Jerez de la Frontera: Incrocio di Culture, Tradizioni e Passioni in Andalusia

Jerez de la Frontera, spesso semplicemente conosciuta come Jerez, è un comune spagnolo situato nella comunità autonoma dell'Andalusia, nella provincia di Cadice. Con i suoi 212.730 abitanti (dato del 2022), è il centro urbano più popolato ed esteso della provincia, superando anche il capoluogo, e il quinto dell'intera Andalusia. La sua superficie comunale si estende per 1.188,23 km² sulla valle del Guadalquivir. La locuzione "de la Frontera" si riferisce alla Frontiera Granadina, testimoniando il suo passato di città di confine. Jerez è nota a livello globale come la capitale dello sherry, la sede di importanti gare di Moto GP, e un epicentro della cultura equestre e del flamenco. Nonostante la sua immagine tradizionale e conservatrice, è una comunità aperta che ha saputo valorizzare le sue peculiarità turistiche, offrendo un'esperienza autentica dell'Andalusia.

Mappa dell'Andalusia con evidenziata Jerez de la Frontera

Un Viaggio nella Storia: dalle Origini ai Giorni Nostri

La presenza umana nella zona di Jerez è attestata fin dall'Età del rame o Neolitico superiore, attratta dalla ricchezza naturale dell'allora esistente Lago Ligostino. Il primo nome attribuito alla città, al momento della sua fondazione da parte dei Fenici, fu Xera (Sèrès), poi intensamente romanizzata con il nome di Ceret, sebbene la sua posizione esatta sia tuttora sconosciuta.

L'Influenza Araba e la Riconquista Cristiana

Durante l'occupazione araba (711-1264), Jerez de la Frontera era conosciuta come Sherish, essendo una città di grande importanza. Dal nome Scheris derivano sia la parola "Jerez" che "sherry". Nel corso dei secoli XII e XIII, Jerez visse un periodo di grande sviluppo, costruendo il proprio sistema difensivo e configurando il tracciato urbanistico dell'attuale centro storico. Con la conquista di Siviglia nel 1248 da parte di Fernando III il Santo, l'area di Sherish rimase sottomessa a una sorta di protettorato castigliano. Nel 1264, dopo la rivolta dei mori, una campagna militare di Alfonso X il Saggio incorporò definitivamente la città e il suo regno alla Corona di Castiglia, specificamente al Regno di Siviglia. Diego Fernández de Herrera, illustre cavaliere di Jerez, difese la sua città dalle ultime invasioni arabe. Con la presenza cristiana, il toponimo arabo si "castiglianizzò", passando a essere Xeres o Xerez, e poco dopo si aggiunse "de la Frontera" poiché il suo territorio confinava con il Sultanato di Granada, rendendola scenario abituale di scaramucce e scontri. La città mantenne questa denominazione anche dopo la conquista di Granada nel 1492, quando perse la sua condizione di città di confine.

L'Età Moderna e l'Industrializzazione

La scoperta dell'America e la conquista di Granada, nel 1492, favorirono la crescita di Jerez, rendendola una delle città più prospere dell'Andalusia, grazie al commercio e alla sua vicinanza ai porti di Siviglia e Cadice. I prosperosi investimenti britannici avvenuti nel corso del XIX secolo portarono alla creazione di numerose e prestigiose bodegas di sherry.

I secoli XVIII e XIX portarono l'industrializzazione alla città, con l'arrivo della prima linea ferroviaria dell'Andalusia, che avrebbe unito Jerez con il Porto di Santa Maria nel 1854 e con la zona del Trocadero, a Porto Reale nel 1856. Questa linea fu creata con la finalità di trasportare le bottiglie di vino da Jerez fino ai porti più vicini per la successiva esportazione. Nel 1870 venne costruita una ferrovia urbana che collegava varie cantine. Dal 1860 la città aveva un'illuminazione a gas e dal 1869 dispose di acqua corrente portata da Tempul attraverso una grande opera d'ingegneria.

