Peugeot 106 GTI Dimma: Un'Icona Sportiva Degli Anni '90

La Peugeot 106, piccola della Casa del Leone lanciata alla fine del 1991, ha ottenuto un grande riscontro di pubblico anche in Italia, affiancandosi inizialmente alla 205, ormai vicina al pensionamento, per poi rimanere la sola a presidiare l’accesso alla gamma dei modelli transalpini. Realizzata sul pianale della Citroën AX, la 106 fu concepita come modello di base della casa francese, inserendosi come un'alternativa più moderna alla 205, in produzione già dal 1983. Nonostante l'aggiornamento estetico subito quasi in contemporanea all'avvento della sorella minore, si era resa necessaria una vettura più attuale.

Peugeot 106 GTI in azione su strada

L'Evoluzione del Design e le Prime Versioni Sportive

La 106 prima serie seguiva il "family feeling" dei modelli Peugeot di fine anni ‘80, come la 405 e la 605, caratterizzandosi per un frontale provvisto di fari trapezoidali inclinati verso il centro della calandra, segnata da scanalature orizzontali, al centro delle quali campeggiava lo stemma del leone rampante. Le fiancate erano caratterizzate dai passaruota posteriori schiacciati verso il basso, tranne che sulla XSi, nella quale erano arrotondati. La carrozzeria, volutamente più corta di quella della 205, terminava con un padiglione piuttosto inclinato rispetto alla maggior parte delle concorrenti. Posteriormente i fari, di forma trapezoidale, erano divisi in due zone, una a plastiche rosse ed una a plastiche grigie, distinguendo questa serie dalla successiva.

Nel novembre del 1991 arrivò la prima novità: la 106 1.4 XSi, una versione sportiveggiante derivata dalla già esistente XS. Si caratterizzava per gli archi passaruota allargati, i cerchi in lega da 14" con gomme della misura 175/60 r14 79H, i sedili avvolgenti e la strumentazione completa di contagiri e termometro/barometro dell'olio motore. Il motore, un 1.4 litri benzina da 100 CV (DIN) già in uso sulla Citroën AX GTi, era un'unità motrice dall'erogazione appuntita, resa elastica e reattiva ai bassi regimi attraverso l'adozione di una riduzione finale particolarmente corta (rapporto finale: 14/60), per una velocità massima pari a circa 190 km/h. Tutte le versioni vennero concepite senza dispositivi antinquinamento e solo nel 1992 vennero dotate di catalizzatore e sistema di alimentazione ad iniezione elettronica.

Nel 1993 entrò in produzione un'ulteriore versione sportiva, concepita anche per essere impiegata nell'uso agonistico nell'ambito delle competizioni rallystiche della classe fino a 1.300 cm³: la 106 Rallye, erede della precedente 205 Rally. Questa conservò motore (TU24 di 1294 cm³ da 103 CV (DIN)) e cambio, pur adottando il sistema di iniezione elettronica in luogo dei due carburatori Weber 40 DCOE precedenti, un fatto che comportò la perdita di 5 CV (DIN) a vantaggio dei consumi e della regolarità di funzionamento. L'allestimento della nuova Rallye si manteneva spartano come la 205 sua omonima (assenza di alzacristalli e specchietti elettrici, mancanza di faretti supplementari, aerazione interna limitata), caratterizzandosi per gli archi passaruota supplementari di andamento squadrato, i cerchi in lamiera scampanati (ET 16) da 14x5,5' verniciati di bianco (pneumatici della misura 175/60 r14 82H), la moquette e le cinture di sicurezza di colore rosso, la carrozzeria disponibile solo nei colori rosso, nero e bianco. Il propulsore (sigla TU2) aveva una potenza di 98 CV (DIN), mentre il cambio aveva rapporti più corti di quello della 106 XSi 1.4 (rapporto finale di 13/59, il più corto mai montato su una 106 di serie) e il peso era contenuto in 765 kg. Nel 1994 la 106 XSi ricevette un motore 1.6 da 103 CV (DIN) sempre della famiglia TU (il TU5J2).

