L'industria automobilistica è in un periodo di profonda trasformazione, guidata dalla ricerca di efficienza, riduzione dei costi e adattamento alle nuove sfide ambientali e di mercato. In questo contesto, l'idea di collaborazioni tra rivali storiche, un tempo impensabili, diventa una realtà sempre più concreta. Tra le rivalità più iconiche e accanite nel panorama automobilistico premium tedesco, spicca senza dubbio quella tra BMW e Mercedes. Per decenni, queste due case automobilistiche si sono sfidate su ogni fronte: design, motori, innovazione e sportività. Tuttavia, alcune indiscrezioni hanno recentemente scosso il settore, suggerendo una possibile intesa industriale senza precedenti: Mercedes-Benz potrebbe presto montare motori prodotti dalla sua storica rivale BMW.

Un Patto Storico o una Necessità Strategica?
La notizia, proveniente da autorevoli testate economico-finanziarie tedesche come Manager Magazin e rilanciata con maggiore dovizia di particolari dalla testata specializzata Autocar.uk, ha acceso un vasto dibattito e generato un'enorme curiosità. Si prefigura una mossa sorprendente che, se confermata, avrebbe dell'incredibile, ma che riflette il momento di grande mutamento che sta attraversando il settore automobilistico europeo. Secondo le indiscrezioni, il costruttore di Stoccarda sarebbe pronto a utilizzare i propulsori a benzina BMW B48, motori a quattro cilindri da 2.0 litri, per alimentare i suoi futuri modelli plug-in hybrid e range extender.
Questo scenario rappresenterebbe la prima volta che Mercedes acquista motori termici da BMW, segnando una svolta simbolica e culturale oltre che meramente tecnica. La collaborazione tra rivali non è un fenomeno del tutto nuovo nell'industria automobilistica, che è alla costante ricerca di sinergie con l'obiettivo di ridurre i costi. Da anni, aziende rivali stringono patti di collaborazione su alcuni progetti specifici, come dimostra, per esempio, il fatto che Ford costruisca alcuni suoi modelli elettrici su piattaforma Volkswagen. Tuttavia, l'alleanza tra Mercedes e BMW avrebbe un peso e un significato del tutto particolari, data la profondità della loro competizione storica.
Il Nocciolo della Questione: Il Motore BMW B48
Al centro di questa potenziale intesa si trova un motore turbo benzina da 2.0 litri, un derivato del collaudato BMW B48. Questo propulsore a quattro cilindri ha un impiego molto esteso, equipaggiando diverse vetture BMW e Mini, ed è prodotto interamente in Austria, precisamente nello stabilimento di Steyr. La sua versatilità tecnica è un suo grande pregio: può essere montato sia trasversalmente che longitudinalmente ed è pienamente compatibile con le trasmissioni elettrificate. Questa caratteristica lo rende particolarmente adatto per i veicoli plug-in hybrid e per i range extender, un fattore cruciale in vista delle imminenti normative Euro 7.
Il BMW B48 offre una flessibilità operativa superiore, rendendo l'unità versatile per diversi segmenti di mercato. Potrebbe trovare posto su numerosi modelli della Stella, dalla CLA alla GLA, passando per la GLB. Si menzionano anche la Classe C, la Classe E e i SUV GLC, inclusa la futura "Piccola G". Questa ampia applicabilità renderebbe il B48 una soluzione attraente per Mercedes, che necessita di propulsori avanzati e flessibili per le sue strategie di elettrificazione.
Le Motivazioni di Mercedes: Costi, Mercato e Transizione Energetica
La mossa di Mercedes di considerare l'utilizzo di motori BMW risponde a una serie di necessità strategiche. In primis, c'è la necessità di contenere i costi di sviluppo. L'industria automobilistica sta affrontando investimenti massicci nella transizione energetica verso l'elettrico, e la condivisione di componenti chiave come i motori termici può liberare risorse preziose. Inoltre, Mercedes è chiamata ad affrontare in modo più efficiente il rallentamento delle vendite globali, l'impatto dei dazi sulle auto cinesi e la transizione energetica, che procede più lentamente del previsto.
L'attuale 4 cilindri 1.5 turbo denominato M252, proposto sulla nuova CLA (sviluppato in Germania ma prodotto in Cina da Horse, una joint venture tra Geely e Renault), secondo gli addetti ai lavori, sarebbe adatto per applicazioni ibride non ricaricabili, ma non per un utilizzo su vetture plug-in o con range extender. Il motore in procinto di essere utilizzato da Mercedes per le versioni ibride plug-in (il 1.5 turbo M252, prodotto in Cina) non sarebbe infatti giudicato sufficiente a garantire le prestazioni e l'autonomia richieste dalle nuove generazioni di vetture elettrificate. La potenziale fornitura BMW eviterebbe a Mercedes investimenti di notevole entità nello sviluppo di nuovi propulsori specifici per queste applicazioni.

