, vibrante di energia e voglia di fare: è il paese delle spiagge paradiso dei surfisti, della vivace vita notturna, dei colorati graffiti di Lisbona e dei numerosi festival musicali all'aperto.
Il Portogallo gode di un clima mite, con temperature temperate durante tutto l'anno, quindi si può visitare in ogni stagione. I periodi migliori sono la primavera e l'autunno, perché i prezzi di voli e hotel sono più bassi che in estate e c'è meno confusione; di solito fa abbastanza caldo per stare in spiaggia.

Geografia e Clima
Il Portogallo è occupato per poco più della metà del suo territorio dalla pianura (53%), per il 26% dalla collina e per il 21% dalla montagna. La massima altezza della regione continentale è rappresentata dai 1.993 metri del Monte Malhão da Estrela, con cui culmina la Serra da Estrela nella metà settentrionale del Paese, che è anche la più montuosa. All'estremità meridionale vi sono due piccole catene montuose orientate in direzione ovest-est. Ampie pianure di origine alluvionale e marina separano le coste dalle colline e dalle montagne retrostanti. La pianura più importante è l'Alentejo, il cui nome significa "oltre il Tejo", un fiume che segna la sua fine. Il fiume più lungo è il Douro, 322 km nel tratto portoghese su un totale di 895 km. Il lago più esteso è il lago di Alqueva (250 km²), di origine artificiale, sul fiume Guadiana. Nonostante l'estensione del territorio sia piuttosto limitata (meno di 1/3 dell'Italia) il Portogallo presenta forti differenze climatiche. Al nord il clima è atlantico, mite e molto piovoso durante tutte le stagioni. A sud, il clima è tipicamente mediterraneo e dunque secco. A nord, ovvero la parte più montuosa del Paese, il clima è decisamente atlantico, cioè con abbondanti precipitazioni e con l'influsso dell'oceano, attenuato dalla presenza…
Come Arrivare e Cosa Vedere
Il modo più veloce e più economico per raggiungere il Portogallo dall'Italia è l'aereo: per Lisbona e Porto c'è una buona scelta di voli low cost in partenza da diverse città italiane. Anche per l'Algarve (aeroporto di Faro) è possibile trovare numerosi voli diretti, ma si tratta in molti casi di voli stagionali attivi solo durante l'estate.
In Portogallo ci sono cose da vedere per tutti: anime romantiche, giovani intrepidi, bimbi giocosi e placidi anziani.
Lisbona: Tutti quelli che l'hanno visitata concordano: Lisbona è una delle città più belle al mondo, un mix unico di fascino malinconico, orgogliosa eleganza, suggestiva decadenza, giovani fermenti culturali, modernità e scatenata vita notturna. Il modo migliore per visitarla è perdersi tra le sue stradine o fare un giro sullo storico tram 28, mentre per meravigliose viste panoramiche sulla città si può salire in cima al Castelo de Sao Jorge. Deliziatevi con un pastel de nata alla leggendaria pasticceria a Belem, fatevi ammaliare dalle note passionali del fado, volgete uno sguardo verso l'oceano sognando mete lontane come i grandi navigatori del passato. Con un'incredibile quantità di attrazioni culturali e quartieri storici, ciascuno con una propria identità, tutti da visitare, Lisbona ruberà l'anima anche a voi.

Porto e la Valle del Douro: Con le sue gole impressionanti, le verdi distese coltivate a vitigni, i paesini tradizionali e naturalmente il fiume che attraversa la regione per gettarsi nell'Oceano, la valle del Douro è una delle zone più affascinanti del Portogallo e la più importante regione vinicola del paese. Il modo più suggestivo per visitarla è una gita in barca sul fiume con partenza da Porto, città esuberante e malinconica che merita una visita di almeno due giorni. Dopo aver visitato le attrazioni culturali della città (da non perdere la Cattedrale e la stazione di São Bento) si può attraversare l'iconico Ponte Dom Luis I su due livelli per raggiungere Vila Nova de Gaia, visitare una cantina tradizionale e sorseggiare un buon bicchiere di vino Porto.