Interni della Peugeot 106 GTI

Il Restyling del 1996 e l'Avvento della GTI

La primavera del 1996 segna l'avvio della commercializzazione della seconda serie della Peugeot 106, un restyling di metà carriera. La piccola della Casa del Leone riceve una rivisitazione completa nella linea, nelle dimensioni e negli interni, oltre che nella meccanica. Il corpo vettura crebbe di dimensioni fino a 3,678 metri, grazie al leggero aumento degli sbalzi anteriore e posteriore, i gruppi ottici, sia anteriori che posteriori, furono ridisegnati e lo stile generale fu rinfrescato, con forme più arrotondate, seguendo lo stile dei modelli anni novanta come la seconda generazione di Opel Corsa o la nuova Fiat Punto. La seconda serie della 106 era riconoscibile per i fari anteriori di forma triangolare e sempre inclinati verso il centro della calandra, la quale non era più a scanalature orizzontali, ma completamente liscia e divisa orizzontalmente solo dalla battuta del cofano motore. La fiancata era simile nel design a quella della serie precedente. Le versioni sportive presentavano i passaruota posteriori arrotondati e non più schiacciati verso il basso, un po' come nella 106 XSi, appartenente alla prima serie.

Per la maggior parte delle motorizzazioni della 106, questo aggiornamento nella meccanica si limita quasi esclusivamente al passaggio dall’Euro 1 all’Euro 2 per ciò che riguarda il livello di catalizzazione. In verità, per la versione di vertice della gamma arriva una novità molto importante: in quell’anno giunge un motore che molti ancora oggi si ricordano con un sorriso stampato in viso, perché sulla piccola di Casa Peugeot arrivano le 16 valvole.

Il Motore TU5J4: Il Cuore della GTI

Quello della GTI è un nuovo propulsore da 1.6 litri con distribuzione bialbero e quattro valvole per cilindro. Il motore porta la sigla TU5J4 e ha una cilindrata di 1.587 cm³, con camera di combustione a tetto e con condotti di aspirazione e scarico detti a forcella, per via della loro forma a Y. Il sistema di alimentazione è realizzato da Magneti Marelli ed è abbinato ad iniettori “Pico” con quattro fori in grado di ottimizzare la nebulizzazione del carburante e, di conseguenza, il rendimento del motore. Questo propulsore, derivato dalla famiglia dei TU, è in grado di erogare 120 CV (87 kW) a 6.000 giri e sarà il propulsore più potente montato di serie sulla gamma 106.

Schema motore Peugeot TU5J4

I principali pregi di questo propulsore, che non è stato esasperato in termini di potenza nella sua versione di serie, sono l’ottima propensione a salire di giri ed una buona dose di elasticità che, accoppiate ad un corpo vettura leggero, ben assettato ed agile come quello della 106, si traducono in una guida divertente e molto brillante. La scelta di offrire la versione a 16 valvole nella sola versione GTI è prevalentemente di tipo commerciale, perché rappresenta un ottimo compromesso tra potenza, leggerezza, costi di acquisto e manutenzione.

La Denominazione GTI / S16

Se nella prima serie della 106 la versione di vertice era rappresentata dalla XSi con motore 1.6 litri 8v da 103 CV, per la seconda serie, quella che ha ricevuto sotto il cofano la testata 16 valvole, Peugeot sceglie di adottare la sigla GTI, utilizzata con successo sulla leggendaria 205. In verità, la sigla GTI su 106 venne rimpiazzata in alcuni mercati (come quello francese) dalla sigla S16, a ribadire la presenza delle 16 valvole (16 Soupapes), ma la sostanza non cambia. La prima ad esser dotata di questo motore con testata a 16 valvole è quindi la 106 GTI, nel 1996, con un allestimento davvero ricco e completo.

Quello che (forse) non sai sulla Peugeot 106

Allestimenti e Prestazioni della 106 GTI

La 106 GTI vuole abbinare comfort e prestazioni. L'allestimento è ricco e completo di cerchi in lega a cinque razze con pneumatici 185/55R14, climatizzatore, ABS che agisce sui quattro freni a disco, airbag e appoggiatesta posteriori. Una vera piccola sportiva che non obbligava però ad alcun sacrificio. Sul quadro strumenti a cinque quadranti con sfondo scuro, i proprietari si trovano a leggere 205 km/h di velocità di punta reale, oltre al fatto che lo 0-100 viene risolto in 8,7 secondi, con un’erogazione non esasperata, ma votata all’elasticità. Questo, abbinato a una massa di soli 925 kg, regala il giusto grado di vivacità alla vettura con un comportamento stradale meno nervoso di quello della Rallye, ma altrettanto “appuntito”, quando entra in gioco il retrotreno.

A fianco alle due versioni da 1,6 litri di cilindrata (GTI e Rallye 1.6), rimase comunque una terza versione sportiva con motore 1,4 denominata XS con 75 CV di potenza e 180 km/h. Nel 1996 entra in produzione anche la 106 1.6 automatica, dotata di un cambio automatico a 3 rapporti e mossa dal 1.6 monoalbero da 88 CV (DIN) in uso sulla Saxo VTR.

