La Kia Sportage, un veicolo utilitario sportivo (SUV) compatto di successo della casa automobilistica sudcoreana Kia Motors, ha attraversato diverse generazioni sin dal suo debutto nel 1993, evolvendo costantemente nel design e nelle caratteristiche. Un elemento stilistico distintivo che ha segnato un'importante svolta nel suo aspetto è stato l'introduzione del doppio terminale di scarico cromato, un dettaglio che ha aggiunto un tocco di eleganza e sportività al veicolo. Per comprendere appieno l'importanza di questo elemento, è utile ripercorrere la storia e le evoluzioni della Kia Sportage, analizzando come ogni generazione abbia contribuito a definire l'identità di questo SUV.
La Nascita di un SUV: La Prima Generazione (1993-2002)
La prima serie della Sportage, nota con il codice Progetto JA, ha fatto il suo esordio nel 1993, anticipata dall'omonima concept car esposta al Salone dell'automobile di Tokyo nel 1991. Questa generazione ha gettato le basi per il successo del modello, caratterizzandosi per una meccanica robusta e affidabile. Sotto il profilo della meccanica, utilizzava un telaio di base e parte degli organi di trasmissione progettati dal marchio giapponese Mazda, frutto di una joint venture attiva nei primi anni novanta tra Kia, Ford e la stessa Mazda. Le sospensioni anteriori sfruttavano lo schema a ruote indipendenti con bracci trasversali, barra stabilizzatrice e molla elicoidale, mentre il retrotreno utilizzava un più convenzionale schema a ruote interconnesse con ponte rigido e bracci longitudinali con barra stabilizzatrice. L'impianto frenante impiegava dischi autoventilati all'anteriore e tamburi al posteriore, con l'opzione di montare il sistema anti bloccaggio delle ruote (ABS).

La linea estetica, frutto del centro stile Kia in Corea, presentava un frontale con fanaleria di forma rettangolare e fendinebbia smussati ai bordi. La calandra anteriore trapezoidale con bande cromate, proposta sulle versioni più accessoriate, e una presa d'aria che si estendeva nella parte inferiore del paraurti completavano il design del muso. La fiancata era caratterizzata da passaruota leggermente in rilievo e bordi dei finestrini cromati, mentre la coda mostrava la ruota di scorta esterna montata sul portellone. Internamente, la plancia aveva uno stile austero, con plastiche di qualità modesta ma assemblaggi precisi. Un grande maniglione era montato dal lato passeggero, la grafica della strumentazione era di facile impatto e i comandi del climatizzatore e dell'autoradio erano in posizione centrale. L'abitacolo si presentava spazioso e sfruttabile. Il bagagliaio aveva un volume minimo pari a 520 litri, ampliabile fino a 1.570 litri reclinando il divano posteriore.
La Sportage venne prodotta presso gli stabilimenti di Hwasung in Corea del Sud, ma dal 1995 al 1998, grazie a una joint-venture con la Karmann, 25.984 vetture destinate al mercato europeo uscirono dagli stabilimenti di Osnabrück in Germania. Nel 1997, esordì la versione cabriolet a passo corto, realizzata appositamente per il pubblico americano. La sua linea, con la capote reclinabile nella parte posteriore, richiamava le dune buggy degli anni settanta, molto in voga sulle spiagge della California. Lunga 4,03 metri, con un passo di 2,306 metri, disponeva di 5 posti con i posteriori protetti da un bull bar d'acciaio in caso di ribaltamento. La capote si azionava manualmente e il bagagliaio diventava sfruttabile solo reclinando il divano posteriore.
La Sportage Wagon fu presentata al Salone dell'automobile di Ginevra nel 2000. Questa versione era caratterizzata da un vano di carico ancora più ampio e sfruttabile, realizzata allungando il pianale posteriore e riprogettando parte della meccanica. La ruota di scorta venne spostata nel telaio, conferendo all'auto una linea più equilibrata ed elegante, simile a una station wagon. Il portellone posteriore era incernierato dall'alto. Il bagagliaio possedeva un volume di carico massimo di 2.220 litri con il divano posteriore reclinato, mentre l'abitacolo era omologato per cinque persone. Lunga 4,44 metri, fu prodotta per soddisfare le esigenze della clientela europea e americana che richiedeva un SUV più ampio e comodo. Le prestazioni in fuoristrada rimasero pressoché inalterate grazie al robusto telaio e alle marce ridotte; gli angoli di attacco anteriori e posteriori risultavano essere rispettivamente di 36 e 33 gradi, con un raggio di sterzata pari a 5,6 metri.