Algarve: Pur essendo una delle regioni turisticamente più sviluppate del Portogallo, l'Algarve, la regione più meridionale del Portogallo, ha saputo mantenere intatto il suo fascino selvaggio. Anche nei mesi estivi, con le spiagge più famose invase dai turisti, si può trovare un angolino di pace da cui ammirare paesaggi mozzafiato e romantici tramonti sull'oceano. Da non perdere le scogliere di Cabo San Vicente nei pressi di Sagres, le cittadine di Lagos e Tavira e il parco naturale Ria Formosa.
Coimbra: Sede dell'università più antica del Portogallo ed ex capitale del paese, Coimbra è una città colta ed elegante, ricchissima di attrazioni storiche e culturali. È una città ideale sia per chi vuole fare il pieno di musei e monumenti sia per chi vuole rallentare il ritmo della vacanza e concedersi rilassanti passeggiate lungo il fiume o nel centro cittadino. Per i più giovani Coimbra è una tappa imperdibile grazie alla sua animata vita notturna.
Sintra: Una gita in giornata da Lisbona che non dovete assolutamente perdervi è quella a Sintra, una romantica cittadina immersa nel verde di un parco naturale: anche qui rischierete di lasciare un pezzo del vostro cuore. L'attrazione più famosa di Sintra è il fiabesco Palacio da Pena, un castello dalle pareti color pastello arroccato in cima a una vertiginosa e verdissima collina da cui si godono viste mozzafiato sull'oceano, ormai diventato l'immagine-simbolo della città. Molti turisti si limitano al castello e al suo vasto giardino, ma si consiglia di fermarsi a Sintra più a lungo e visitare anche il Palacio da Vila, la Quinta do Regaleira, il Castelo dos Mouros e il Convento dos Capuchos.
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Tour del Portogallo e Vacanze al Mare
In Portogallo i mezzi pubblici funzionano piuttosto bene, soprattutto nel distretto di Lisbona, ed è quindi facile spostarsi tra le principali località in autobus o in treno. Purtroppo però non è altrettanto facile raggiungere i paesini tradizionali, le spiagge più selvagge e remote (che sono spesso le più belle) o le attrazioni in territorio rurale: per trarre il massimo dal vostro tempo in Portogallo vi conviene noleggiare un'auto. Un itinerario in auto in Portogallo vi darà la libertà di muovervi ai vostri ritmi e fermarvi dove più vi piace. Sono sufficienti 4-5 giorni se si rimane in una zona specifica, ad esempio il distretto di Lisbona o l'Algarve, ma si consiglia almeno una settimana intera per poter visitare più località con calma. Per un tour classico del Portogallo che vi permette di visitare le città più belle, i monumenti più importanti e la costa dell'Algarve vi servono almeno due settimane.
Con il suo clima mite e le sue suggestive spiagge affacciate sull'Oceano il Portogallo è perfetto per una vacanza di mare. La zona più nota per una vacanza di mare in Portogallo è l'Algarve, una regione che vanta spiagge spettacolari immerse in uno scenario naturale di incredibile bellezza e una grande varietà di hotel e case vacanza per tutte le tasche. Un'altra zona ricchissima di spiagge è il distretto di Lisbona, in particolare il tratto di costa tra Cascais ed Estoril. Bellissime le spiagge che ricadono nel territorio del parco naturale di Sintra-Cascais, tra cui la famosissima Praia do Guincho. Meno nota ai turisti internazionali è la Costa Verde, a nord del Portogallo: una vacanza in questa zona vi permette di combinare giornate di relax in spiaggia, visite a città e villaggi storici e magari anche un'escursione nell'entroterra rurale. Se siete disposti a spingervi più lontano raggiungete le remote e affascinanti isole portoghesi nell'arcipelago di Madeira e delle Azzorre.
