L'Eccellenza dell'Ingegneria del Veicolo a Modena: Storia, Innovazione e Formazione

Modena, cuore pulsante della "Motor Valley", si erge come un epicentro globale per la produzione di veicoli di prestigio, rappresentando un connubio unico di passione, ingegno e innovazione che ha radici profonde nella storia e si proietta con decisione verso il futuro. Questo lembo di terra lungo la via Emilia, fra Reggio Emilia, Modena e Bologna, è il luogo dove nascono le auto e le moto più belle, performanti e sportive, vere e proprie sculture su quattro e due ruote che hanno affascinato e continuano ad affascinare il mondo intero.

Mappa della Motor Valley in Emilia-Romagna

Le Radici di un Fenomeno Unico: La Nascita della Motor Valley

Il rigoglio dell'industria motoristica in questa regione si ebbe dal secondo dopoguerra, nei tre decenni in cui l'Italia contadina si trasformava in una potenza industriale nella rosa del G7. In quel periodo, mani prodigiose, avvezze a riparare gli attrezzi agricoli, entrarono via via nelle aziende nascenti, mettendosi al servizio della visione di personaggi straordinari, a tratti donchisciotteschi, dai temperamenti di fuoco. Questi artigiani e inventori, con la loro abilità e dedizione, furono la linfa vitale per la crescita di marchi leggendari.

Curiosità storiche illustrano l'atmosfera di questi luoghi d'allegria e forti passioni, che spesso generavano anche frizioni e sfide. Ferrari, per esempio, nacque a Modena lungo il viale Trento-Trieste, mentre Maserati si stabilì a soli due chilometri di distanza, in viale Ciro Menotti. Il leggendario Ferruccio Lamborghini affiancò alla produzione di trattori quella dei bolidi fiammanti dopo un contrasto con Enzo Ferrari. Quest'ultimo, a fronte di un'osservazione del collega sul malfunzionamento della frizione, lo aveva accusato di non saper guidare le supercar, alimentando una rivalità che si tradusse in una spinta incessante verso l'eccellenza. "Qui c’è la passione per tutto quello che si fa, perché la gente ama lavorare", osserva Piero Ferrari, figlio di Enzo, vicepresidente e amministratore non esecutivo dell'azienda, catturando l'essenza di un successo alimentato da sgambetti, sfide e rivalse.

Ritratto di Enzo Ferrari

Dalle Grandi Case alle Eccellenze Artigianali: Il Tessuto Imprenditoriale

Il dinamismo della Motor Valley è caratterizzato non solo dalla presenza di giganti come Ferrari, Maserati e Lamborghini, ma anche da un'intricata rete di migliaia di piccole e medie imprese disseminate sul territorio. Molte di queste sono nate per gemmazione dalle grandi, coprendo i vari segmenti dell'automotive e contribuendo a creare un ecosistema di innovazione e specializzazione.

Un esempio emblematico è Horacio Pagani, fondatore della celebre maison automobilistica Pagani. Originario dell'Argentina, approdò in Lamborghini come operaio di terzo livello. "Faticavo però ad adattarmi ai ritmi imposti dai sindacati, che per esempio non consentivano di lavorare dopo le cinque di sera", racconta Pagani. "Così mi misi in proprio come artigiano, lavorando in azienda, ma con partita Iva. Volevo lavorare con materiali compositi, ma in quella fase Lamborghini non credeva molto in questa tecnologia. Quindi comprai l’autoclave, che tra l’altro abbiamo ancora in officina". Questa testimonianza evidenzia la cultura del "fare da sé", la propensione al rischio e la ricerca dell'innovazione che permeano l'ambiente modenese.

Auto Pagani in esposizione

Un altro gigante dell'ingegneria, Gianpaolo Dallara, fresco di laurea in ingegneria, fu assunto da Enzo Ferrari in persona. Dopo tre anni, passò a Maserati, poi a Lamborghini (è il padre della celebre Miura), e in seguito a De Tomaso. Nel 1972, a soli 35 anni, nel garage di casa - in anticipo sui tempi che avrebbero visto Steve Jobs fare lo stesso - fondava l'omonima azienda, da subito supertecnologica. Presto si dotò della galleria del vento, ulteriormente evoluta nel 2008, un segno distintivo della sua incessante ricerca della perfezione aerodinamica. Attualmente, l'ingegner Dallara, a 86 anni, guarda allo spazio, avendo già lavorato a SpaceX, dimostrando una visione che trascende i confini terrestri.

