Automobili Amos: Un Ponte tra Mito e Futuro nell'Automobilismo Italiano

Lancia Delta Integrale Futurista in azione

Nel panorama automobilistico contemporaneo, dove l'innovazione tecnologica e la sostenibilità delineano le traiettorie future, esiste un filone che guarda al passato con un'ammirevole reverenza, reinterpretandolo attraverso l'ingegneria moderna. Questo è il mondo dei "restomod", un universo in cui l'iconico design di vetture d'epoca viene sposato con le performance e le finiture più avanguardistiche. In questo contesto, Automobili Amos si è affermata come uno dei protagonisti indiscussi, portavoce di un'esigenza che va oltre il semplice restauro, offrendo una visione unica e profondamente personale dell'auto.

Al centro di questa rinascita automobilistica vi è Eugenio Amos, un imprenditore, pilota e collezionista di supercar milionario, la cui passione per le automobili è viscerale. Cresciuto in un ambiente dove il rombo dei motori era quasi un sottofondo naturale - suo padre, Hermann Ricardo Amos, lavorava nel mondo della comunicazione e delle sponsorizzazioni motoristiche -, Eugenio ha trasformato la sua ossessione in un'impresa. La Automobili Amos nasce dalla volontà di dare nuova vita a un mito, la Lancia Delta Integrale, un'auto che ha segnato un'epoca nel motorsport e nell'immaginario collettivo.

La Rinascita della Lancia: Delta Futurista, un'Icona Reinterpretata

Dettaglio degli interni della Lancia Delta Integrale Futurista

La Lancia Delta Integrale è tornata, e la sua rinascita, sotto la veste della "Delta Futurista" di Automobili Amos, ha suscitato un interesse notevole sia negli appassionati di rally che nei semplici amanti delle auto. Questa vettura non è una semplice replica, ma una profonda reinterpretazione che attinge alla gloriosa storia della Delta, pur proiettando il suo spirito nel ventunesimo secolo. La base è naturalmente una Lancia Delta Integrale con telaio rinforzato, seguendo le specifiche delle vetture da rally del Gruppo A degli anni '80. Questa scelta garantisce una solidità strutturale che fa da fondamenta per le successive modifiche.

L'estetica della Lancia Delta Integrale Futurista è senza dubbio l'elemento più distintivo e affascinante. Ogni dettaglio è stato curato con meticolosità per rispettare le linee originali disegnate da Giorgetto Giugiaro, considerate senza tempo, pur introducendo tocchi di modernità. La vettura è stata trasformata da cinque a tre porte, una modifica non solo estetica ma funzionale, volta a irrigidire la scocca e migliorare il comportamento su strada. Per ottenere questo, è stata realizzata una struttura di rinforzo interna.

I materiali impiegati per la Futurista sono di altissimo pregio. I pannelli della carrozzeria sono in acciaio, lo stesso materiale utilizzato per i rinforzi della struttura, del roll-bar e delle sospensioni anteriori. Le parti in plastica originali sono state sostituite da componenti in fibra di carbonio, un materiale leggero e resistente, impiegato per i paraurti, la griglia anteriore, i parafanghi, il cofano, l'alettone e l'estrattore. I fari anteriori sono a LED, ma mantengono la forma circolare iconica, richiamando l'aspetto degli originali. Persino i supporti degli specchietti sono in metallo, un ulteriore tocco di ricercatezza.

Gli interni della Lancia Delta Integrale Futurista sono stati rivisti con un occhio attento all'originale, ma con un'enfasi sulla sportività e l'esclusività. I quattro sedili sportivi a guscio sono rivestiti in Alcantara beige, un richiamo diretto ai sedili storici. L'Alcantara riveste integralmente anche il cielo dell'abitacolo, mentre inserti in fibra di carbonio donano un look più "racing". La pedaliera è in alluminio e il tunnel centrale è realizzato in fibra di carbonio. Il volante sportivo a tre razze è stato ridisegnato, integrando nelle razze i pulsanti degli indicatori di direzione e dei fari. Una "chicca esclusiva" è il tasto degli abbaglianti, contrassegnato con la scritta "LEVATI", un tocco di ironia che cavalca la reputazione "arrogante" che il "Deltone" si è guadagnato negli anni sui social network.