Informazioni Utili per il Viaggiatore
Il prefisso telefonico del Portogallo è +351: per chiamare quindi un numero portoghese dall'Italia è necessario comporre il prefisso 00351 prima del numero del destinatario. Per chiamare dal Portogallo all'Italia invece è sufficiente aggiungere 0039 al numero italiano.
Il Portogallo è sullo stesso fuso orario di Londra (UTC+1 in ora legale), cioè un'ora indietro rispetto all'Italia. Le Azzorre, più distanti, sono due ore indietro rispetto a noi e quindi un'ora rispetto al Portogallo continentale.
La bandiera del Portogallo, adottata dal 30 giugno 1911, è composta da due colori e un simbolo: il verde, che simboleggia la speranza, occupa i 2/5 dello sfondo, mentre il rosso, che occupa i 3/5, rappresenta il sangue dei caduti. Il simbolo tra i due colori è una sfera armillare con sovrapposto il tradizionale scudo portoghese.
La moneta del Portogallo è, come in Italia, l'Euro. Prima del 1° Gennaio 1999, giorno di entrata in vigore dell'Euro, la valuta nazionale era l'Escudo portoghese, sostituito dalla moneta unica con un rapporto di cambio di 200,482 a 1.
Affacciato sull'Oceano Atlantico, nella penisola Iberica, il Portogallo è la nazione più occidentale dell'Europa continentale e comprende anche gli arcipelaghi di Madeira e delle Azzorre.
Le prese elettriche portoghesi sono compatibili con quelle italiane: sia il Portogallo che l'Italia utilizzano lo stesso standard europeo (tipo C e F), voltaggio 230V e frequenza 50Hz.
Organizzare una visita in Portogallo è semplice: è possibile confrontare le offerte delle compagnie aeree e prenotare il volo, trovare l'alloggio perfetto scegliendo tra una vasta selezione di Hotel, B&B e appartamenti. Se si necessita di un taxi dall'aeroporto o da altre località per il Portogallo, si può prenotare un transfer privato. È inoltre possibile prenotare i biglietti di ingresso delle principali attrazioni e arricchire il viaggio con una visita guidata. Per chi ha bisogno di un'auto a noleggio, è possibile confrontare le tariffe di tutte le compagnie.

La Storia Coloniale del Portogallo e le Sue Implicazioni
Attorno al 200 a.C. i romani cominciarono a conquistare il Portogallo. L'epoca delle scoperte e delle conquiste dei navigatori portoghesi avvenne nel XV e XVI secolo. Fra le maggiori si può annoverare l'apertura della rotta per l'India fatta da Vasco da Gama (a cui sono dedicate una torre e un ponte nella zona orientale di Lisbona) attraverso il superamento del capo di Buona Speranza. La colonizzazione delle coste dell'Africa consentì ai portoghesi di creare dei porti nei quali le navi potevano fare scalo nel corso dei lunghi viaggi verso l'Estremo Oriente. Come popolo più occidentale d'Europa, i portoghesi furono i principali esploratori durante il Medioevo. Il Portogallo commerciò così con il Regno Unito, le Fiandre e le città della Lega anseatica.
L'intera storia del popolo lusitano trasse ispirazione dal desiderio di nuove conquiste da parte dei suoi regnanti, che ebbero buon gioco a espandere il proprio potere in una quantità di possedimenti d'oltremare mentre difendevano l'indipendenza della patria con le armi: le lunghe lotte per cacciare i Mori con l'ausilio dei crociati stranieri e dei Cavalieri templari conferirono, peraltro, un sapore di proselitismo religioso al desiderio di conquista. Ciononostante, l'economia portoghese beneficiò del commercio con alcuni stati islamici confinanti. Il primo impulso alle conquiste venne dalla dinastia di Aviz che andò al potere nel 1385, approfittando della decadenza della casa di Borgogna. Inoltre, i buoni rapporti con alcuni regni islamici diedero adito al trasferimento di molti matematici e scienziati arabi in Portogallo, venendo così a creare dei centri scientifici di grande importanza.
