I Veicoli di Tadej Pogačar e Filippo Ganna: Quando l'Innovazione Incontra la Forza Marziana

Nel mondo del ciclismo professionistico, dove ogni centesimo di secondo e ogni watt di potenza contano, la scelta dei veicoli, sia su due che su quattro ruote, riflette non solo le esigenze atletiche ma anche la personalità e lo status dei campioni. Questo articolo esplora i mezzi utilizzati da due delle stelle più brillanti del ciclismo contemporaneo, Tadej Pogačar e Filippo Ganna, con un focus particolare sulle personalizzazioni estreme che li rendono unici.

La Colnago V4Rs di Tadej Pogačar: Una Personalizzazione Audace

Tadej Pogačar, noto per le sue qualità di scalatore e per la sua genetica straordinaria unita a motivazioni feroci, ha unito a queste doti un’audacissima personalizzazione della sua bici. Ogni campione sceglie con cura maniacale telaio, componenti e posizione in sella, ma Tadej ha trasformato in un unicum la sua Colnago V4Rs, cercando un’impostazione che gli consenta di sfruttare al massimo la brutalità dei suoi scatti senza ferirsi, il tutto entro i limiti dei regolamenti, rigidi come quelli della F1.

Tadej Pogačar in sella alla sua Colnago V4Rs

Maurizio Coccia, esperto tecnico di cyclinside.it, spiega che osservando Pogacar pedalare con attenzione, si ha l’impressione che monti una bicicletta di una taglia più piccola della sua e sia come accartocciato in sella. L'altra sensazione, specie sulle salite più dure, è che produca grande potenza con un rapporto agile. La Colnago di Pogacar è effettivamente una taglia più piccola di quanto ci si aspetta per un atleta di un metro e 76. Questa configurazione è il risultato di una rivoluzione nella sua posizione in bici, avvenuta dopo la sconfitta al Tour contro Vingegaard.

Dettagli Tecnici della Colnago di Pogačar

La posizione allungata di Pogačar, con il busto che "esce" dal manubrio, deriva da una sella molto avanzata che gli permette una pedalata più centrale per applicare in modo più esplosivo la forza sui pedali. Una delle scelte più drastiche e innovative di Pogačar è stato l'accorciamento della lunghezza della pedivella, l’elemento in carbonio che collega pedali a movimento centrale, con una riduzione di 7,5 millimetri rispetto al passato. Questo accorgimento serve a ridurre il tempo di rivoluzione della corona e, a parità di forza applicata, produrre più potenza e più velocità.

Ci si potrebbe chiedere perché non tutti adottino queste soluzioni, visti i risultati ottenuti da Pogačar. La risposta sta nel fatto che la biomeccanica non è una scienza esatta: molti corridori, come accaduto a Nibali in passato, modificando la lunghezza delle pedivelle vanno più piano oppure si lesionano le ginocchia. Pogačar, invece, è un "marziano" e negli ultimi sei mesi ha lavorato in modo ossessivo per potersi adattare a queste modifiche, facendole proprie.

Altre scelte drastiche di Pogi sono ben visibili. Le pieghe del manubrio, cortissimo, sono inclinate di 10° verso l’interno per chiudere gli avambracci e migliorare l’aerodinamicità, riducendo la resistenza dell'aria. Il rapportone anteriore da 55/40 denti non gli serve a pedalare più "duro", che sarebbe un errore letale, ma a tenere la catena sempre centrata, cambiando meno spesso il rapporto e ottenendo il massimo rendimento.

Schema di una bicicletta da corsa con indicazione delle parti personalizzate

Sul manubrio, Pogačar ha due pulsantini nascosti che, assieme ai due sulle leve dei freni, gli permettono di cambiare all’istante senza muovere un muscolo, garantendo una fluidità e una rapidità di azione inestimabili durante la corsa. Un'altra scelta controcorrente riguarda la pressione degli pneumatici: mentre molti colleghi gonfiano le gomme al massimo per andare più veloci, lui si ferma a 4 atmosfere. Questo non lo fa andare più piano e, in più, non fora quasi mai, offrendo un vantaggio sia in termini di sicurezza che di performance su terreni irregolari.

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Le Prestazioni di Pogačar sul Campo

Le qualità del motore di Tadej Pogačar sono note: è il miglior scalatore da quando, 30 anni fa, la "cilindrata" viene rilevata in maniera attendibile con i misuratori di potenza. I suoi parametri sono i primi superiori a quelli degli eroi farmacologicamente trattati dei nerissimi Novanta, come Armstrong, Ullrich e Riis. Nei 13 minuti e 7 secondi impiegati negli ultimi 6 chilometri del Foscagno, Pogi ha divorato 1.725 metri di dislivello/ora, 250 in più degli inseguitori. Pantani ci si avvicinava, ma a cronometro non poteva sfidare Ullrich come lo sloveno invece fa con Ganna, dimostrando una versatilità e una forza eccezionali su ogni tipo di terreno.

Pogačar, due volte vincitore del Tour nel 2020 e 2021, e con un possibile successo al Giro d’Italia 2024, ha dimostrato una tenuta mentale impeccabile nonostante la pressione dei pronostici a favore. Per l'UAE Team Emirates, ha fatto capire chi comanda già nella seconda tappa, la San Francesco al Campo-Santuario di Oropa, dove, supportato dai compagni di squadra, è rimontato in sella compiendo un capolavoro da Campione.