Sotto il cofano, la Futurista ospita il noto motore 4 cilindri turbo 2.0, che è stato elaborato dalla Autotecnica e ora vanta 330 CV, circa 130 in più rispetto all'originale. Questo incremento di potenza, unito a un peso di soli 1.250 kg, rende la vettura ancora più scattante e veloce. I tecnici di Automobili Amos hanno rivisto la centralina di controllo del motore, rinforzato il cambio originale, maggiorato il radiatore dell'acqua e revisionato l'albero di trasmissione e i differenziali del sistema di trazione integrale. La Lancia Delta Futurista è disponibile in una serie limitata di soli 20 esemplari, ognuno personalizzato in base ai desideri dei clienti. Il prezzo si aggira intorno ai 300.000 euro, un costo che testimonia l'esclusività e l'artigianalità di un prodotto unico, un pezzo di storia moderna con forti richiami al passato. Il colore di presentazione, il "Verde Brinzio", prende il nome dal paesino in provincia di Varese dove Eugenio ha imparato a guidare, un ulteriore tocco personale che lega la vettura alla sua storia.

LANCIA DELTA FUTURISTA . Restomod Integrale 16v by AUTOMOBILI AMOS

Lancia: Un Glorioso Passato e una Crisi Presente

Per comprendere appieno il significato del progetto Automobili Amos, è fondamentale analizzare il contesto in cui si inserisce: la "demolizione di un mito", ovvero gli ultimi anni di Lancia. Aprire oggi una ricerca online su Lancia rivela un panorama desolante: il sito ufficiale propone un unico modello, la Ypsilon, una city car amata dal pubblico femminile e venduta quasi esclusivamente in Italia. Lancia, un tempo sinonimo di innovazione, eleganza e successi sportivi, è diventata un "corpo estraneo" nel gruppo FCA, destinato a una lenta estinzione.

Vincenzo Lancia, il fondatore, pioniere dell'automobilismo e anch'egli pilota e imprenditore, probabilmente non sarebbe fiero di ciò che è diventato il marchio che porta il suo nome. La sua eredità comprende trionfi nei rally con la Fulvia HF negli anni '60, le vittorie delle Stratos contro le Alpine A110 negli anni '70, e le ineguagliabili dominazioni delle Delta Integrale negli anni '80 e '90. Questi successi hanno costruito un blasone inarrivabile, una storia di soluzioni tecniche all'avanguardia e uno stile inconfondibile.

La crisi di Lancia è il risultato di scelte manageriali poco oculate, proposte commerciali insensate e, soprattutto nell'ultimo decennio, una strategia industriale che ha privilegiato Alfa Romeo come unico brand italiano da salvare a livello globale. Sergio Marchionne, nel 2014, spiegò che il marchio Lancia aveva pochissimo valore al di fuori del mercato italiano e che la casa era in perdita da anni, rendendo necessaria una "dura scelta". Questa decisione, razionale dal punto di vista aziendale, fu percepita dagli appassionati come un affronto, una "crudeltà inaccettabile" che ha leso una memoria gloriosa e, per molti, intima.

Eugenio Amos stesso condivide la razionalità di quelle scelte, riconoscendo che Alfa Romeo, in quanto marchio globale, aveva maggiori possibilità di sopravvivenza. Tuttavia, la sua passione per Lancia, e in particolare per la Delta, lo ha spinto a non accettare passivamente questo declino. Il suo "fuoco" interiore, alimentato anche da esperienze personali e dal desiderio di affermare la propria identità al di là dei legami familiari, lo ha portato a intraprendere il progetto della Futurista, un tentativo di "sconfiggere la morte di un marchio destinato a spegnersi per strategie aziendali".

Lancia e gli Italiani: Un Legame Indissolubile

Lancia Aurelia B24 Spider nel film

Il legame tra Lancia e gli italiani è profondo e radicato nella cultura pop e nella memoria collettiva. La leggenda popolare di Lancia trova una delle sue prime espressioni nel film "Il Sorpasso" del 1962 di Dino Risi, con Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant a bordo di una Lancia Aurelia B24. Quest'auto, icona di libertà e spensieratezza di un'Italia che si lasciava alle spalle il dopoguerra, ha inciso l'immaginario di un Paese in trasformazione. L'Aurelia B24, all'epoca un'auto elegante e costosa, oggi raggiunge quotazioni milionarie alle aste, testimoniando il suo status di vera e propria opera d'arte automobilistica.