Fu il genio del principe Enrico il Navigatore che coordinò e utilizzò tutte queste risorse ai fini dell'espansione. La concezione di una rotta oceanica verso l'India sembra sia emersa dopo la sua morte. Sulla terraferma egli sconfisse nuovamente i mori, che tentarono di riconquistare Ceuta nel 1418, ma in una spedizione contro Tangeri, intrapresa da Edoardo del Portogallo nel 1436, i portoghesi vennero sconfitti e poterono scampare alla distruzione concedendo in ostaggio Ferdinando d'Aviz (1402-1443), giovane fratello del Re. Per mare, il principe Enrico continuò le sue esplorazioni dell'Africa e dell'Oceano Atlantico. Nel 1433 doppiò Capo Bojador e nel 1434 il primo gruppo di schiavi venne portato a Lisbona: il commercio degli schiavi divenne presto l'affare più importante del Portogallo. Il Senegal venne raggiunto nel 1445 assieme a Capo Verde mentre nel 1446, Álvaro Fernandes si spinse fino alla Sierra Leone. Questo fu probabilmente il punto più lontano raggiunto prima della morte di Enrico, avvenuta nel 1460. Nel frattempo la colonizzazione progrediva nelle Azzorre e a Madera, dove venivano prodotti zucchero e vino, ma soprattutto l'oro proveniente dalla Guinea stimolava l'energia commerciale dei portoghesi. Diventò subito chiaro che questi viaggi di scoperta erano molto vantaggiosi. Sotto il regno di Alfonso V, soprannominato l'africano, venne esplorato il golfo di Guinea e tre spedizioni (1458, 1461, 1471) vennero inviate in Marocco; nel 1471 Arzila e Tangeri vennero conquistate dai mori. Sotto il regno di Giovanni II fu costruita la fortezza di Elmina per la protezione dei commerci con la Guinea.

Dopo il 1492, la scoperta delle Indie occidentali da parte di Cristoforo Colombo rese necessaria una suddivisione delle sfere di influenza di Spagna e Portogallo. Questa si raggiunse attraverso il Trattato di Tordesillas, firmato il 7 giugno 1494, che modificava le delimitazioni autorizzate da Papa Alessandro VI con due bolle papali del 4 maggio 1493. Il trattato dava al Portogallo tutte le terre che potevano essere scoperte a est di una linea retta che collegava il Polo artico al Polo antartico a una distanza di 370 leghe a ovest di Capo Verde. La Spagna riceveva le terre scoperte a ovest di questa linea. In ogni caso le difficoltà di misurazione erano notevoli, la linea di demarcazione non poté essere determinata e il trattato fu soggetto a diverse interpretazioni. Su questo si basarono le rivendicazioni portoghesi sul Brasile e quelle spagnole sulle Molucche. Il trattato fu molto importante per i portoghesi come riconoscimento del prestigio da loro acquisito.
La competitività fra i due regni era molto accesa ed entrambi avevano i loro servizi segreti che erano in costante conflitto fra di loro per far passare delle informazioni fuorvianti e nascondere le rotte commerciali e di scoperta che interessavano ognuno dei due stati. Tutti questi sforzi di segretezza portarono alla proliferazione di documenti falsi e pertanto la documentazione di quel tempo rischia di essere fuorviante. Possedendo una popolazione di soli due milioni di abitanti, gli sforzi di colonizzazione di diversi paesi sparsi per tutto il mondo allora conosciuto, Africa, Brasile, India, Malaysia, Giappone, Cina, Indonesia, Sri Lanka e anche Timor, costituì un notevole impegno per il mantenimento di guarnigioni a tutela dei traffici commerciali nonché della compattezza dell'impero coloniale. A causa della segretezza mantenuta durante questo periodo per nascondere la realtà delle cose, molti documenti portoghesi dell'epoca sono chiaramente falsi. Difatti molti storici sospettano che già al tempo del Trattato di Tordesillas, Giovanni II potesse già conoscere l'esistenza del Brasile e del nord America tanto da richiedere che gli venissero assegnati i territori a ovest della linea di demarcazione prevista dal trattato. Molti storici ritengono che la documentazione vera potesse essere contenuta negli archivi di Lisbona e sia andata persa fra le rovine e il successivo incendio dovuto al terremoto del 1755.