La società di Jerez nel XIX secolo aveva una struttura duale: un piccolo gruppo di cittadini formava la borghesia, nella quale erano compresi i grandi proprietari terrieri, gli esportatori di vino e buona parte della nobiltà; all'altro estremo c'erano le classi popolari, il proletariato rurale e urbano. Il 21 maggio 1890, nella sessione ordinaria (pagina 266) del municipio di Jerez de la Frontera, viene indicato che, attraverso la prova di due lampioni da quattro luci, ognuno dei quali messi di fronte alla casa concistoriale, fu approvata l'installazione di ventidue lampioni in due vie vicine, che furono montati nel luglio dello stesso anno. Jerez è, quindi, considerata la prima città della Spagna a ricorrere a un'illuminazione pubblica attraverso l'elettricità, sebbene questa circostanza storica sia reclamata anche dalla località di Haro, a La Rioja. Ciò che è certo è che entrambe le città installarono l'illuminazione pubblica quasi all'unisono, sebbene Jerez avesse iniziato con i primi lampioni elettrici per le sue vie, mentre Haro fu la prima a terminare completamente il proprio impianto.

Il XX e XXI Secolo: Crescita, Sfide e Riconoscimenti

All'inizio del secolo XX, Jerez lottava coraggiosamente per combattere la piaga che distrusse le viti europee e provocò la crisi nelle città che dipendevano quasi esclusivamente dal vino. Durante gli anni più oscuri della dittatura franchista, si calcola che la repressione del regime abbia lasciato al suo passaggio più di 636 prigionieri politici e più di 3.000 abitanti di Jerez che furono fucilati nelle fosse di Grazalema.

Il secolo comincia sotto il mandato del sindaco Pedro Pacheco (membro del Partido Socialista de Andalucía - il partito socialista andaluso), che occupa la poltrona dalle prime elezioni municipali democratiche. Tra il 2000 e il 2002 vengono realizzate le opere dell'innalzamento dei binari della ferrovia a un livello sopraelevato nella zona settentrionale della città e un piccolo interramento degli stessi nella zona meridionale. Nelle elezioni amministrative del 2003 vi fu un pareggio tra il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE) con Pilar Sánchez a capo e il Partito Socialista dell'Andalusia (PSA) di Pacheco e molto vicino, con un consigliere in meno, si classificò il Partito Popolare (PP) di María José García-Pelayo. Venne allora stabilito un patto di governo tra il PSA e il PP, con il quale si giunse all'accordo di dividersi il municipio, due anni per ciascun partito. In questo modo, García-Pelayo fu nominata sindaco. Quest'ultima, nel marzo del 2005, due mesi prima di cedere la fascia a Pacheco, decise di rompere il patto di governo con lui, adducendo slealtà.

Nel gennaio del 2007 venne inaugurata la nuova circonvallazione dell'A-4 di passaggio nella città, nello stesso mese fu terminata la prima fase dell'ampliamento dell'aeroporto di Jerez. Alle elezioni amministrative del 2007, il PSOE ottenne la maggioranza assoluta. Dopo la sconfitta elettorale, Pedro Pacheco decise di non esercitare il suo dovere di consigliere. Nei bilanci generali dello stato del 2008 si sono impegnate varie parti che riguardano in forma diretta Jerez. La continuazione del rifacimento dell'aeroporto di Jerez comporterà che il terminale duplichi la sua attuale capacità e la costruzione di un nuovo edificio per parcheggiare veicoli. C'è già in funzionamento una stazione ferroviaria accanto all'aeroporto in cui i treni fermano e in un futuro prossimo lo faranno anche gli AVE, diventando uno dei quattro aeroporti della Spagna, insieme a quello di Siviglia, a quello di Barcellona e a quello di Ciudad Real, dove fermeranno treni di questo tipo. Il 27 maggio del 2009 il Parlamento andaluso approvò all'unanimità la dichiarazione del municipio sotto il regime organizzativo della legge 8/08 Ciudades de gran población, conosciuta come ley de grandes ciudades andaluzas.

Jerez è una delle città principali dell'area metropolitana della Bahia di Cadice-Jerez, terzo agglomerato urbano dell'Andalusia e uno dei più attivi economicamente e industrialmente. Inoltre, è un comune membro della Mancomunidad de Municipios Bahía de Cádiz.

Il Cuore Storico di Jerez: Il Casco Antiguo

Il centro storico, il Casco Antiguo, è incantevole e compone una parte più antica della località, circondata dalle antiche mura, con bellissime piazze contornate da palme, ricca di antiche chiese e monumenti. Per ammirare la bellezza di Jerez de la Frontera, si consiglia di passeggiare nel quartiere antico dove meravigliosi monumenti si trovano a fianco di numerose e tipiche bodegas, i locali ideali per assaggiare lo sherry.