Galleria del vento Dallara

Queste storie individuali si intrecciano per formare un tessuto industriale resiliente e dinamico, dove l'innovazione è una costante e la competizione un catalizzatore di progresso. Le piccole imprese offrono servizi specializzati, producono componenti ad alta tecnologia e spesso fungono da incubatrici per nuove idee e talenti, creando un circolo virtuoso che rafforza l'intera filiera.

Il Futuro dell'Ingegneria del Veicolo: Formazione e Ricerca

La Motor Valley non è solo un custode della tradizione, ma anche un laboratorio per il futuro. Alla Muner (Motorvehicle University of Emilia-Romagna) convergono talenti di tutto il mondo con la passione per l'innovazione delle due e quattro ruote, dove si forgiano gli ingegneri dell'automotive. In questo distretto emiliano si disegna il futuro e si ravvivano le radici, con ben 18 collezioni private e 13 musei aziendali: dal Museo Enzo Ferrari di Modena e di Maranello al Mudetec, al Ferruccio Lamborghini, Ducati di Borgo Panigale, l'Horacio Pagani, la Dallara Academy e il Museo Ducati di Bologna. Questi luoghi non sono solo esposizioni statiche, ma veri e propri centri di apprendimento e ispirazione, dove la storia incontra l'avanguardia tecnologica.

Studenti della Muner in laboratorio

Il Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria del Veicolo offre una formazione specialistica nel settore "automotive", fornendo ai laureati un'adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici e tecnici generali. Questa preparazione consente loro un efficace inserimento nel mercato del lavoro come ingegneri meccanici specializzati sul veicolo. Gli insegnamenti caratterizzanti il corso riguardano la progettazione e lo sviluppo di propulsori (termici, ibridi, elettrici e a fuel cell), lo studio del comportamento dinamico dei veicoli e della loro aerodinamica esterna, nonché le tecniche di calcolo strutturale e fluidodinamico di componenti. La preparazione include anche discipline come l'analisi numerica, i controlli automatici e la gestione del calore, essenziali per affrontare le complessità dell'ingegneria moderna.

Un aspetto distintivo del percorso formativo è il progetto "Learning By Doing", molto apprezzato dalle aziende del settore automotive e non solo. In questa iniziativa, gli studenti sono chiamati, con l'aiuto di docenti, a progettare e costruire veicoli con cui partecipare a competizioni studentesche internazionali come Formula SAE/Student e MotoStudent. Attualmente, vengono costruiti ben quattro veicoli: una vettura con motore termico (Formula Student Combustion), una vettura con motore ibrido (Formula Student Hybrid), una vettura a guida autonoma (Driverless) e una motocicletta elettrica (MotoStudent). Queste esperienze pratiche sono fondamentali per sviluppare competenze trasversali, tra cui la comunicazione dei contenuti tecnici, la pianificazione della gestione delle attività progettuali e il continuo affinamento delle competenze teoriche e pratiche.

Vettura Formula Student progettata dagli studenti

Al termine del percorso, i laureati magistrali in Ingegneria del Veicolo acquisiscono la capacità di affrontare e risolvere problemi nell'ambito dell'Ingegneria Meccanica in generale e del settore veicolistico in particolare. Le loro professionalità sono orientate a sbocchi occupazionali nelle industrie meccaniche operanti nella produzione di autoveicoli, motoveicoli, macchine movimento terra e da cantiere, veicoli industriali in generale, nonché dei loro componenti, sottosistemi e impianti. Inoltre, vengono sviluppate capacità di analisi critica dell'evoluzione tecnica e normativa del settore, valutando le problematiche legate all'impatto ambientale, all'utilizzo di materiali e tecnologie innovative, all'integrazione di sistemi meccanici, meccatronici ed elettronici, alla gestione dei metodi sperimentali e alla progettazione degli esperimenti. La capacità di applicare alla progettazione e calibrazione dei sistemi del veicolo le conoscenze acquisite nel campo della simulazione, sperimentazione e controllo è un'altra competenza chiave.