Declino e Resilienza del Regno Portoghese
Nonostante la decadenza, il regno portoghese era riuscito a mantenere molte delle colonie in Africa, Asia ed America meridionale. Con il trattato di Methuen del 1703, il Portogallo veniva economicamente e politicamente sottoposto all'influenza britannica che mirava ad avere un proprio caposaldo nella penisola iberica, giocando bene sul governo lusitano di Pietro II di Braganza, caratterizzato da una corte corrotta; questo comportò un'ulteriore diminuzione del proprio ruolo internazionale. Con il successore Giovanni V, vanitoso e dissipatore che, con la costruzione di dispendiosi palazzi, cercò di dare lustro e potenza alla dinastia, veniva attuata una politica assolutistica che portò a negare la tradizionale convocazione delle "Cortes". Nel 1741, a prezzo di un notevole impegno economico e diplomatico, Giovanni acquistò per Lisbona la dignità ecclesiastica di "Patriarcato delle Indie" ed il titolo di "Re Fedelissimo" presso la Santa Sede. Il figlio Giuseppe I gli successe nel luglio 1750 affidandosi completamente al governo del marchese de Pombal, uomo politico che dominò la vita politica del regno nella seconda metà del secolo.
L'azione di governo del marchese di Pombal combinò elementi del dispotismo illuminato, del regalismo e del mercantilismo. Egli avviò una serie di riforme in campo politico ed economico, limitò l'azione della Santa Inquisizione e assecondò le richieste dei grandi proprietari fondiari del Brasile per espellere i Gesuiti che contrastavano l'occupazione europea delle terre degli Indios. L'azione di espulsione della Compagnia di Gesù da tutti i possedimenti portoghesi (1759), sebbene pianificata dal marchese di Pombal negli anni precedenti, ebbe come giustificazione un attentato subito dal re nel 1758, la cui responsabilità venne attribuita ad una famiglia della nobiltà portoghese molto vicina ai gesuiti. A causa di una grave malattia del re (1774), il Pombal assunse la reggenza del regno in nome della futura regina Maria I e dello sposo, lo zio Pietro III, esiliato dal re a Queluz, che prenderanno le redini politiche nel 1777. Giovanni VI assunse la reggenza del regno a causa della pazzia della madre. Tuttavia il piccolo regno portoghese si riscattò in questi anni, riuscendo sempre a mantenere la piena sovranità contro i tentativi di soggiogamento spagnoli (1801) e francesi (1807). Dal 1807 al 1811, le forze portoghesi combatterono contro l'invasione napoleonica, mentre la famiglia reale e la nobiltà portoghese si trasferirono in Brasile, allora una colonia dell'Impero portoghese.
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Dal Regno alla Repubblica: Turbulenze e Consolidamento
Proprio l'episodio del trasferimento della famiglia reale in Brasile favorì il declino del Portogallo. Nel 1815 il Brasile venne elevato allo status di regno e fu creato uno stato denominato Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve, con capitale a Rio de Janeiro, durante il Congresso di Vienna. Alla morte di Giovanni VI, nel 1826, il figlio Pietro regnò per due mesi sia in Brasile che in Portogallo, quindi abdicò in favore della figlia Maria. Lo stesso anno dell'ascesa al trono di Maria venne adottata una Costituzione moderata. Maria modernizzò il paese costruendo strade, telegrafi e ferrovie. Durante il colera del 1853-1856, visitò gli ospedali distribuendo doni e confortando i malati.