Monumenti Emblematici del Centro Storico

La Cattedrale di Jerez: Nata su un sito moresco, precedentemente cristiano, diventa Cattedrale solo nel 1980. Il monumento che maggiormente caratterizza Jerez de la Frontera è sicuramente la Cattedrale, un maestoso edificio religioso in stile prettamente barocco costruito tra il XVI ed il XVII secolo. La gloriosa facciata principale unisce elementi rinascimentali, barocchi e neoclassici. L'edificio è maestoso, uno dei più importanti di Spagna. Al suo interno, tramite un percorso guidato (nel caso si voglia visitarlo in autonomia), si visiterà la Mezquita, passando prima per il Patio de Armas. In essa si trova la Nostra Signora del Soccorso, compatrona della città. L'ingresso è a pagamento e include anche la salita alla torre campanaria. La torre presenta chiari influssi mudéjar.

Facciata della Cattedrale di Jerez de la Frontera

L'Alcázar di Jerez de la Frontera: A pochi passi dalla Cattedrale si trova la storica Alcazar, una fortezza almohade del XI secolo, il cui complesso fortificato conserva le possenti mura originali. Al suo interno si trovano una mezquita, cioè una moschea, riconvertita in cappella da Alfonso X nel 1264, i bagni arabi con i loro soffitti a stella, e il Palacio Villavicencio del XVIII secolo, i cui interni sono adibiti a conferenze ed eventi. Dalla passeggiata intorno all’Alcazar si raggiunge l’ottocentesca Cattedrale di Jerez. All'esterno, invece, un bel giardino avvolge l'importante testimonianza islamica. Il passato musulmano della città è evidente nelle sue mura e nell'Alcázar, il cui complesso fortificato contiene una moschea, i Bagni arabi e il Giardino degli ulivi.

La muraglia esterna dell'Alcazar mussulmana di Jerez

Chiese e Palazzi Storici: La parte più antica della località, circondata dalle antiche mura, contiene splendidi esempi di architettura religiosa e civile come le chiese di San Mateo e di San Lucas e i palazzi di Riquelme e Permantín. In Plaza de la Asuncion si trova il meraviglioso Antiguo Cabildo, il palazzo del municipio, e la bella Iglesia de San Dionisio, costruita nel XV secolo in stile mudejar, su un'antica moschea. San Dionisio Areopagita è il Patrono della città a partire dalla riconquista di essa del 1624, e la chiesa porta elementi moreschi. Infine, da non perdere quella che per molti è considerata la più bella chiesa di Jerez, la cinquecentesca Iglesia de San Miguel, in Plaza San Miguel, in un vivace Quartiere di San Miguel. La chiesa di San Miguel risale al XV secolo ed è un mix di stili, anche se pare che nella sua costruzione ci si sia ispirati più a quella di Siviglia. Al suo interno troverete una bellissima pala in legno, scolpita da colui che veniva chiamato "Dio del legno", ovvero Juan Martínez Montañés.

Il nucleo storico non è enorme, ma senza dubbio molto affascinante e ben conservato. Le stradine e le piazzette si susseguono formando con gli edifici storici e le numerose chiese un intricato tessuto urbano. Monumenti degni di nota sono sicuramente il Convento di Santo Domingo, il Palazzo di Domecq, la Chiesa San Dionisio, il Municipio e la centrica Piazza del Arenal. Il Convento di Santo Domingo è imperdibile, e la Chiesa di San Domenico venera la Nostra Signora della Consolazione, compatrona di Jerez.

Altri palazzi notevoli includono il Palazzo di Bertemati, edificato nel 1758, il Palacio Domecq, modello della tipica casa signorile jerezana di stile barocco, costruito nel 1778, e il Palazzo di Luna (conosciuto anche come Palazzo di Pérez-Luna), costruito nel 1777, un altro esempio di palazzo di stile barocco.

Quartieri Caratteristici e Musei

Nel gitano quartiere de Santiago, che con il Quartiere di San Miguel ha una ricca tradizione di flamenco, si trovano il Museo Arqueologico, che custodisce un prezioso elmo greco del VII secolo a.C., e il Centro Andaluz de Flamenco, una specie di museo della famosa danza andalusa con biblioteca, archivi musicali e una scuola. Il Centro del Flamenco Andaluso è il più grande centro documentale sull'arte del flamenco a disposizione di ricercatori, studenti e appassionati. La presenza di una grande comunità di gitani, che risiedono nel Barrio de Santiago, ha portato a Jerez le passioni per i cavalli e per il flamenco.