Requisiti e Struttura del Corso di Laurea Magistrale

Per l'accesso al Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria del Veicolo, gli studenti devono possedere requisiti curricolari e adeguate conoscenze e competenze, come previsto dall'art. 6, comma 2, del D.M. n. La verifica del possesso di adeguate competenze linguistiche, equiparabili al livello B1, è altresì richiesta. Per gli studenti ammessi con competenze di livello inferiore al B2, è previsto l'obbligo di acquisire tali competenze, equiparabili al livello B2, prima del conseguimento della laurea magistrale, tramite attività formative con adeguata attribuzione di CFU universitari. Le conoscenze e competenze di ogni singolo studente vengono verificate attraverso l'analisi della carriera pregressa da parte di una commissione appositamente istituita.

Il piano degli studi è obbligatorio per tutti gli studenti e deve essere compilato durante il secondo anno di corso, indicativamente tra il 15 novembre e il 30 gennaio. In caso di mancata compilazione entro il periodo previsto, verrà assegnato un piano degli studi standard-statutario obbligatorio. Questo piano prevede, oltre alle attività didattiche obbligatorie, 12 CFU a libera scelta, indipendentemente dal curriculum. Per le coorti di studenti immatricolate dal 2018/2019 al 2021/2022, è previsto che al termine del percorso formativo abbiano acquisito il livello B2 di lingua inglese. Ciò può avvenire tramite una certificazione internazionale idonea o il superamento di un esame universitario di analogo livello, oppure seguendo i corsi di lingua Inglese di livello B2 erogati dal Centro Linguistico di Ateneo (CLA) e superando il relativo esame, con il riconoscimento di 3 CFU. In questo caso, i crediti del Tirocinio/Attività Progettuale saranno rimodulati su 6 CFU, per non far acquisire allo studente più di 120 CFU totali.

La compilazione online del piano degli studi prevede due alternative: uno schema "APPR" per piani automaticamente approvati, che propone solo gli insegnamenti offerti dal Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria del Veicolo; e uno schema "PROP", che richiede la valutazione del Consiglio di Corso di Studi e deve essere scelto da studenti con particolari situazioni, come passaggi/trasferimenti da altri corsi o atenei, partecipazione al progetto Formula Student, esami Erasmus o volontà di sostenere esami extra manifesto.

Le principali funzioni svolte dal laureato magistrale in Ingegneria del Veicolo includono la progettazione di veicoli terrestri e dei loro componenti, la ricerca finalizzata al loro sviluppo, e la modellizzazione e simulazione di componenti e sistemi di veicoli terrestri. Durante il percorso di studi, lo studente acquisisce competenze approfondite nel campo della Motoristica, dell'Aerodinamica, della Meccanica e della Dinamica del Veicolo e della Progettazione Strutturale dei motori e del telaio. Inoltre, completa la propria preparazione approfondendo discipline matematiche come il Calcolo Numerico e i sistemi di controllo.

Il Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria del Veicolo fornisce agli studenti capacità di comunicazione essenziali per la descrizione delle problematiche ingegneristiche, il lavoro in team e l'esposizione dei risultati delle attività di ricerca e lavorative. Le attività formative mirano a fornire non solo informazioni dettagliate e strumenti all'avanguardia per la soluzione di problemi tecnici, ma anche una mentalità improntata all'innovazione, all'acquisizione di nuove metodologie e alla capacità di affrontare in maniera rigorosa problemi ingegneristici.

Automotive: Le automobili del futuro

Il Corso di Laurea Triennale in Ingegneria del Veicolo

Il Corso di Laurea Triennale in Ingegneria del Veicolo ha come obiettivo formativo prioritario quello di formare laureati con un'adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici e tecnici generali, che consenta loro l'inserimento nel mercato del lavoro come ingegneri meccanici specializzati sul veicolo. Gli studenti acquisiscono una solida preparazione nelle discipline matematiche (inclusa la matematica numerica e computazionale) e in altre scienze di base, strumenti essenziali per interpretare, descrivere e risolvere i problemi dell'ingegneria.