La leggenda prosegue con la Fulvia Coupé HF, protagonista dei rally negli anni '60 e '70 con l'equipaggio Munari-Mannucci. Era un'auto da tutti i giorni, stilisticamente unica, ma anche una macchina da corsa vincente. Rappresentava un sogno "a portata di mano" per la piccola e media borghesia, simboleggiando un'epoca in cui i sogni sembravano più vicini e realizzabili.

Successivamente, la Stratos, una "creatura aliena" disegnata da Marcello Gandini, ha consolidato l'ingresso di Lancia nella leggenda. Un vero e proprio cuneo su ruote, la Stratos era vincente e stranissima. Dopo di essa, la Lancia Rally 037, l'ultima auto a due ruote motrici a vincere un mondiale rally nel 1983, ha ulteriormente arricchito il pantheon di successi.

Ma l'apice è stato raggiunto con la Delta. Icona del design e del motorsport degli anni '80 e '90, ha dominato in modo ineguagliabile il mondo dei rally, conquistando tutto quello che c'era da vincere. In nove anni, la Delta ha ottenuto 51 vittorie totali (5 con la S4 e 46 con l'Integrale) e la gloria di 6 campionati mondiali consecutivi tra il 1987 e il 1992. Questo è il contesto emotivo e storico in cui si colloca la passione di Eugenio Amos per la Lancia Delta, un'auto che rappresenta un ricordo personale legato a suo padre e un simbolo di un'epoca d'oro dell'automobilismo italiano.

La Passione di Eugenio Amos: Un Fire Dentro

Eugenio Amos nel suo garage con alcune delle sue auto da collezione

Eugenio Amos è una figura complessa e affascinante, la cui spinta creativa e imprenditoriale affonda le radici in esperienze personali profonde. Alto, slanciato, con un viso affilato e capelli cortissimi, tatuato con discrezione, Eugenio custodisce nel suo garage sotterraneo, la sua "caverna", oltre 10 milioni di euro in auto da collezione. Lì, tra una Mercedes Benz CLK-GTR, tre Ferrari (tra cui una F40 dipinta in Verde Abetone e una 275 GTB degli anni '60) e le sue Lancia Delta (una S4 stradale, una HF Integrale Evoluzione con livrea Martini), spicca la sua Delta Futurista, la sua creazione.

Il "fuoco" che anima Eugenio proviene da una serie di "situazioni fastidiose" vissute in passato, che gli hanno generato una "fame non di soldi, che già aveva, ma di successo personale e di ambizione". Questa ambizione è tuttavia intesa in senso positivo, come il desiderio di affermarsi attraverso conquiste oneste e il frutto di un "combattimento onesto". Cresciuto in una piccola provincia dove era spesso identificato come "il figlio o il nipote di qualcuno", Eugenio ha sempre desiderato avere la sua identità, essere riconosciuto per ciò che è.

La perdita del padre, Hermann Ricardo Amos, quando Eugenio aveva solo 14 anni, è stata un'esperienza drammatica che lo ha segnato profondamente. Nonostante il padre non fosse un appassionato di corse come lui, è proprio un ricordo legato a una Lancia Delta Giallo Ginestra, guidata dal padre nei primi anni '90, il primo e più vivido ricordo di un'auto "semplicemente bella" per Eugenio. Questa memoria sepolta lontano è diventata il "La" che ha intonato il resto della sua vita e la spinta a "rifare la Lancia Delta", sconfiggendo la morte di un marchio.

La Futurista non è Giallo Ginestra, ma "Verde Brinzio", un colore creato appositamente e legato al paese in provincia di Varese dove Eugenio ha imparato a guidare, un ulteriore omaggio personale e una dichiarazione d'intenti. Le altre venti Delta Futurista, invece, saranno personalizzate secondo i desideri dei collezionisti, unendo nostalgia e l'amore per linee squadrate e perfette.