Inizialmente, la Sportage JA venne proposta con un unico propulsore alimentato a benzina di 2,0 litri di cilindrata (omologato Euro 2) con sedici valvole, doppio albero a camme e iniezione elettronica multipoint. Questo motore era capace di erogare 128 cavalli (94 kW) a 5.300 giri/min per una coppia motrice di 175 N·m a 4.000 giri/min. Il 2.0 era abbinato a un cambio manuale a 5 marce più 5 ridotte o a un automatico a 4 rapporti, sempre con riduttore, e garantiva una velocità di punta pari a 172 km/h per un'accelerazione da 0 a 100 km/h registrata in 10,5 secondi. Tra i Diesel, l'unico propulsore offerto fu un 2.0 con turbocompressore e distribuzione a due valvole per cilindro, erogante 83 cavalli (61 kW) e abbinato al cambio manuale a 5 rapporti con riduttore. Capace di una coppia massima pari a 190 N·m a 2.000 giri/min, il 2.0 TD registrava uno scatto da 0 a 100 km/h in 12,5 secondi per una velocità di punta di 145 km/h e un consumo di 11,0 km/L. I costi di gestione risultavano leggermente inferiori rispetto al 2.0 benzina, a discapito delle prestazioni.
KIA Sportage Evolution | 5 generazioni | Dal 1994 al 2021
La Rivoluzione del Design: La Seconda Generazione (2004-2010) e l'Arrivo del Terminale Cromato
La seconda serie della Kia Sportage, presentata al Salone dell'automobile di Parigi nel 2004, segnò un distacco significativo dalla sua progenitrice. Abbandonando del tutto la vecchia impostazione di veicolo fuoristradistico con marce ridotte, si trasformò in un veicolo utilitario sportivo compatto, più adatto all'uso stradale. La nuova Sportage, nota con il codice progettuale KM, venne realizzata sulla piattaforma meccanica della Hyundai Tucson, comune alle berline Hyundai Elantra e Kia Cerato. Adottava un telaio a scocca portante e una trasmissione integrale priva di riduttore. Rispetto alla progenitrice, la nuova serie implementava uno schema di sospensioni a quattro ruote indipendenti più raffinato; all'avantreno erano presenti dei classici MacPherson, mentre al retrotreno, al posto del ponte rigido, esordiva un doppio braccio oscillante (Bi-Link), in grado di coniugare un maggiore comfort a migliori doti stradali.
Il design della Sportage JE si basava su una carrozzeria realizzata in acciaio, modellata secondo i gusti e le esigenze della clientela europea. La linea era frutto del centro stile Kia californiano, ma numerosi elementi furono creati da alcuni designer italiani. Il frontale disponeva di una fanaleria a forma di goccia con una calandra che ospitava il marchio della casa, posto tra due bande cromate. Alle estremità dei paraurti anteriori, i fendinebbia erano posizionati in due ampie prese d'aria, mentre nella zona inferiore veniva montato come optional uno scudo paracolpi in plastica che proteggeva i paraurti durante il fuoristrada. La fiancata presentava passaruota in rilievo e nervature nei sottoporta, mentre la vetratura laterale sdoppiata mostrava, nelle versioni di punta, le cornici cromate. L'abitacolo disponeva di cinque posti più un bagagliaio con una capacità minima di 667 litri (1.886 di capacità massima con il divano posteriore in posizione reclinata). La plancia seguiva lo stile della carrozzeria, caratterizzata da un profilo curvilineo. Nella parte centrale erano racchiusi i comandi dell'autoradio e del climatizzatore, mentre nella parte superiore erano alloggiate le bocchette di aerazione. Nella zona inferiore si trovavano il pacchetto fumatori con accendisigari e posacenere, oltre ai vani portabibite. Di fronte al sedile del passeggero era stato posizionato un maniglione, e il quadro strumenti, di grafica molto semplice, possedeva una retroilluminazione di colore verde. Sul fronte della sicurezza automobilistica, tutte le Sportage seconda serie erano equipaggiate con il sistema anti bloccaggio delle ruote in frenata (ABS), airbag frontali, laterali e per la testa, controllo elettronico della stabilità e della trazione e fendinebbia.