JEREZ de la Frontera con Lambrenedetto !

Vino, Cavalli e Flamenco: Le Colonne della Cultura Jerejana

Jerez de la Frontera è famosa soprattutto come la terra dello sherry, dei cavalli e del flamenco, elementi che costituiscono il pilastro della sua identità culturale.

Lo Sherry e le Cantine (Bodegas)

Tutt'attorno al "casco antiguo" si ubicano le cantine o bodegas, alcune di rinomata fama come per esempio quella di González Byass (del vino Tio Pepe), Álvaro Domecq, Sandeman e tante altre. La relazione tra Jerez e il vino è davvero interessante. Le prime piante arrivarono in questa località con gli arabi, nonostante la proibizione coranica di produrre vino. La conquista cristiana, successivamente, rilanciò la produzione vinicola, ma la stretta relazione commerciale tra Inghilterra-Jerez ebbe inizio solo dopo che un pirata inglese "invase" Londra con 100 litri di Sherry di Jerez.

Le bodegas di sherry, molte delle quali prestigiose, sono un'attrazione imperdibile. La Calle Ciego, nella Bodega Tio Pepe per esempio, è considerata tra le più belle in Spagna, coperta da filari di vite. Le visite guidate alle cantine offrono l'opportunità di scoprire i metodi tradizionali e moderni che consentono di produrre gli sherry e i brandy per cui Jerez è famosa, e includono due o tre degustazioni.

Barili di vino DOP “Jerez-Xèrez-Sherry” in una cantina

I tabancos sono osterie dove, oltre a degustare vino (e che vino!), viene anche venduto sfuso, direttamente dalla botte. Tabanco El Pasaje offre anche flamenco dal vivo gratis. San Pablo è una vera e propria cantina, dove non sarà facile trovar posto. Jerez è sicuramente famosa per i propri tabancos, ovvero cantine in centro dove poter comprare bicchierini economici di vino con tapas squisite.

L'Arte Equestre e i Cavalli Andalusi

Jerez è la patria del Caballo Andaluz. Nella Real Escuela Andaluza de Arte Ecuestre (Fondazione Reale scuola andalusa di arte equestre), sarà possibile scoprire tutti i segreti riguardo al cavallo e alla doma. Gli spettacoli dei cavalli andalusi incantano i visitatori con le abilità di questi magnifici animali. Un'altra tradizione fondamentale della zona è l'allevamento dei cavalli andalusi, chiamati Cartujanos in onore della Cartuja de Santa María de la Defensión, il monumento religioso più importante della provincia. La Fiera del Cavallo, che risale al 1284, si tiene al parco González de Hontoria e prevede un mercato di bestiame, concorsi e gare equestri.

Il Flamenco: Anima Ballerina di Jerez

La presenza di una grande comunità di gitani, che risiedono nel Barrio de Santiago, ha portato a Jerez le passioni per i cavalli e per il flamenco. Jerez è considerata la culla dell'attuale flamenco. La bulería (canto flamenco), ovvero la scherzosa risposta di Jerez alla drammatica soleá sivigliana, fu inventata nei leggendari barrios gitani di Santiago e San Miguel. Nel corso dei secoli XIX e XX nacquero e crebbero a Jerez artisti di grande prestigio nel canto popolare e nel suono della chitarra sullo stile del flamenco, come Manuel Torre, Fernando Terremoto, Tío Borrico, La Paquera, Agujetas, Manuel Morao, Parrilla de Jerez e, più recentemente, José Mercé, Moraíto, Miguel Flores "Capullo de Jerez" o Juan Moneo "El Torta". Al Centro Andaluz de Flamenco, una specie di museo della famosa danza andalusa con biblioteca, archivi musicali e una scuola, si può ammirare il flamenco. È un luogo che trasmette tutto l'amore e la passione per questo importantissimo e rappresentativo ballo tradizionale. Anche qui, come a Cadice o Siviglia, si può assistere a uno spettacolo serale, decidendo se abbinarvi solo il bere o una cena a base di tapas.

Eventi e Festival di Risonanza Internazionale

Jerez ha un’anima festaiola e i suoi numerosi festival ne sono la dimostrazione.