Eugenio si descrive come una persona che non si accontenta, sempre alla ricerca di miglioramento, sia nella vita personale (come marito e padre) che professionale. Egli crede che la personalità di un uomo si regga su tre pilastri: identità affettiva, professionale e culturale, cercando di bilanciare equamente tempo ed impegno in ciascuno. La sua passione per le automobili è viscerale, un amore che va oltre il semplice guidare o collezionare, ma si estende al toccarle, lavorarci, correrci.

Il progetto Automobili Amos è, per Eugenio, profondamente personale. "Il Progetto porta il mio nome, c'è la mia faccia e insieme alla mia faccia tutto quello che mi porto dietro, che ho dentro. Il fallimento del Progetto sarebbe anche il mio fallimento". Questa identificazione totale con il suo lavoro lo spinge a un impegno emotivo fortissimo, a "soffrire per ottenere un grande beneficio, felicità". Non si tratta di competere con i giganti dell'industria, ma di realizzare un sogno personale, con la sua piccola "squadra" che gli consente di fare quello che vuole, senza doversi piegare a logiche di opportunità o convenzionali.

Il suo approccio è quasi sentimentale. La Futurista, pur essendo una "Macchina per gli altri", è "come… la faccio per me stesso". Non nasce da un ufficio tecnico o da un'analisi di mercato, ma da una spinta interiore, un "carico sentimentale" che la rende unica. Questa autenticità si riflette anche nella strategia di comunicazione, quasi esclusivamente basata sul suo account Instagram, una "fonte di ispirazione passionale più che un canale di vendita". Il successo è tale che la richiesta ha superato l'offerta, permettendo a Eugenio di "scegliere i suoi clienti", un ulteriore esempio di un piano più personale che istituzionale.

Restomod: Il Futuro del Passato

Porsche 911 Singer, esempio di restomod di successo

La "retromania" è un fenomeno culturale che attraversa molti settori, e l'automotive non fa eccezione. In un'epoca in cui il futuro sembra incerto, c'è un forte desiderio di riscoprire e reinterpretare il passato, rendendolo seducente e desiderabile. Le operazioni "restomod", come quelle di Automobili Amos, sono la quintessenza di questa tendenza. Si tratta di auto esteticamente coerenti con il loro passato, che siano gli anni '60, gli '80 o i '90, ma dotate di soluzioni tecniche all'avanguardia e finiture bespoke.

Questi prodotti vanno oltre il lusso convenzionale. Sono vetture per chi può già permettersi Lamborghini, Ferrari o Porsche di serie, ma cerca qualcosa di superiore, un'asticella più alta in termini di esclusività, artigianalità e, naturalmente, prezzo. La Automobili Amos Delta Futurista, progettata da Eugenio Amos con lo studio di design Borromeo De Silva e assemblata da Podium Technologies, è un concentrato di questa filosofia. È un'auto che vive nel mito personale di Amos e in quello di migliaia di appassionati, ma che è stata portata nel presente con soluzioni tecniche e finiture degne dei migliori artigiani.

Il fenomeno restomod non è un'esclusiva di Automobili Amos o del mito Lancia. Negli Stati Uniti, ad esempio, Singer propone Porsche 911 stilisticamente identiche a quelle degli anni '60, ma con un'ingegneria che le rende degne degli anni '10 (e oltre), con prestazioni e finiture artigianali di altissimo livello. I prezzi sono adeguati a tali opere d'arte: se una 911 degli anni '60, restaurata, può superare i 150.000 euro, una Singer può raggiungere 1.8 milioni di dollari.

In Italia, il panorama dei preparatori è ricco e variegato, con una vera e propria "costellazione" di nomi come Ares, Totem MAT, Kimera e Officine Fioravanti, tutti alla ricerca di distinguersi dalla massa. Automobili Amos si inserisce in questo filone, ma con una visione distintiva e una chiara identità.

Automobili Amos Tuono: Il Progetto Elettrico Mai Nato

Nel 2020, Automobili Amos aveva svelato un teaser di un'auto completamente diversa dalla Delta Futurista: la Automobili Amos Tuono. Questo progetto, che avrebbe dovuto rappresentare un'incursione nel mondo dell'elettrificazione, è stato finalmente mostrato in tutto il suo splendore digitale, pur non essendo mai nato. Le informazioni sulla Amos Tuono si limitano alle immagini digitali e alle descrizioni fornite da Eugenio Amos sui social media, che parla di un progetto abortito per vari motivi.