I Veicoli a Quattro Ruote di Pogačar: Tra Lusso e Prestazioni

Lontano dalle piste ciclistiche, Tadej Pogačar mantiene il suo spirito competitivo e la sua passione per le prestazioni, riflettendosi nelle sue scelte automobilistiche. Al centro del suo garage personale spicca la versione prestazionale di un mito su strada. La potenza e l’adrenalina percepite al volante della vettura riflettono lo spirito competitivo di Pogacar, che ama andare forte pure lontano dalle piste ciclistiche. Il centro stile di questa vettura ha curato nei minimi dettagli le linee allo scopo di massimizzare la deportanza, con un alettone posteriore regolabile e, sotto la scocca, un estrattore d’aria.

Accanto all’esemplare della Cavallina, Pogacar conserva un’Audi RS4 Avant, una station wagon sportiva che coniuga performance e comfort, dimostrando una predilezione per veicoli che uniscono l'eccellenza ingegneristica alla praticità.

Audi RS6 Avant GT di Tadej Pogačar

La chicca della collezione, tuttavia, è su due ruote, ma non ciclistiche: una Vespa 50 Special, unica nel suo genere, regalatagli da Prologo, un rinomato marchio di orologi di lusso, in occasione della sua doppietta al Tour. Questo veicolo iconico aggiunge un tocco di nostalgia e unicità alla sua collezione.

Più recentemente, Pogačar ha deciso di premiarsi per una stagione straordinaria scegliendo una vettura che incarna al meglio il suo spirito vincente e la sua ricerca dell’eccellenza. La scena è stata immortalata a Montecarlo, luogo simbolo del lusso e dello sport, dove Pogačar è stato visto accanto al van della sua squadra mentre si avvicinava alla sua nuova Audi RS6 Avant GT, caratterizzata da una livrea total black che ne esalta l’aggressività e il carattere distintivo.

Presentata al pubblico nel febbraio, l’edizione limitata della RS6 Avant GT si distingue non solo per la sua rarità, con appena 660 esemplari prodotti, ma anche per le sue specifiche tecniche da vera supercar. Sotto il cofano pulsa il cuore di questa vettura: un motore V8 4.0 biturbo capace di sviluppare ben 630 cavalli, che permettono uno scatto da 0 a 100 km/h in appena 3,3 secondi e una velocità massima autolimitata di 305 km/h. L’investimento per entrare in possesso di questa vettura esclusiva non è certo alla portata di tutti: Pogačar ha speso circa 250.000 euro, cifra che testimonia non solo il livello raggiunto dal ciclista, ma anche la sua passione per il mondo delle auto di lusso.

Non è una sorpresa che atleti di alto livello come Pogačar decidano di celebrare i propri successi con acquisti prestigiosi, soprattutto nei periodi di pausa dalle competizioni. La presenza della targa di Montecarlo aggiunge ulteriore fascino e un tocco di esclusività internazionale all’auto di Pogačar, sottolineando il legame tra sport, lusso e mondanità che caratterizza la carriera del ciclista sloveno. Dal punto di vista commerciale, l’associazione tra un’edizione limitata come la RS6 Avant GT e una personalità carismatica come Pogačar crea un potente effetto mediatico, in grado di aumentare ulteriormente il valore collezionistico e la desiderabilità della vettura. La scelta di Pogačar rappresenta in modo emblematico l’evoluzione delle station wagon moderne, che oggi sono in grado di abbattere il confine tra praticità quotidiana e prestazioni da supercar.

I Veicoli di Filippo Ganna: Il Cronoman e la Ricerca della Velocità Pura

Mentre Pogačar eccelle in salita e mostra una versatilità straordinaria, Filippo Ganna è il campione indiscusso della cronometro, noto per la sua potenza devastante e la sua capacità di generare velocità estreme su percorsi piani e veloci. Sebbene il testo fornito si concentri principalmente su Pogačar, è implicito che Ganna, in quanto avversario di Pogačar nelle cronometro, utilizzi anch'egli mezzi altamente specializzati e personalizzati per massimizzare la sua performance.

Filippo Ganna in posizione aerodinamica sulla sua bici da cronometro

Le biciclette da cronometro di Ganna sono gioielli di ingegneria aerodinamica, progettate per fendere l'aria con la minima resistenza possibile. Telaio, ruote, manubrio e persino l'abbigliamento sono studiati nei minimi dettagli per ottimizzare il flusso d'aria e permettere a Ganna di esprimere tutta la sua potenza. La posizione in sella è estremamente aggressiva e aerodinamica, spesso frutto di ore di test in galleria del vento, per ridurre al minimo il coefficiente di resistenza.

Analogamente a Pogačar, Ganna avrà pedivelle di lunghezza ottimizzata per la sua biomeccanica, rapporti studiati per massimizzare la trasmissione della potenza e componenti di altissima gamma che garantiscono leggerezza e rigidità. Nel mondo della cronometro, dove ogni watt risparmiato si traduce in secondi guadagnati, la personalizzazione e la ricerca dell'innovazione tecnologica sono ancora più spinte, con l'obiettivo di superare i limiti umani e meccanici.

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La sua scelta di veicoli, sia per l'allenamento che per la vita di tutti i giorni, rifletterà probabilmente la stessa attenzione alla performance e all'efficienza, tipica degli atleti di vertice che cercano di ottimizzare ogni aspetto della loro preparazione e del loro stile di vita per massimizzare i risultati sportivi.

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