Flamenco Festival di Jerez: Si tiene a cavallo tra febbraio e marzo ed è uno dei più importanti al mondo. Durante due settimane si celebra non solo questo genere artistico, ma prevede anche creazioni innovative che esplorano nuove vie estetiche ed espressive di flamenco nel XXI secolo.

Fiera del Cavallo di Jerez: Nella prima metà di maggio si svolge la Fiera del Cavallo di Jerez, una delle più importanti e frequentate dell’Andalusia, dichiarata festa di interesse internazionale dalla Segreteria spagnola per il Turismo e il Commercio. Una settimana dopo la Feria de Abril di Siviglia e prima del pellegrinaggio di El Rocío, al Parque González Hontoria di Jerez si tengono competizioni equestri accompagnate da musica, danze, corride e sfilate pittoresche.

Feste d'Autunno: A settembre si svolgono numerose Feste d’Autunno durante le quali si organizzano concerti di flamenco, spettacoli equestri e, in Plaza de la Asuncion, si partecipa alla tradizionale pigiatura dell’uva appena raccolta.

Il Circuito di Jerez de la Frontera: Tempio della Velocità

Il Circuito di Jerez de la Frontera è uno degli autodromi della Spagna e si trova in provincia di Cadice, in Andalusia. Inaugurato l’8 dicembre 1985, il circuito ha ospitato la prima gara di Formula 1 il 13 aprile 1986 e dal 1989 ospita il Gran Premio di Spagna di MotoGP. Dal 1986 al 1990 si sono disputate qui le gare del Gran Premio di Spagna valido per il mondiale di Formula 1 e, nelle stagioni 1994 e 1997, il Gran Premio d’Europa. Il circuito è regolarmente utilizzato per i test di Formula Uno e di MotoGP.

Il Circuito di Jerez ha una pista lunga 4 chilometri e 428 metri che si snoda in 13 curve, 5 a sinistra e 8 a destra, ed è uno dei tracciati più divertenti ed emozionanti. Nel circuito si trova anche una mostra permanente con pezzi appartenuti a sportivi del calibro di Jorge Lorenzo, Dani Pedrosa, Ayrton Senna e Jarno Trulli. Per gli appassionati della velocità, è da sottolineare come Jerez ospiti l'omonimo circuito, teatro di battaglie tra i migliori piloti di MotoGp e in passato di Formula 1.

Pianta del Circuito di Jerez de la Frontera con le curve evidenziate

Gastronomia e Cucina Locale

La gastronomia tradizionale della città utilizza l’ampia gamma dei vini liquorosi locali per l’elaborazione delle ricette più tipiche. I piatti più tipici della cucina locale vengono preparati utilizzando questi liquori per insaporire non solo carne e pesce, ma anche dolci quali le torrijas a base di pane e le frittelle natalizie chiamate pestiños. Oltre a degustare vino, nelle osterie chiamate tabancos si possono assaporare tapas squisite.

Geografia, Clima e Connettività

Jerez de la Frontera è situata nel sud della penisola iberica, dista 12 km dall'Oceano Atlantico e 85 km dallo Stretto di Gibilterra. È da sempre una zona strategicamente molto ben ubicata, nella pianura tra due fiumi (il Guadalquivir e il Guadalete) e a solo 12 Km dall'Oceano Atlantico.

Jerez de la Frontera fa parte di una zona di clima mediterraneo con influenze oceaniche, caratterizzata da inverni umidi e temperati ed estati secche e calde. La temperatura media annuale è di 17,7 °C. Gli inverni sono leggeri, gennaio è il mese più freddo con 15,9 °C/5,4 °C. Le precipitazioni cadono con una media annuale di 598 mm all'anno, concentrate principalmente nei mesi da ottobre ad aprile; dicembre è il mese più piovoso, con 109 mm. Ci sono 54 giorni di pioggia all'anno e 137 asciutti, 2.966 ore di sole all'anno, pochissimi giorni caratterizzati da gelate e nessuno da neve. Per più di 60 giorni all'anno vengono superati i 30 °C e c'è un clima con influenze oceaniche, ma anche molto secco e arido. La temperatura più elevata fu registrata il 16 agosto 2010 con una massima di 51 °C, mentre la più bassa fu una minima di -3 °C il 4 febbraio 2011.

