La Renault Clio, fin dal suo debutto nel 1990, ha rappresentato un punto di riferimento nel segmento delle city car, conquistando un successo globale e diventando l'auto francese più venduta di tutti i tempi. Con circa 16 milioni di unità vendute in tutto il mondo, la Clio non è solo un'automobile, ma un vero e proprio fenomeno culturale che ha saputo evolversi, adattandosi alle esigenze del mercato e alle innovazioni tecnologiche, senza mai perdere la sua identità. Questo articolo esplora le diverse generazioni della Renault Clio, con un focus particolare sui modelli "vecchio tipo", analizzandone l'evoluzione tecnica, stilistica e di mercato.

Le Origini: La Sostituzione della Renault 5 e la Nascita della Clio I
La storia della Clio inizia alla fine degli anni Ottanta, con l'arduo compito di sostituire la longeva e amata Renault 5. Il progetto X57, avviato nel 1985, mirava a creare un'erede moderna sotto ogni aspetto. Il risultato fu la prima generazione della Clio, lanciata nel 1990, che segnò un netto distacco stilistico dalla sua progenitrice. La nuova vettura presentava dimensioni più generose, un design più aerodinamico con un Cx di 0,31, e un nuovo pianale che migliorava la tenuta di strada e il comfort.
La Clio I si distingueva per il suo frontale liscio, privo di una calandra tradizionale, e per i fari anteriori dalla forma quadrangolare con angoli smussati. La vista laterale proponeva linee semplici e levigate, ma con una buona dose di dinamismo. L'abitacolo, sebbene simile in spazio alla precedente, beneficiava di un design più moderno e funzionale. La gamma si articolava inizialmente nei livelli di allestimento RN e RT, con motorizzazioni benzina da 1.1 e 1.2 litri.
Nel 1991, la gamma della Clio I si arricchì significativamente. Arrivò la prima versione diesel, spinta dal motore 1.9 da 64 CV, e il top di gamma vide l'introduzione della lussuosa 1.7 Baccara e della sportiva 1.8i 16v da 137 CV, destinata a diventare un'icona per gli appassionati di compatte sportive. Nello stesso anno, l'intera gamma, ad eccezione del motore 1.1, venne estesa alle versioni catalizzate, con un lieve calo di potenza.
Il 1992 portò l'introduzione delle versioni 1.4 S, con un allestimento più sportivo, e della nuova Baccara con motore 1.8 da 95 CV. La motorizzazione 1.1 litri venne eliminata per preparare il terreno alla futura normativa Euro 1.

La Clio I subì due aggiornamenti significativi durante la sua carriera. Il primo, nella primavera del 1994, portò un ridisegno della griglia frontale, degli specchietti retrovisori e dei gruppi ottici posteriori, oltre a un miglioramento della dotazione, con l'introduzione dell'airbag lato guida di serie su alcune versioni. Vennero introdotti nuovi allestimenti come RTi, BeBop e Si.
Nel 1995, la versione Williams, lanciata nella primavera del 1993 come omaggio alla scuderia di Formula 1, venne tolta dai listini europei, ad eccezione di quello italiano, dove riscosse un enorme successo. La Williams, con il suo motore 2 litri 16v da 147 CV, rappresentava l'apice della sportività della prima generazione.
Il secondo aggiornamento, nel 1996, vide un ridisegno dei fari anteriori, l'introduzione della terza luce di stop e nuovi rivestimenti interni. Alla base della gamma comparve il nuovo motore 1.1 da 59 CV. La Baccara adottò un motore 1.4 da 78 CV, mentre le versioni sportive di punta vennero sostituite dalle versioni Si e RSi. Vennero introdotti nuovi allestimenti come l'Ice.
La fase finale della carriera della Clio I vide un ulteriore riassetto degli allestimenti nel 1997, con l'eliminazione dei livelli RL e RSi. Nel marzo del 1998, venne lanciata la seconda generazione della Clio.
Le Versioni Sportive della Clio I: Un Leggenda che Vive Ancora
Le versioni sportive derivate dalla Clio I hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell'automobilismo sportivo e nella memoria degli appassionati. La Clio S, con il suo allestimento esterno distintivo, rappresentava un'opzione dinamica e accessibile. Le versioni Baccara, con motori 1.7 e 1.8, pur non essendo vere sportive, si configuravano come "granturismo in miniatura" grazie al loro lussuoso allestimento.
La 1.8 16v si distinse per le sue prestazioni elevate, con 137 CV (135 in versione catalizzata), e fu la prima piccola Renault a montare un motore bialbero plurivalvole.
La Clio Williams, introdotta nel 1993, è forse la più iconica. Nata per celebrare i successi della Williams-Renault in Formula 1, montava un potente motore 2 litri 16v da 147 CV, capace di raggiungere i 215 km/h. L'allestimento, con verniciatura blu metallizzato e cerchi dorati, la rese immediatamente riconoscibile. Nonostante fosse prevista una tiratura limitata, le richieste furono tali da superare le previsioni iniziali, portando alla produzione di oltre 12.000 esemplari in Europa. La sua popolarità in Italia fu tale che rimase a listino stabilmente fino al 1995.
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La Seconda Generazione: Evoluzione e Diversificazione
Il progetto X65, avviato a metà degli anni Novanta, portò alla nascita della seconda generazione della Clio, lanciata nel 1998. Rispetto alla prima serie, la Clio II presentava un corpo vettura leggermente più grande e una linea completamente inedita, caratterizzata da forme più tondeggianti, in linea con lo stile degli anni Novanta. Il frontale riprendeva la calandra stretta della Clio I, ma con gruppi ottici più grandi e di forma irregolare. La coda, ispirata alla concept Ludo, era particolarmente riuscita, con un lunotto convesso e un cofano bombato.
L'abitacolo della Clio II offriva un'abitabilità migliorata, soprattutto per i passeggeri posteriori, grazie al ridisegno del divanetto. La sicurezza passiva era stata notevolmente potenziata con un telaio più robusto e l'introduzione, a richiesta, di un pacchetto completo di airbag. Il posto guida era ergonomico, con una plancia ridisegnata e un cruscotto ellissoidale.
Dal punto di vista tecnico, la Clio II introduceva un nuovo retrotreno a ruote interconnesse con ponte flessibile "ad H". L'impianto frenante era misto su tutte le versioni, con dischi autoventilanti all'avantreno per la versione di punta.
Il 2000 fu un anno di importanti novità. Arrivò la versione 1.9 dTi, la prima Clio turbodiesel a iniezione diretta, con 80 CV. Furono lanciate anche due versioni sportive: la Clio 2.0 16v RS, con 172 CV, e la radicale Clio 3.0 V6, con motore posteriore centrale da 230 CV, destinata a diventare un oggetto da collezione.