La formazione include anche le discipline proprie dell'Ingegneria del Veicolo, come macchine a fluido, sistemi propulsivi termici e ibridi, termodinamica, fluidodinamica e aerodinamica, convertitori e macchine e azionamenti elettrici, metallurgia e scienza e tecnologia dei materiali, progettazione meccanica e costruzione di macchine, disegno e metodi dell'ingegneria industriale, tecnologia e sistemi di lavorazione, e meccanica applicata alle macchine.

Inoltre, viene fornita una preparazione in settori affini, come la meccanica razionale, l'elettronica, l'automazione e il controllo automatico di sistemi complessi, per completare la formazione ingegneristica. Vengono sviluppate anche competenze trasversali essenziali per la comunicazione efficace, l'approccio professionale sul luogo di lavoro, le capacità relazionali nei gruppi di lavoro e l'uso del linguaggio inclusivo. La didattica si articola in lezioni in aula e attività di laboratorio, dove gli studenti possono mettere in pratica le competenze acquisite.

Le propedeuticità obbligatorie sono definite per ciascun insegnamento al fine di favorire la piena fruizione della didattica impartita. Ad esempio, per la coorte di studenti immatricolata nell'anno accademico 2025/2026, Analisi Matematica I è propedeutica per Calcolo Numerico e SW matematico, Fondamenti di Costruzione di Macchine, Termodinamica e Trasmissione del Calore. Inglese è propedeutico per Costruzione di Macchine, Fondamenti di macchine e motori, Fondamenti di progettazione e CAD, Meccanica del Veicolo, Tecnologia del Veicolo, Impostazione e sviluppo di veicoli formula SAE, e Inglese Avanzato.

Il profilo professionale dell'Ingegnere del Veicolo, al termine del triennio, è quello di un professionista con solide basi tecnico/scientifiche e un'ampia visione d'insieme del sistema veicolo, in grado di concorrere alla progettazione e sviluppo dei principali sotto-sistemi che compongono i veicoli e di partecipare allo sviluppo e gestione dei processi tecnologici e produttivi. I principali sbocchi occupazionali sono costituiti dalle aziende manifatturiere, di servizio o dalle società di ingegneria operanti nel settore della mobilità, e più in generale nelle aziende operanti nel settore meccanico, elettrotecnico, chimico e dell'automazione.

Innovazione e Industria a Modena: Un Ecosistema Vibrante

Oltre alle grandi case automobilistiche e ai centri di formazione, Modena è un fermento di aziende che contribuiscono all'innovazione nel settore dell'ingegneria del veicolo. Queste imprese, spesso specializzate in nicchie di mercato, sono fondamentali per la filiera e per il mantenimento dell'eccellenza che contraddistingue la Motor Valley.

VSystem, con sede a Fiorano Modenese dal 2013, è un esempio di questa eccellenza. L'azienda realizza sistemi di scarico, collettori, parti strutturali e altri componenti per i settori automobilistico e aerospaziale. Si distingue per l'abilità nella lavorazione delle leghe speciali, curvatura, idroformatura e saldatura Tig, dimostrando una capacità di lavorare con materiali e processi all'avanguardia.

Energica, nata nel 2014 dall'esperienza del gruppo Crp, è il primo costruttore di moto elettriche supersportive made in Italy. Il gruppo Crp, già player mondiale della Formula 1 e dell'industria aerospaziale, dopo anni di scouting tecnologico nel mondo delle corse, ha deciso di declinare l'innovazione portata in pista con la eCrp (la prima moto italiana a emissioni zero per il campionato mondiale Ttxgp) anche su strada. È nata così Energica, il primo prototipo italiano di moto elettrica stradale, che ha accompagnato la crescita dell'azienda fino a quando, nel 2014, è diventata indipendente, segnando un passo importante verso la mobilità sostenibile.

Danisi Engineering, fondata da Giacomo Danisi nel 1995, realizza prototipi di auto, componenti meccanici e sistemi di autotelaio. Grazie alla tecnologia Avd (Advanced Vehicle Dynamics), e in particolare ai simulatori di guida, Danisi Engineering è in grado di prevedere e valutare il comportamento finale del veicolo, integrando hardware e software specifici nel loop di simulazione. Questo approccio consente alle case costruttrici di ridurre costi e tempi, anticipando le fasi di prototipazione fisica. L'azienda supporta inoltre i costruttori nello sviluppo di nuove architetture legate ai veicoli elettrici e nella definizione di pacchi batteria sempre più efficienti e funzionali.