Nel 1889 salì al trono Carlo, figlio di Luigi il Buono. Durante il suo regno dovette fronteggiare una crisi coloniale con l'Inghilterra e due dichiarazioni di bancarotta dello stato nel 1892 e nel 1902, in un clima di crescente tensione sociale che sfociò nell'attentato del 1 febbraio 1908 in cui morirono sia lui che il suo successore. Di conseguenza, il trono passò al secondogenito, Manuele. La situazione politica tuttavia si deteriorò ulteriormente, col succedersi di ben sette governi in soli 24 mesi di regno. Infine, il 4 ottobre 1910, ebbe inizio una rivoluzione.
La prima repubblica portoghese fu segnata da una forte instabilità politica: in un periodo di sedici anni (1910-1926) il Portogallo ebbe otto Presidenti della Repubblica, un governo provvisorio, trentotto Primi ministri e una giunta Costituzionale. La Costituzione repubblicana venne approvata nel 1911, inaugurando un regime parlamentare con un ridotto potere presidenziale e due camere. Nel 1918, l'assassinio del presidente Sidónio Pais provocò una breve guerra civile con la restaurazione di una monarchia nel Nord del paese, presto soffocata. Tra il 1910 e il 1926 ci furono quarantacinque governi che in pratica non riuscirono mai a governare in modo efficace.
Il colpo di Stato portò al potere i militari guidati dal generale António Óscar Carmona, per cui si formò un regime autoritario, detto Estado Novo, sotto la guida dell'economista António de Oliveira Salazar, dal 1928 Ministro delle finanze, chiamato al governo dai militari nel 1932. L'Estado Novo fu un regime autoritario con orientamento conservatore, differente per certi aspetti dal fascismo - al quale pure si rifaceva - per la mancanza di spinta espansionistica (il paese era già in possesso di un impero coloniale), per l'assenza di un leader carismatico e in rapporto diretto con le masse e per la mancanza di un partito forte. Il Portogallo è stato uno dei soli cinque paesi europei a rimanere neutrali durante la Seconda guerra mondiale. Dal 1940 al 1960, il Portogallo fu un membro fondatore di NATO, OCSE e Comunità europea di libero scambio (EFTA).
Nel 1968 Salazar si trovava nella sua residenza estiva quando cadde da una sedia e rimase invalido, costretto così a lasciare il potere. Il 25 aprile 1974 un colpo di Stato militare destituì Caetano e proclamò l'assunzione del potere da parte della Giunta di Salvezza Nazionale. Il nome di Revolução dos Cravos, o Rivoluzione dei garofani in italiano, deriva dal gesto di una fioraia, Celeste Caeiro, che, rientrando dal lavoro nella sua abitazione al Chiado, iniziò ad offrire garofani ai soldati che incontrava, che si andavano raggruppando nelle zone centrali di Lisbona. I fiori furono infilati nelle canne dei fucili, divenendo simbolo della rivoluzione e insieme segnale alle truppe governative perché non opponessero resistenza.

Alla Rivoluzione dei garofani seguì un periodo di transizione, noto come Processo rivoluzionario in corso (PREC, acronimo dell'espressione portoghese Processo Revolucionário em Curso). In questa fase, caratterizzata da notevole instabilità politica, viene tentato un colpo di Stato dalle forze armate di estrema sinistra (crisi del 25 novembre del 1975), contenuto dalle forze di orientamento moderato, guidate da António Ramalho Eanes. Questo evento determina la fine dell'influenza delle forze di estrema sinistra sulla scena politica portoghese, sancita dal successivo arresto di Otelo Saraiva de Carvalho e dallo scioglimento del COPCON. Le elezioni legislative in Portogallo del 1976 vedono l'affermazione del Partito Socialista, mentre il secondo partito è il Partito Social Democratico.