L'Alternativa dei "Puristi": La 106 Rallye

Per chi cercava una versione più spartana, in gamma c’era la famosissima Rallye, che faceva della leggerezza e del contenimento del costo alcune delle sue caratteristiche più apprezzate dai Clienti. Questa versione, che nella prima generazione di 106 era dotata di un vivacissimo 1.3 da 98 CV, col facelift del 1996 adotta (fino al 1998) il propulsore con sigla TU5J2/L3 da 1.587 cm³ e 103 CV (74 kW) a 6.200 giri appartenente alla stessa famiglia di motori TU, ma equipaggiato con una testa ad otto valvole; si tratta del motore che equipaggiava la 106 XSi della prima serie.

Nel 1998, però, la Casa cambia strategia e decide di concedere il motore plurivalvole anche alla versione Rallye che, rispetto alla versione 8v, differisce primariamente per la presenza di serie dei cerchi in lega (gli stessi della GTI) in luogo dei ben più spartani (ma forse anche più caratteristici) cerchi in acciaio verniciati di bianco. Il peso della Rallye 1.6 8v è di 900 kg, che porta la 106 Rallye 60 kg sotto le sue sorelle in allestimento 16v (GTI e S16). La 106 Rallye 1.6 raggiungeva i 195 km/h di velocità massima.

Peugeot 106 Rallye 1.6

La Fine della Produzione e l'Eredità

Nella seconda metà del 1998, con l’avvento della 206, la gamma della 106 viene sfoltita notevolmente, per dar modo alla nuova arrivata di poter trovare una propria collocazione commerciale. La 106 fu relegata a vettura di segmento A. La versione XS venne variata in Sport, acquisendo fattezze di interni ed esterni assai simili al GTI, venendo declinata anche con motore a benzina da 1.124 cm³. La GTI fu rinominata 1.6 16V Rallye, mantenendo le stesse caratteristiche di allestimento ricercato. Nel 1999 la Rallye 8 valvole fu eliminata (ufficialmente per difficoltà nell'adeguare il TU5J2 alle normative antinquinamento), lasciando ai soli modelli Sport la funzione di modelli sportivi economici.

Fino al 2004, quando la 106 va in pensione, lasciando orfani gli appassionati delle piccole “tutto pepe”, in quanto il modello che l’andrà a sostituire, la 107, avrà tutt’altra indole e non sarà mai declinata in versione sportiva.

La 106 GTI nel Collezionismo: Rara e Sottovalutata

Il dibattito su quale tra le 106 sportive sia la migliore, ma anche se, in generale, le 205 pepate siano effettivamente state superate e migliorate dalla parente stretta più piccola, che ha caratterizzato gli anni '90, è tuttora aperto, e qui si entra anche nel campo delle sensazioni personali. Se si guarda l’aspetto collezionistico, il discorso è diverso: le 106 con motore 16 valvole sono state prodotte in numeri più bassi, sia rispetto alle versioni a 8 valvole, sia rispetto alle 205 GTI.

Della Peugeot 106 GTI ne furono prodotte complessivamente solo 34.615 unità, mentre la 205 GTI venne realizzata in 294.514 unità (tra 1.6 e 1.9 litri). In ottica collezionistica, quindi, questa 106, specie in allestimento GTI, è un pezzo da ricercare e mettere in garage, dato l'alto grado di rarità che la contraddistingue.

Le Motorizzazioni della Peugeot 106: Un Panorama Completo

La 106 fu disponibile in diverse motorizzazioni sia a benzina che a gasolio. Tutte le motorizzazioni erano a 4 cilindri in linea, trazione anteriore e distribuzione ad asse a camme in testa con due valvole per cilindro, fatta eccezione per la 106 GTI e la 106 Rallye 16v, dotate di distribuzione a due assi a camme in testa e quattro valvole per cilindro.