Jerez è un ottimo punto di partenza per andare alla scoperta delle ampie spiagge della Costa de la Luz e dei cosiddetti paesi bianchi, buon esempio di architettura integrata all'aspro paesaggio montano. Inoltre, la città accoglie a pochi chilometri a ovest del centro lo zoo, che ospita circa 1300 animali. Jerez conta nei suoi confini comunali i monti di Jerez, appartenenti al Parco naturale Los Alcornocales e nei quali abitano diverse specie in pericolo d'estinzione. Inoltre pullula di parchi urbani con grande varietà di specie arboree interessanti, così come zone verdi, che aiutano a migliorare la qualità della sua aria. Esistono anche diversi cammini per conoscere la ricchezza naturale del comune, tanto dentro al suo nucleo urbano (Cammino delle Specie) come fuori da esso.

Connessioni e Trasporti

Potete volare all’aeroporto di Jerez de la Frontera dalle principali città spagnole ed europee, grazie soprattutto alle compagnie low cost. L’aeroporto di Jerez, che si trova a circa 7 chilometri dal centro della città, si raggiunge dalla N-IV. L'aeroporto di Jerez è facilmente raggiungibile ed è in fase di ampliamento, con un nuovo edificio per parcheggiare veicoli. Inoltre, c'è già in funzionamento una stazione ferroviaria accanto all'aeroporto in cui i treni fermano e in un futuro prossimo lo faranno anche gli AVE, diventando uno dei quattro aeroporti della Spagna, insieme a quello di Siviglia, a quello di Barcellona e a quello di Ciudad Real, dove fermeranno treni di questo tipo.

Jerez de la Frontera è ben collegata in autobus con le seguenti città: da Siviglia in 1h15 e da Cadice in 40 minuti. Più o meno lo stesso tempo necessario per raggiungerla in treno: da Cadice in 45 minuti e da Siviglia in un’ora e 15 minuti. Buoni anche i collegamenti ferroviari e autostradali con il resto dell’Andalusia, Madrid e altre città spagnole. Ancora oggi, grazie ai trasporti pubblici, Jerez risulta essere la città della provincia meglio connessa con Siviglia e il resto della regione, posizionandosi come il principale nodo di comunicazione di uno dei centri logistici e di trasporto dell'Andalusia occidentale.

Demografia e Amministrazione

Negli ultimi anni la città ha avuto un incremento della popolazione che raggiungono o superano i 3.000 abitanti all'anno, quindi una crescita compresa tra 1,5% e il 2% e tra il 21% e il 26% del totale dell'incremento della popolazione della provincia. Jerez è la città con il più alto tasso di natalità della provincia (2.706), arrivando quasi a doppiare la seconda, Algeciras (1.537), e quasi a triplicare la capitale provinciale Cadice (1.109). Nel gennaio del 2009, il comune anticipò il dato della popolazione al primo giorno dello stesso mese, raggiungendo i 209.248, un incremento di quasi il 2% rispetto all'anno precedente. La Giunta del Governo Locale, presieduta dall'ex sindaco Pilar Sánchez, approvò la revisione del censimento riferito al 1º gennaio 2011, che diede come risultato una popolazione totale di 212.629 abitanti, dei quali 104.201 sono uomini e 108.428 donne.

La religione con più praticanti a Jerez è, similmente al resto della Spagna, il cristianesimo cattolico. Jerez ha una grande autonomia nella sua amministrazione ecclesiastica in Andalusia, essendo l'unica città non capitale di provincia, insieme a Guadix, che è sede episcopale di una diocesi cattolica. La diocesi di Jerez de la Frontera, chiamata anche "diocesi di Asidonia-Jerez" in onore dell'antica diocesi di Assidona (dal nome latino di Medina Sidonia) che copriva il territorio della provincia di Saris, comprende la frangia settentrionale della provincia di Cadice, assumendo come frontiera naturale a sud il fiume Guadalete. È una delle più recenti diocesi spagnole, essendo stata eretta nel 1980, pur rifacendosi a una sede vescovile molto antica. I territori compresi nel suddetto terreno sono la costa nordorientale di Cadice, la campagna di Jerez e la Sierra di Cadice, insieme alla maggior parte della zona urbana de El Puerto de Santa María, alla riva settentrionale del fiume. Nella città esistono diversi templi non cattolici, come moschee e chiese evangeliche. Il comune conta 10 biblioteche pubbliche. In ciò che concerne l'insegnamento superiore, Jerez ha un proprio campus universitario, appartenente all'università di Cadice.

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