Mercedes ha dovuto ritarare negli ultimi mesi i suoi obiettivi e adeguarsi a una strategia che inevitabilmente la vedrà continuare a produrre auto con motore a combustione nei prossimi 15 anni, soprattutto nei mercati extraeuropei dove la domanda per motorizzazioni ibride e termiche è ancora forte. La progressione nelle vendite di auto elettriche è molto più debole di quanto preventivato negli anni scorsi, momento in cui la maggior parte degli investimenti sono stati trasferiti proprio allo sviluppo di vetture a batteria. Di fronte a tali sviluppi, Mercedes ha già rivisto i propri piani, adeguando la sua strategia industriale. La casa di Stoccarda continuerà a produrre veicoli con motore a combustione interna per i prossimi anni.
Le Implicazioni per la Partnership con Geely
L'ingresso di BMW come fornitore avrebbe ripercussioni profonde, rimodellando i rapporti tra Mercedes e la società cinese Geely. Geely è un importante azionista di riferimento di Mercedes-Benz con una quota significativa (9,7%). Inoltre, Geely è un fornitore chiave di motori, offrendo propulsori alla Stella tramite l'azienda Horse, di cui Geely detiene una partecipazione del 40%. Affidarsi a BMW potrebbe intaccare seriamente tale partnership esistente.
Il conflitto appare evidente se si considera che Mercedes ha appena introdotto il motore M252 turbo benzina da 1,5 litri quattro cilindri, sviluppato internamente in Germania ma prodotto in Cina da Horse, cioè Geely. Apparentemente non esiste conflitto tra i due propulsori (il B48 di BMW e l'M252 di Mercedes), ma è evidente che l'ingresso di BMW come fornitore ridimensionerebbe il ruolo di Geely come partner unico nelle strategie di sviluppo del marchio di Stoccarda.
Esiste come noto una ragnatela di rapporti tra Mercedes e l'azienda cinese, che condividono anche il controllo paritario del marchio Smart, ed è ovvio che la scelta di BMW come fornitore potrebbe intaccare in modo evidente questa relazione, con conseguenze forse prevedibili. È plausibile che una scelta di questa portata, affidare a un concorrente diretto una componente chiave come il motore (per lo più "basic", perché trattasi di un 4 cilindri termico), sia stata concordata o almeno accettata dal colosso cinese. In definitiva, più che una semplice scelta tecnica, questa collaborazione pone interrogativi strategici di lungo periodo e darebbe vita a nuove dinamiche politiche internazionali.
Oltre il Motore: Un'Alleanza Estesa?
Le trattative, secondo le fonti, non escludono la possibile condivisione anche di trasmissioni o addirittura interi gruppi propulsori elettrificati. Questa "strana" partnership tra i due giganti potrebbe espandersi, includendo hub di produzione condivisi globalmente. Un impianto congiunto negli Stati Uniti, ad esempio, eviterebbe i dazi commerciali, aprendo ulteriori sinergie operative future. Al momento, la fornitura dovrebbe riguardare solo unità a benzina a quattro cilindri, ma potrebbe estendersi in seguito anche ai motori a gasolio e ad altri powertrain.
Questa ipotetica alleanza tra Mercedes e BMW trasmetterebbe un messaggio forte, interpretato come un segnale di resistenza dell'industria tedesca contro l'avanzata inarrestabile dei produttori cinesi. La sinergia rifletterebbe una ricalibrazione strategica, con nuovi orientamenti imposti dall'andamento del mercato europeo, dove le proiezioni di vendita per le auto elettriche sono meno robuste del previsto.

Le Prime Indiscrezioni e la Smentita Ufficiale
Le prime indiscrezioni, riportate da Manager Magazin e Autocar, suggerivano che la casa di Stoccarda stesse trattando con la rivale storica BMW per ricevere una fornitura di motori quattro cilindri benzina da utilizzare sui propri modelli con la Stella già a partire dal 2027. Secondo quanto riferiva la testata tedesca, i primi contatti risalirebbero a un anno fa, con un incontro tra il CEO della Mercedes Ola Källenius e quello della BMW Oliver Zipse. Da allora, un gruppo di tecnici di entrambe le aziende sarebbe stato al lavoro sui dettagli dell'accordo.
Tuttavia, dopo settimane di indiscrezioni su un presunto accordo storico tra Mercedes e BMW per la fornitura di motori, è arrivata la smentita ufficiale. Le voci, circolate ampiamente ad agosto, parlavano di trattative avanzate tra i due marchi tedeschi per l'utilizzo del motore BMW 2.0 turbo benzina (B48) su alcuni futuri modelli Mercedes, in particolare quelli compatti e le versioni plug-in hybrid della Classe C e Classe E. Ma Ola Källenius, CEO di Mercedes-Benz, ha tagliato corto durante il Salone di Monaco, affermando: "Non c'è nulla di vero". Anche se le fonti ufficiali si sono affrettate a negare, la tempistica e la natura di queste indiscrezioni suggeriscono una discussione interna approfondita e una valutazione seria di tali possibilità. La smentita arriva in un momento cruciale per Mercedes, che sta accelerando sull'elettrificazione ma senza rinunciare del tutto ai motori a combustione.

"Continueremo a offrire i V12 e anche i V8", ha detto Källenius, sottolineando l'importanza di mantenere una gamma diversificata di propulsori. Introdotta circa quattro anni fa, la piattaforma FAME (Family of Modular Engines) di Mercedes comprende motori a quattro, sei, otto e dodici cilindri, tutti progettati per restare rilevanti anche nell'era della transizione elettrica.
In definitiva, sebbene le voci di una collaborazione tra Mercedes e BMW per la fornitura di motori siano state ufficialmente smentite, il dibattito che ne è scaturito evidenzia la complessità e le sfide che l'industria automobilistica sta affrontando. La ricerca di sinergie, la riduzione dei costi e l'adattamento a un mercato in continua evoluzione rimangono priorità assolute per tutti i costruttori, anche per i rivali storici.