Nel giugno del 2001, la Clio II subì il primo restyling, con l'adozione di gruppi ottici anteriori triangolari e un nuovo corso stilistico di Renault caratterizzato da spigoli vivi misti a curve. La calandra assunse una fisionomia più evidente. Gli interni furono rinnovati, e la gamma motori vide l'introduzione del 1.2 16v da 75 CV e del 1.5 dCi da 65 CV, quest'ultimo con tecnologia common rail. Tra gli optional, figuravano il cambio automatico, gli airbag a tendina e il navigatore satellitare. Gli allestimenti principali erano Authentique, Expression, Dynamique e Privilège.
Nel 2002, vennero introdotti ulteriori allestimenti come Symbol, Reebok e Initiale, quest'ultimo con un elevato livello di equipaggiamento. Nel 2003, la Clio 3.0 V6 beneficiò degli aggiornamenti estetici. Nel 2004, arrivò una terza declinazione del 1.5 dCi, da 100 CV.
Nel settembre del 2005, con il lancio della terza serie, la Clio II continuò la sua produzione con una gamma semplificata e l'allestimento Fairway. A partire dal gennaio 2006, in Italia, la vettura venne commercializzata come Clio Storia, mentre in altri mercati europei fu proposta come Clio Campus. Entrambe le versioni beneficiarono di aggiornamenti estetici ai paraurti e al cofano posteriore. La Clio Campus rimase in produzione fino al 2012, con un'edizione speciale di commiato denominata "Bye Bye".
Le versioni sportive della Clio II, come la RS 2.0 16v (con potenze aggiornate a 172 CV nel 2001 e 182 CV nel 2004) e la particolare Clio V6, continuarono a mantenere viva la tradizione sportiva del modello.
La Terza Generazione e Oltre: Un Modello in Continua Evoluzione
La terza generazione della Clio, lanciata nel 2005, segnò un passaggio a una gamma superiore, con dimensioni maggiori e un equipaggiamento completo, ottenendo 5 stelle Euro NCAP. Nel 2008, fu presentata la versione station wagon, la Clio III Estate, derivata dalla concept-car Clio Grand Tour.
La quarta generazione, ispirata alla concept-car DeZir, fu commercializzata nel 2012, introducendo un design più audace e tecnologico. Nello stesso anno, venne lanciata la Clio Mio, una versione specifica per il mercato sudamericano basata sulla Clio II.
La quinta generazione, svelata nel 2019, ha introdotto l'elettrificazione con la motorizzazione ibrida E-TECH, interni high-tech e sistemi di assistenza alla guida avanzati, inclusa la guida autonoma di livello 2.

Il Successo Duraturo: Perché la Clio Continua ad Ammaliare
Il successo della Renault Clio, che dura da oltre trent'anni, può essere spiegato da una combinazione di fattori:
- Versatilità e Adattabilità: Fin dall'inizio, la Clio si è proposta come un'auto capace di soddisfare un'ampia gamma di esigenze, dalle city car per l'uso quotidiano alle versioni sportive per chi cerca prestazioni.
- Innovazione Tecnologica: Ogni generazione ha introdotto nuove tecnologie, migliorando la sicurezza, il comfort e l'efficienza, mantenendo il modello al passo con i tempi.
- Design Accattivante: La Clio ha sempre saputo proporre linee moderne e accattivanti, evolvendosi stilisticamente per rimanere attraente per un vasto pubblico.
- Accessibilità e Rapporto Qualità-Prezzo: Nonostante l'evoluzione e l'introduzione di tecnologie avanzate, la Clio ha mantenuto un posizionamento di mercato competitivo, offrendo un eccellente rapporto qualità-prezzo.
- Passione e Emozione: Le versioni sportive, in particolare, hanno contribuito a creare un legame emotivo con gli appassionati, rendendo la Clio non solo un mezzo di trasporto, ma un simbolo di prestazioni e divertimento.
La Renault Clio "vecchio tipo", in particolare le prime due generazioni, rappresenta oggi un'opzione interessante per chi cerca un'auto usata con un buon rapporto qualità-prezzo, una manutenzione relativamente semplice e, nelle versioni sportive, un potenziale valore storico e collezionistico. La sua diffusione capillare e la sua affidabilità nel tempo ne fanno una scelta sensata per chi desidera un'utilitaria pratica e dal fascino intramontabile.