Motocicletta elettrica Energica in carica

Tazzari EV, un gruppo di aziende fondato nel 1963 da Giorgio Tazzari, ha dato vita nel 2006 al Progetto Zero con Erik Tazzari (presidente del gruppo). L'obiettivo era creare un'auto elettrica da città con caratteristiche tecniche uniche, tra cui una tecnologia telaistica ultraleggera che utilizza fusioni di alluminio assemblate con colle strutturali aerospaziali e la più evoluta tecnologia per la gestione delle batterie al litio. Questo progetto dimostra l'impegno verso l'innovazione e la sostenibilità nel settore dei veicoli urbani.

Landi Renzo Group, una startup innovativa, sviluppa e vende motori a carburanti alternativi. Produce power system a gas naturale, bio-fuel, e-fuel, idrogeno e ibridi-elettrici, sia per macchine e veicoli nuovi che per l'aftermarket. Questa realtà è cruciale per la transizione energetica nel settore dei trasporti, offrendo soluzioni flessibili e a basso impatto ambientale.

Altre realtà significative includono aziende specializzate nella verniciatura in campo automotive, che operano da 40 anni con tecnologie all'avanguardia e lavorazioni completamente manuali. Ci sono anche imprese che progettano e distribuiscono parti speciali, ricambi e accessori per ciclomotori e moto, come quelle nate nel 1965 da una costola di Motori Minarelli, che sono entrate nel mondo delle gare su scooter con il marchio Top Performances, sviluppando un reparto ricerca e sviluppo per prodotti racing. Symach, dal 2001, progetta, produce e installa attrezzature all'avanguardia per le carrozzerie, supportando la transizione verso processi di riparazione innovativi che riducono i tempi di permanenza dell'auto in carrozzeria del 40% e contraggono il costo della manodopera. Tubi Style, nata 30 anni fa come piccolo laboratorio artigianale, è ora una delle principali imprese nel campo dei tubi di scarico, fondata nel 1987 sulla scorta dell'esperienza nel motorsport di DueErre di Enrico Ruini, per rispondere alle esigenze di sound e prestazioni delle supercar. Infine, Hpe, fondata da Piero Ferrari nel 1998, è nata come azienda di progettazione e simulazione, offrendo soluzioni ingegneristiche, progetti e testing nei settori automotive e in altri ambiti specialistici. Coxa, di 15 anni più anziana, era invece un'impresa manifatturiera nel settore automotive, motorsport, biomedico e della difesa.

Questo ecosistema variegato, dove grandi nomi e piccole eccellenze convivono e collaborano, è ciò che rende Modena e la Motor Valley un riferimento mondiale per l'ingegneria del veicolo, un luogo dove la storia ispira il futuro e l'innovazione è una costante.

La Cultura Automobilistica e i Luoghi dell'Heritage

La ricchezza dell'ingegneria del veicolo a Modena è indissolubilmente legata a una cultura automobilistica profonda e diffusa, che si manifesta attraverso una miriade di musei e collezioni. Questi luoghi non sono semplici esposizioni, ma veri e propri templi dove la storia e l'evoluzione dell'automobile vengono celebrate e tramandate.

Il Museo Enzo Ferrari di Modena e quello di Maranello, il Mudetec, il Ferruccio Lamborghini Museum, il Ducati di Borgo Panigale, il Museo Horacio Pagani e la Dallara Academy sono solo alcune delle tappe obbligate per gli appassionati. Questi musei raccontano le storie di uomini e macchine che hanno fatto la storia, offrendo ai visitatori un'immersione completa nel mondo dell'automotive emiliano.

Museo Enzo Ferrari a Modena

Tra le collezioni private, merita una menzione speciale quella di Umberto Panini, dedicata a Maserati. Questa collezione brilla per la sua storia: il patrimonio di 19 Maserati leggendarie, oggi in esposizione, era finito all'asta, ma Panini, padre dell'omonima azienda di figurine, acquistò l'intero pacchetto a sue spese, evitandone la dispersione e preservando un pezzo inestimabile del patrimonio automobilistico italiano.