La Tuono era stata concepita per sfruttare il trend in voga all'epoca, l'elettrificazione, ma reinterpretandola con lo stesso spirito che aveva elevato la Futurista da una "Delta rivisitata" a un mito. L'idea era quella di creare qualcosa di unico, sia nel design che nell'offerta tecnica, una "macchina bastarda" che non avesse eguali sul mercato. Dettagli come gli specchietti esterni digitali e a scomparsa nei parafanghi anteriori, il singolo tergicristallo anteriore, i doppi ammortizzatori per ogni ruota e un'ampia firma luminosa posteriore, ne evidenziavano l'approccio avanguardistico. Gli interni mostravano quattro sedili sportivi a guscio singoli, un volante sportivo a tre razze doppie e, curiosamente per un'auto elettrica, una leva del cambio nel tunnel centrale.

Tuttavia, il progetto non ha visto la luce. Eugenio Amos spiega che "se l'avessimo presentata nel 2021, la produzione avrebbe visto la luce 'tra ieri e la settimana prossima'". Ma, con il senno di poi, aggiunge: "Grazie a Dio non l'abbiamo fatta". La motivazione principale risiede nell'infrastruttura di ricarica e nella "promessa non mantenuta di tempi di ricarica davvero fruibili". Inoltre, Amos critica la "tendenza occidentale di dettare il buon costume etico" che non tiene conto delle diverse direzioni prese da miliardi di persone nel mondo. Nonostante la sua avversione per i SUV e le auto elettriche, Amos riconosce che nella Tuono c'era coerenza, un design e un'offerta tecnica unici. Il progetto Tuono, pur essendo stato accantonato, dimostra la volontà di Automobili Amos di esplorare nuove direzioni, sempre con un occhio alla distintività e all'innovazione.

Automobili Amos Safarista: L'Esploratrice del Deserto

Lancia Delta Safarista, ispirata ai rally estremi

Dopo il successo della Futurista, Automobili Amos ha continuato a innovare con un altro progetto audace e distintivo: la Safarista. Questo modello, dal nome evocativo, è una versione ispirata ai rally estremi, richiamando l'ambiente off-road e il leggendario Safari Rally, considerato uno dei più duri nel calendario WRC nel suo formato originale.

Per creare la Safarista, si parte, naturalmente, da un'auto donatrice, una Lancia Delta Integrale 16V. Il telaio viene ampiamente rielaborato e rinforzato, con un'altezza di marcia rialzata, indispensabile per l'off-road. La carrozzeria è a tre porte, come sulla Futurista, e fa ampio uso della fibra di carbonio. A distinguere esteticamente la Safarista sono le protezioni "safari" nei parafanghi e i grandi pneumatici off-road Pirelli Scorpion, una scelta che ricorda la Porsche 911 Dakar, un'altra icona del mondo dei rally estremi.

Il motore della Safarista deriva dalla Delta Futurista: un Lancia 2.0 litri originale, profondamente rielaborato. I miglioramenti includono un sistema di raffreddamento acqua/olio/aria potenziato, un'aspirazione ottimizzata, una gestione elettronica Motec con diverse mappe e un sistema anti-lag che mantiene il turbo "carico". Si parla di una potenza che arriva a 400 CV, tutti accoppiati a un cambio sequenziale a 5 rapporti, per garantire prestazioni eccezionali anche nelle condizioni più difficili.

Gli interni della Safarista adottano una filosofia prettamente sportiva e minimalista, rinunciando al fascino digitale o alle finiture in pelle e Alcantara. L'abitacolo è caratterizzato da sedili in carbonio, un roll-bar integrato per la sicurezza, cinture di sicurezza a più punti e un freno a mano idraulico. Pedali regolabili Tilton, un volante rimovibile, una console a pulsanti e un cruscotto Motec, insieme ai finestrini in Lexan, confermano che questa Delta Safarista è un'auto omologata Gruppo A, pensata per chi cerca la pura esperienza di guida rallystica.

La produzione della Safarista è limitata a soli 10 esemplari, rendendola ancora più esclusiva. Il prezzo stimato, esclusa la vettura donatrice, si aggira intorno ai 570.000 euro (IVA esclusa), un costo che riflette la complessità ingegneristica, l'artigianalità e l'esclusività di questa "esploratrice del deserto". La Safarista è un esempio lampante di come Automobili Amos continui a spingere i confini del restomod, creando vetture che non solo onorano il passato, ma aprono nuove prospettive nel mondo dell'automobilismo.