La Sportage JE venne assemblata presso gli stabilimenti di Gwangju in Corea del Sud e distribuita in tutto il mondo. Gli esemplari commercializzati negli Stati Uniti d'America, prima di essere immatricolati, subirono alcuni rimaneggiamenti all'assetto presso il centro di ricerche e sviluppo della Kia Motors della California. Un lieve restyling fu presentato nell'agosto 2007; si trattava di un aggiornamento che migliorò la qualità globale dell'autovettura. Furono introdotte una nuova fanaleria frontale a sfondo imbrunito, paraurti disponibili anche in tinta con la carrozzeria (oltre all'opzione bicolore), un nuovo disegno dei cerchi in lega, un assetto irrigidito per migliorare le doti dinamiche su asfalto e nuove rifiniture interne. La plancia disponeva di plastiche morbide al tatto, mentre l'autoradio con lettore di CD ora supportava anche gli MP3. Tra gli accessori, la casa offriva anche l'impianto di navigazione satellitare con schermo a colori. La Sportage ristilizzata fu prodotta dall'ottobre 2007 anche presso gli stabilimenti di Žilina in Slovacchia, in seguito a un incremento della domanda da parte del mercato europeo; infatti, oltre 100.000 Sportage furono immatricolate in tutta Europa dal 2004 fino ai primi mesi del 2008. Sempre nell'estate 2007, la Kia presentò la Sportage Wilson, una versione speciale dedicata agli Australian Open di tennis. Prodotta in soli 300 esemplari per il mercato italiano, la Sportage Wilson disponeva di due set di palle da tennis nel bagagliaio, navigatore satellitare Pioneer con mappe integrate, rifiniture interne specifiche, impianto audio potenziato, interni in pelle, vernice metallizzata e climatizzatore automatico, oltre al logo Wilson applicato sul portellone.
KIA Sportage Evolution | 5 generazioni | Dal 1994 al 2021
Al Salone dell'automobile di Londra nell'estate 2008, la Kia presentò un secondo restyling. Esteticamente, la nuova versione si riconosceva per il frontale ridisegnato con una fanaleria di forma più spigolosa e una calandra che seguiva il corso stilistico introdotto dalla Kia Cee'd. I paraurti presentavano prese d'aria di forma trapezoidale e fendinebbia circolari. La coda esponeva nuove protezioni in plastica e fanali dal disegno rinnovato, oltre all'introduzione del doppio terminale di scarico cromato per tutte le motorizzazioni. Questo dettaglio, il doppio terminale di scarico cromato, rappresentava un significativo aggiornamento estetico, conferendo al posteriore del veicolo un aspetto più moderno, sportivo e sofisticato, distinguendola ulteriormente dalla versione precedente e allineandola alle tendenze di design dell'epoca. L'abitacolo, invece, presentava le sedute delle poltrone più ampie e comode, mentre l'autoradio ora possedeva l'ingresso AUX e USB per connettere gli iPod. Sul campo delle dotazioni, la Sportage si arricchì dei vetri posteriori oscurati, cerchi in lega leggera disponibili per tutte le versioni da 16" (17" per le più lussuose) e la garanzia ufficiale di sette anni su motore e organi di trasmissione.

La FCEV è stata una concept car esposta per la prima volta nel 2004 e successivamente al Salone dell'auto di Parigi nel 2008; si trattava di una versione alimentata da celle a combustibile in grado di erogare una potenza massima pari a 136 cavalli (100 kW), supportata da un gruppo di accumulatori agli ioni di litio da 152 volt. Realizzata dal centro di ricerche e sviluppo coreano della casa, era parente stretta della Tucson FCEV proposta in contemporanea dalla Hyundai. La Sportage FCEV possedeva un serbatoio di idrogeno con una capacità di 152 litri, in grado di fornire un'autonomia di circa 300 km.
La Sportage JE venne proposta dall'estate 2008 anche nella versione a basso impatto ambientale denominata EcoSuv, caratterizzata dalla doppia alimentazione benzina e GPL, in grado di ridurre le emissioni nocive e i costi di gestione. L'impianto a gas, sviluppato dalla BRC Gas Equipment, veniva montato in fabbrica e omologato direttamente dalla casa costruttrice, in modo da usufruire del massimo degli ecoincentivi statali, ed era disponibile sia nelle versioni a due ruote motrici (2WD) sia nelle versioni a trazione integrale (4WD). L'impianto di forma toroidale era installato nel pianale inferiore e non occupava spazio del bagagliaio, garantendo un'autonomia a GPL di 512 km nelle versioni 2WD e di 503 km nelle versioni 4WD. Il motore 2,0 a fasatura variabile CVVT possedeva le valvole rinforzate e la centralina era stata rivista per adattarsi al meglio alla propulsione a gas: con l'alimentazione a benzina, il 2.0 16V erogava 141 cavalli, ma scendevano a 137 con il funzionamento a GPL. Le emissioni di anidride carbonica oscillavano dai 168 ai 173 grammi al km (ciclo combinato). Il consumo dichiarato era di 10,5 km/L.