Motori a Benzina

  • 1.0: Denominato TU9M/Z, questo motore era discendente diretto del XV8 utilizzato negli anni '70 sulla Peugeot 104. Si differenziava dal precedente per l'alimentazione ad iniezione elettronica anziché a carburatore.
  • 1.1: Denominato TU1M/Z, era anch'esso un diretto discendente del 1.1 montato sulle Peugeot 104. Trovava le sue differenze con il precedente 1.1 per il fatto di possedere l'iniezione elettronica.
  • 1.3: Tale motore discendeva invece direttamente dal 1.3 montato sulla precedente 205 Rallye e ne differiva anch'esso per la presenza dell'iniezione elettronica in luogo dei carburatori. Tale motore, denominato TU2J2/Z, era disponibile solo sulla 106 Rallye prima serie e arrivava ad erogare una potenza massima di 98 CV a 7200 giri/min.
  • 1.4 benzina: Strettamente imparentato con il 1.4 utilizzato sulla 104, era disponibile in più varianti di potenza.
    • Quello di potenza più bassa, denominato TU3M/Z, erogava 75 CV a 5800 giri/min e consentiva alla 106 di raggiungere una velocità max di 180 km/h. In seguito, nella serie II, fu sostituito dalla versione TU3JP dotata di iniezione elettronica multipoint e che erogava 75 CV a 5500 giri/min e una coppia motrice di 111 N·m (11,3 kgm) a 3400 giri/min.
    • Il motore di potenza più alta, denominato TU3FJ2/K, era disponibile solo sulla 106 1.4 XSi, erogava 100 CV di potenza massima ottenibili a 6800 giri/min e permetteva a questa 106 di raggiungere una velocità massima di 190 km/h. Nel solo anno 1993 fu introdotta una variante con catalizzatore, denominata TU3FJ2/K, che erogava una potenza massima leggermente inferiore, pari a 95 CV a 6800 giri/min.
  • 1.6: Montato solo sulla 106 XSi 1.6 e sulle versioni più spinte delle 106 seconda serie, era disponibile in tre varianti di potenza.
    • Il 1.6 di potenza inferiore, denominato TU5J/P, era disponibile unicamente sulla 106 1.6 automatica (dotata di cambio automatico) e disponeva di 90 CV a 5600 giri/min. Con tale potenza a disposizione raggiungeva una velocità massima di 178 km/h.
    • Il 1.6 di potenza intermedia era denominato TU5J2/L3 ed era utilizzato sulla 106 XSi 1.6 e sulla 106 1.6 Rallye 8V. Disponeva di 103 CV a 6200 giri/min e spingeva le due 106 che lo montavano a 195 km/h di velocità massima.
    • Il 1.6 di potenza massima previsto era il TU5J4 ed era montato sulle 106 GTi e 106 Rallye 1.6 16V. Era l'unico tra i motori a montare la distribuzione a due assi a camme in testa e a 4 valvole per cilindro.

Motori Diesel

  • 1.4 diesel: Denominato TUD3, era un piccolo 4 cilindri aspirato a gasolio, della cilindrata di 1360 cm³.
  • 1.5 diesel: Denominato TUD5, sostituì il TUD3, in modo da ottenere una potenza leggermente superiore. Anch'esso aspirato, erogava 58 CV a 5000 giri.

Tavola comparativa delle motorizzazioni Peugeot 106

La Peugeot 106 Electrique: Un'Innovazione Precoce

Nel 1995 Peugeot lancia sul mercato la versione elettrica denominata 106 Electrique. Tale modello sarà venduto solo in alcuni mercati europei come Francia, Belgio, Olanda, Norvegia e Regno Unito. La vettura, figlia dello stesso progetto che ha visto nascere anche la Saxo in versione elettrica, utilizza un motore sincrono progettato dalla Heuliez erogante 27 cavalli abbinato a batterie al Nickel-cadmio prodotte dalla Saft Groupe S.A. La trazione è anteriore e la casa dichiara una velocità massima di 90 Km/h, un'accelerazione da 0 a 50 Km/h in 8,3 secondi e un'autonomia variabile da 75 a 100 Km. La vettura venne inizialmente proposta in due versioni: Van a due posti al costo di 22.300.000 lire, e il modello tradizionale a tre porte con quattro posti da 30 milioni di lire. Di serie prevedeva servosterzo, vetri elettrici anteriori, chiusura centralizzata, autoradio, tergilavalunotto e avvisatore acustico per i passanti azionabile premendo la leva del tergicristallo.

La Peugeot 106 nel Motorsport: Le Versioni Kit

La Peugeot 106 ha avuto un ruolo significativo anche nel mondo delle competizioni rallystiche. La versione kit della 1300, ex K9, rientrava nella classe A1400 e concorreva insieme alla 106 gruppo A, invece la variante kit della 1600 formava una classe a parte denominata K10. Queste versioni dimostravano la versatilità e il potenziale sportivo della piccola utilitaria francese, facendone una scelta popolare tra i piloti privati e i team amatoriali. La sua leggerezza e l'agilità, unite a motori prestanti, la rendevano una vettura competitiva in diverse categorie, contribuendo a consolidare la sua immagine di auto sportiva accessibile e divertente.

Peugeot 106 Rallye da competizione

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