La Filosofia di Automobili Amos: Artigianato e Passione

Meccanici al lavoro su una Lancia Delta Futurista nell'atelier Automobili Amos

Automobili Amos non è una "fabbrica" nel senso tradizionale del termine, ma piuttosto un laboratorio, un atelier. Eugenio Amos ha voluto che il luogo dove nascono i suoi venti esemplari della Delta Futurista, e successivamente gli altri progetti, non fosse un ambiente sterile e industriale, ma un luogo che restituisse un "ritmo di respiro più personale, 'umano'". È un ritorno alle origini dell'artigianato, ma con una rivisitazione cosciente del presente e una proiezione nel futuro, un approccio che combina la passione di cento anni fa con le tecnologie straordinarie dei giorni nostri.

A Pont-Saint-Martin, nel settembre 2018, Automobili Amos cresce "tutto insieme, tutto 'dentro'". Ogni dettaglio, dalla verniciatura delle pareti all'installazione di componenti di rete per l'équipe di ingegneri, fino all'evoluzione di ogni singolo particolare della Delta, è parte di un processo organico. Persino il rombo del motore "cresce", maturando sulle "code vocali metalliche dello scarico". Questo approccio intimo e personalizzato si riflette nella cura maniacale per ogni aspetto della vettura.

Un esempio lampante di questa filosofia è la verniciatura della Delta di Automobili Amos. Al tatto, la carrozzeria restituisce una sensazione "vellutata", una "pelle" che risponde diversamente alla vista e al tatto, quasi come una "creatura bella e irresistibile". Non è una semplice tinteggiatura, ma il risultato di un processo che va oltre la superficie, un'espressione della "Qualità" che Eugenio ricerca in ogni cosa.

Questa ricerca della qualità e della perfezione non è fine a sé stessa, ma è strettamente legata all'identità di Eugenio Amos. "Il fuoco che ho dentro oggi viene da una serie di situazioni fastidiose che ho vissuto in passato, situazioni che mi hanno fatto venire fame, non di soldi, che già avevo, ma di successo personale e di ambizione". Questa spinta interiore lo ha portato a "far bene tutto quello in cui mi avventuravo", sempre con un approccio onesto e senza compromessi. Egli non si confronta con le multinazionali o con i grandi costruttori, né ambisce ad avere migliaia di dipendenti. Desidera mantenere la sua "Squadra" che gli consente di fare ciò che vuole, prendendosi la responsabilità delle sue scelte "con la mia faccia e sulla mia pelle, senza dovermi piegare a nessuna logica di opportunità o, diciamo, canonica".

La visione di Eugenio Amos è quella di creare automobili con un forte "carico sentimentale", auto che non nascono da uffici tecnici o analisi di mercato, ma da una passione profonda e personale. Questo approccio quasi "senza il quasi" sentimentale si estende anche alla scelta dei clienti, permettendo a Eugenio di "scegliere" a chi affidare le sue creazioni. La comunicazione stessa, basata quasi esclusivamente sul suo account Instagram, funge da "fonte di ispirazione passionale più che un canale di vendita". Tutto si muove su un piano intimo e fortemente ispirato a qualcosa che si agita nella sfera personale.

In Automobili Amos, il futuro è un'estensione del passato, reinterpretato con l'artigianato e la passione. Non si tratta di mera nostalgia, ma di una reinvenzione che celebra il design iconico e lo arricchisce con le migliori tecnologie e finiture contemporanee. È un omaggio a un'epoca d'oro dell'automobilismo italiano e, allo stesso tempo, una dichiarazione d'intenti sul valore della bellezza, dell'esclusività e del genio artigianale. La storia delle Automobili Amos, con la Futurista, la Safarista e il progetto mai nato della Tuono, è la storia di un uomo che ha trasformato la sua passione in arte, un'arte che sfreccia sulle strade e fa sognare gli appassionati di tutto il mondo.

LANCIA DELTA FUTURISTA . Restomod Integrale 16v by AUTOMOBILI AMOS

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