L'Heritage Hub di Mirafiori, un edificio evocativo e restaurato, ospita il dipartimento FCA Heritage e offre uno sguardo attuale alla storia gloriosa di Fiat, Lancia, Abarth e Alfa Romeo. Con oltre 250 vetture, alcune mai mostrate in pubblico, è un vero e proprio archivio tridimensionale e un incubatore di idee. Le otto mostre tematiche ospitano sessantaquattro automobili, che spaziano dal 1908 al 2008, apparentemente lontane tra loro per tipologia ed età, ma capaci di rappresentare concretamente temi come l'architettura delle automobili, l'innovazione funzionale e produttiva, le dream car e concept car, l'impegno per l'ambiente, il tema del viaggio, le performance in competizioni e record mondiali, la sicurezza e le dimensioni contenute, e l'evoluzione stilistica e l'identità del marchio.

Tra le esposizioni temporanee, la mostra "L'Italia che piace: benvenuti nella casa di Fiat 500" all'Heritage Hub di Mirafiori, racconta la storia della 500 come specchio del costume e del design che ha reso famosa l'Italia nel mondo. In esposizione dieci modelli iconici, dalla 500 N del 1957 alla nuova 500 Hybrid Torino, attraversando quasi 70 anni della storia della mobilità italiana. L'allestimento, costruito come una casa che si apre stanza dopo stanza, trasforma l'Heritage Hub in un racconto intimo e domestico, dove ogni ambiente rappresenta un'epoca e un modo di vivere, integrando oggetti simbolici che hanno accompagnato la vita degli italiani.

Fiat 500 d'epoca in mostra

Roberto Giolito, Head of Stellantis Heritage e "papà" della Fiat 500 del 2007, sottolinea come alcune automobili passino alla storia per le loro innovazioni tecnologiche o stilistiche, mentre altre meritano di essere ricordate per quanto hanno saputo rappresentare nel vissuto quotidiano di una generazione o di un Paese. Poche riescono a unire entrambe queste caratteristiche, tecnica e sentimento, lasciando un segno indelebile che travalica le categorie di spazio e tempo. La Nuova 500, presentata il 4 luglio 1957, erede della gloriosa "Topolino", ha scritto la storia della motorizzazione di massa, distinguendosi per le sue novità tecnologiche derivate dall'esperienza della 600, come la carrozzeria autoportante e le sospensioni indipendenti. Il progetto, nato dall'idea del Presidente Vittorio Valletta di affiancare alla 600 una vettura ancor più piccola ed economica, si è evoluto attraverso varie versioni: la 500 Abarth "Record" del 1958, che stabilì sei record internazionali di velocità e durata; la Fiat 500 Giardiniera del 1960, la prima "piccola station wagon" Fiat con motore "a sogliola"; la 500 L (Lusso) del 1968, pensata per il comfort e i dettagli; la 500 R (Rinnovata) del 1972, con un nuovo motore derivato dall'esperienza Abarth; la concept car Trepiùno del 2004, che anticipò la rinascita contemporanea del "Cinquino"; e la 500 del 2007, una reinterpretazione moderna che ha conquistato numerosi riconoscimenti internazionali. Il racconto si completa con la 500 Abarth del 2008 e la 500e del 2020, la prima versione completamente elettrica, sintesi tra tradizione e futuro sostenibile.

La cultura automobilistica di Modena è inoltre arricchita da una gastronomia superlativa, con eccellenze come lo chef Massimo Bottura, firma del ristorante Il Cavallino di Maranello, situato tra le mura originarie della prima mensa aziendale Ferrari istituita nel 1950. Nel museo Ferrari di Modena, l'esperienza sensoriale si completa ascoltando pezzi di Giuseppe Verdi (parmense) cantati da Luciano Pavarotti (modenese), mentre gli occhi si riempiono della bellezza del rosso più italiano che ci sia, creando un'esperienza che coinvolge tutti i sensi.

Lo chef Massimo Bottura

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