La Sportage JE veniva proposta con una gamma di motorizzazioni composta da due propulsori a benzina e un turbodiesel common rail. Il 2.0 16V β Beta benzina, sviluppato dalla Hyundai, erogava 141 cavalli ed era dotato della fasatura variabile delle valvole (CVVT) e abbinato a un cambio manuale a 5 rapporti. La trazione era integrale permanente, ma dal 2008 era disponibile anche una versione a trazione anteriore con assetto ribassato per rendere più dinamica la guida su asfalto. I consumi e le prestazioni non erano di particolare rilievo, in particolare la velocità di punta per entrambe le versioni oscillava tra i 174 e i 180 km/h. Il motore di punta era il 2.7 V6 benzina δ Delta che erogava 175 cavalli ed era abbinato al cambio automatico sequenziale H-Matic a 4 rapporti più la modalità sequenziale. Questo 2.7 era stato studiato per il pubblico americano, infatti in Europa aveva ricevuto pochi consensi. Benché i consumi risultassero elevati (10,0 km/L), le prestazioni registrate risultavano quasi sportive per la categoria, infatti era in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in 10,5 secondi per raggiungere la velocità di punta di 180 km/h.
L'unico motore Diesel adottato era un 2,0 litri common rail, progettato dalla VM Motori (noto come RA 420 SOHC) e prodotto su licenza dalla Hyundai-Kia Automotive presso gli stabilimenti sudcoreani. In un primo momento, disponeva di 112 cavalli, ma dal 2007, in occasione del restyling, venne potenziato a 140 cavalli mediante l'utilizzo della turbina a geometria variabile (VGT), mentre per ridurre le emissioni nocive è stato adottato di serie il filtro attivo antiparticolato (DPF). La nuova versione era abbinata, oltre che alla trazione integrale, anche alle sole ruote motrici anteriori. Questo motore dal 2008 è stato potenziato a 150 cavalli, migliorando l'erogazione ma lasciando inalterati i consumi e le emissioni.
La Terza Generazione (2010-2016): Raffinatezza e Innovazione
La genesi della terza generazione del modello Sportage è stata abbastanza lunga e complessa. Il centro stile americano della casa propose il prototipo Kue, esposto al Salone dell'automobile di Detroit del 2007. Disegnato da Peter Schreyer e Tom Kearns, proponeva una carrozzeria lunga 4,72 metri che sembrava più compatta grazie ai volumi bassi e all'aerodinamica curata. Costruita su una piattaforma derivata da quella della Hyundai Santa Fe, la Kue presentava una grande calandra anteriore abbinata a fanali triangolari di dimensioni ridotte. Le fiancate erano scolpite con i passaruota in evidenza e la coda, in stile coupé, aveva il lunotto discendente dal tetto. Il motore era un 4,6 litri V8 Tau con turbo da 400 cavalli, abbinato alla trazione integrale e al cambio automatico a 5 rapporti. La Kue venne ben accolta sia dal pubblico sia dai vertici Kia, infatti numerose soluzioni stilistiche saranno adottate dalla Sportage definitiva. Oltre all'estetica più sportiva, la nuova Sportage venne progettata utilizzando nuovi materiali per la costruzione del telaio, più leggeri. Fu curata maggiormente l'aerodinamica e venne migliorata l'insonorizzazione e la dinamica del veicolo, soprattutto per l'uso stradale. Il modello definitivo è stato svelato ufficialmente al Salone dell'automobile di Ginevra nel marzo del 2010 e le vendite sul mercato europeo hanno dato il via a un nuovo capitolo per la Sportage.

L'introduzione del doppio terminale di scarico cromato, come visto con il restyling della seconda generazione, non è stato un mero dettaglio estetico, ma un indicatore della progressiva raffinatezza e della ricerca di un'immagine più premium e sportiva per la Kia Sportage. Questo elemento ha contribuito a definire il carattere del veicolo, rendendolo più attraente per un pubblico alla ricerca non solo di funzionalità, ma anche di uno stile distintivo. L'evoluzione della Sportage, dalle sue radici fuoristradistiche alla sua trasformazione in un SUV moderno e stilisticamente curato, dimostra la capacità di Kia di adattarsi alle esigenze del mercato e di innovare, anche attraverso dettagli che, seppur piccoli, hanno un impatto significativo sulla percezione complessiva del veicolo.